Quando eravamo inglesi

Nel 1152, una sgualdrina guascone, Eleonora d’Aquitania, sposa  in seconde nozze Enrico  Plantageneto  d’Inghilterra.  Il 19 dicembre 1154, Eleonora diviene  regina d’Inghilterra. La guascogna resterà inglese per tre secoli oppure l’Inghilterra resterà guascone per tre secoli. Scegliete voi.  Il 16 luglio 1454, i soldati inglesi e guasconi perdono la battaglia di Castillon, Bordeaux è presa il 19 ottobre. Cosi finisce la guerra dei cent’anni e nostro bel sogno inglese.

Hermann Van der Hem (1619-1649) : la fortezza di Blanquefort

Domenica scorsa, ho avuto il privilegio di visitare la fortezza di Blanquefort in cui le pietre ci raccontano questa storia. Privilegio perché il terreno è privato ed era l’ultima visita dell’anno. La città ha preso il nome del forte : Blanquefort cioè blanca fortis

Questo sentiero per le mucche è un’antica strada romana. Forse non ci crederete ma dal nord, fino all’ottocento,  era l’unica strada per raggiungere Bordeaux, una specie di via Aurelia locale. L’aspetto della regione era diverso allora, c’era solo un’immensa palude ; qui, la gente moriva giovane sempre di malaria. Le paludi bordolesi sono state bonificate  soltanto alla fine dell’ottocento da un ingegnere olandese.

La fortezza è stata edificata su un isolotto roccioso che emergeva  circa 7 metri sopra la palude. Dove ho scattato la foto immaginate un fossato largo 25 metri. Negli anni 1000, c’era un mastio di legno poi in pietra (lo vediamo nella  foto)  circondato da una palizzata in legno. Il castellano faceva pagare un pedaggio ai viaggiatori….già il denaro facile. La famiglia nobile Blanquefort si estingue verso il 1255. Nel 1257, la fortezza è comprata dal re d’inghilterra Enrico III. Sempre nel duecento, il figlio Edoardo I d’Inghilterra, trasforma il castello in fortezza  fiancheggiando il mastio da 6 torri  (quattro sono ancora visibili)  e aggiungendo  la cortina in pietra che vediamo. Il re vende la fortezza a Bertrand de Goth (nipote del papà clemente V). Poi, attraverso un matrimonio, il bene passa alla famiglia Durfort de Duras che lo guarderà fino alla rivoluzione. Quando i francesi prendono la fortezza nel 1451, adattano le fortificazioni all’evoluzione dell’artiglieria, ci sono anche numerosi abbellimenti. La fortezza è restituita alla famiglia Durfort nel 1476….Nel secolo seguente, la famiglia Durfort diventa protestante….e cominceranno le sanguinose guerre di religione…ma è un’altra storia.

Il castello d’ingresso con due torri, c’erano due ponti levatoi : uno per i pedoni (i guasconi non erano giganti !), l’altro per i veicoli. Notate i vani per i cannoni alla base dei torri.

Una delle 6  torri  che fiancheggiavano il mastio. I soldati francesi che avevano sopravvissuto alla palude e al castello d’ingresso si ritrovavano davanti ad un altro problema : 6 torri e solo una scala per accedere al mastio. Dov’è  la scala ? si chiedevano  i francesi prima di morire. La porta gotica è più tardiva. Si entrava nella torre da una porta sul lato destro, tra le due torri c’è solo uno spazio di 2 metri, qui l’ariete è inutile. Le  sommità delle cortine di pietra tra le torre erano munite di piombatoi, cosi, i nemici che bussavano alla porta erano ustionati senza pietà.

Le torri non erano coperte con tetti, c’erano delle terrazze di vertice che permettevano ai soldati di circolare. Nella foto vediamo un pezzo di arco, cosi i soldati potevano passare liberamente da una torre all’altra. Quando fu edificato la Bastiglia, gli architetti si sono ricordati l’innovazione inglese di Blanquefort.

Qui, siamo dentro il mastio. A pianterreno le cucine, al primo piano gli appartamenti del castellano (vediamo ancora una magnifica finestra), al second piano la servitù, c’era un terzo piano con edifici  in legno…

Sotto un bastione, scendiamo alla sala di artiglieria…

Sono DOC ! Pietre ricevute dalle catapulte francesi. Merci Messieurs !

La sala di artiglieria, vediamo un vano che ospitava una colubrina, dopo avere sparato,  il cannone metteva un’ora a raffreddare. L’esercito anglo-guascone è stato sconfitto dall’artiglieria francese più potente.

Le pietre calcaree che hanno dato il nome alla fortezza…

La vecchia strada di Bordeaux continua, ormai, verso la tangenziale di Bordeaux a due passi…

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5 thoughts on “Quando eravamo inglesi

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