La locomotiva in rame

Due settimane fa, sono stato a Sarlat (Dordogna), nel cuore del Perigord nero. È una città medievale di una bellezza stupefacente, tutto è da fotografare. Mi sono tornati in mente vecchi ricordi. Ho conosciuto un mio bisnonno, è vissuto 100 anni,  il tizio abitava un paesello tra Bergerac e Sarlat. Mi ricordo l’appartamento al primo piano. Ci si entrava dal garage, appese al muro le canne da pesca di Hemingway,  fatte per la pesca al marlino. Strano perché nel canale vicino c’erano solo pesciolini. Una scala ripida e subito la cucina. Mi ricordo l’antica radio a valvole sul buffet con  i nomi delle varie città del mondo. Meglio di un corso di geografia! Prima di andare a vedere il bisnonno, mia nonna mi dava le sue solite raccomandazioni: non chiedere da bere, non chiedere da mangiare, non parlare! Ma, come fa un bimbo di 7 anni a sopportare le chiacchiere degli anziani senza mai agitarsi sulla sedia? Mi mandi in bestia! mi diceva mia nonna. Vai, a guardare i pescatori lungo il canale e non tornare più! Il bisnonno era un “viveur” come dicono gli italiani, lui abitava con due giovani sorelle  di 90 anni! Non era un grande intenditore di vini. Una volta, a casa dei nonni, di nascosto, si era fatto fuori una bottiglia…Hum…buono questo vino!…Ma dai papà era l’aceto! come faccio adesso per preparare  l’insalata? Un’altra volta, aveva chiesto dello zucchero perché, secondo lui, il Saint Emilion era troppo aspro! una cosa inconcepibile. Mio nonno  ha evitato l’infarto di poco e voleva addirittura buttare il bisnonno fuori! Quando il tizio veniva a Bordeaux con il treno, scendeva sotto shock : “Ma come mai?” Non ci capisco proprio niente.  Stamattina ero a Bergerac e questo pomeriggio sono a Bordeaux! La distanza tra Bergerac e Bordeaux è di appena 120 km rassicurava mia nonna per la duecentomilesima volta. 20  anni fa, Armstrong ha camminato sulla luna. Niente da fare: il vecchio non capiva. “Come è stato possibile? egli ripeteva per tutto il suo soggiorno.  Forse, non sono veri ricordi ma storie che ho sentito tante volte in famiglia…In realtà, sto guardando, place de la liberté, una specie di locomotiva a vapore e ho pensato al bisnonno che viveva a due passi con la sua fottuta storia di treno, ai miei nonni che sono morti (come ridevano con questa storia!). Mi è succeso un po’ quello che succede a Proust con la madeleine….

Cento anni fa, nel Perigord non c’erano le strade di oggi. La regione era povera, si è sviluppata solo nel 1860 con l’arrivo del treno. In autunno, traballavano sulle strade, in un frastuono di metallo, locomotive a vapore di questo tipo, arrugginite, rabberciate mille volte. Forse, l’avete indovinato questa strana locomotiva in rame è  un  alambicco ambulante. Tirato da una coppia di buoi, l’alambicco era portato nelle diverse proprietà, sistemato presso un mucchio di tronchi di quercia ben seccati e messo in azione. Ci si distillava di tutto: vini, ciliegie,  prugne, mele, pere, noci. L’alambicco è in rame perché questo  metallo è  in grado di resistere agli attacchi degli acidi del vino. È una distillazione in continuo senza ripasso. C’era una caldaia per produrre il  vapore. La frutta fermentata è messa nei vasi di distillazione in rame che vedete. Il vapore cuoce la frutta e si carica di alcol ed aromi. La miscela alcolica passa nelle  due colonne: rettificatrice e analizzatrice (all’estrema sinistra nella foto), il calore nelle colonne permette di separare l’acqua e l’alcol (il vapore d’acqua si condensa più rapidamente per farla breve). Dopo il passaggio nelle due colonne rimane solo il vapore d’alcol. A questo punto, il vapore d’alcol passa attraverso un serpentino in una cisterna d’acqua:  il refrigeratore (in verde nella foto). Il vapore d’alcol si condensa e abbiamo l’acquavite. Esistono ancora oggi i distillatori ambulanti ma, ormai,  è una specie in via d’estinzione. Dietro la locomotiva in rame, c’è la vecchia distilleria di Emile Lapouge fondata nel 1860. Ogni volta che vado a Sarlat, mi  compro un aperitivo al tartufo (mio preferito).  Non solo è un prodotto eccezzionale ma anche un pezzo di storia:

Prossimo post sul Perigord : Come mangiare a Sarlat con 14 euro a persona.

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4 thoughts on “La locomotiva in rame

  1. Questo è fra i tuoi più belli articoli.Veramente carino.Sei un buon narratore.Io l’ho letto come se ascoltassi un file audio con musica di fondo e effetti speciali di locomotiva a vapore.Yes you can do it Alex!

    Prossimo post sul Perigord : Come mangiare a Sarlat con 14 euro a persona
    dall’etichetta del rosé,sembra una truffa:-)

  2. Alex, io avevo 2 sogni: che tu aprissi un blog, in modo che potessi farti visita come commentatore 2) Che parlassi di Bordeaux e dintorni, una regione che adoro, come fai spesso nei tuoi commenti e come qui puoi fare piu’ diffusamente. Adesso i 2 sogni si sono realizzati. GRAZIE! Benvenuto nella nostra famiglia..
    La parola Perigord basta a mettermi appetito.. Si’, ho visto alla TV dei documentari sulla distillazione all’antica. Non vedo l’ora di andare a Sarlat egustare un aperitivo al tartufo. Sentiro’ il sapore della storia e pensero’ al tuo post.
    Mi hai dato un4idea. Pubblichero’ un post su come mangiare a Kigali con 50 centesimi
    Ciao, a presto

  3. Grazie dell’apprezamento Osman ! forse perché questo racconto ha un carattere piú personale. Truffe-truffa : non me ne ero reso conto ! Divertente.
    Ciao Osman

  4. Grazie Dragor, per dire la verità, ti devo molto, senza di te, non ci sarebbe mai stato questo blog. Mi hai colpito la prima volta che ti ho letto…mi sono detto : ecco, un tizio che ha colto la vitalità e la dinamicità della lingua…insomma, mi hai fatto (ri)scoprire la lingua italiana….
    Allora, aspetto il post su come mangiare a Kigali con 50 centesimi…so già che non sarà dal tuo cognato !
    Alex

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