La manna che non cade più dal cielo

Labarde (Médoc). Forse il nome non vi dirà niente. Il paese è una frazione di Margaux. I vini che vengono prodotti a Labarde godono dell’appellazione Margaux….Perché non fare un giro nella palude di Labarde ? mi ha chiesto all’improviso  la mia amica. Con questo caldo ? ma dai ! meglio andare in spiaggia, ho risposto. Lo ammetto, caro lettore, sono un po’  ipocrita, avevo già il progetto dalla mattina : sdraiarmi sulla spiaggia, leggere un libro, sbirciare le ragazze, guardare il solito tedesco annegare…Va bene, ho detto, andiamo fino a Labarde….

Sembra la Louisiana. Ci sono anche i bayous !  Qui, troverete il Médoc prima della bonifica….Non per niente la parola Médoc deriva dal latino “medio aquæ”. D’altronde, anche Labarde significa “terreno allagato”….Una volta, li,  la gente moriva sempre  di malaria….in una lettera, Voltaire paragonava un semplice viaggio Bordeaux-Bayonne all’inferno acquatico di Dante…A proposito di malaria….ci sono le zanzare eccome ! minuscole, molto facile da schiacciare….il problema : il numero ! siamo assaliti, massacrati da nuvole di zanzare. Anche un bagno di citronella non ci avrebbe salvati

Guardate la torre nel mezzo della palude. Le troverete ovunque in Guascogna. sono sempre collegate da chilometri di  corridorio  fatte di rami di pino e felci come vedete sotto.

Forse l’avete già capito, il sito è una “palombière” dove i cacciatori praticano,  in autunno,  la caccia al colombaccio. La torre si chiama “oueytte”  in guascone cioè qualcosa come “vista”. E il quartier generale, il punto strategico dove i cacciatori dirigono le operazioni. Il principio di questa caccia è sempre lo stesso : attirare i branchi di colombacci. Per ciò, i cacciatori  allevano e addestrano colombacci….alcuni colombacci chiamati “poulets”  sono posti a terra dove beccano mais. Altri chiamati “appelants” (volantini) sono posizionati in equilibrio precario su delle specie di altalene (racchette) sugli alberi.

Non lo vedete ma dalla torre parte un inestricabile groviglio di fili, i cacciatori collegano i fili alle altalene. Quando uno stormo di colombacci si avvicina, i cacciatori  tirano le corde, i colombacci legati alle altalene oscillano,  perdono l’equilibrio, battono le ali…cosi,  si crea un falso svolazzio di colombacci….Lo stormo è ingannato ugualmente dai colombacci che mangiano già a terra….Lo stormo scende sul terreno…i cacciatori prendono  gli ucelli con una rete…

hanno il gazebo e il barbecue !  Oggi, non ci sono più i branchi di colombacci di una volta. La manna non cade più dal cielo. La caccia non è più una necessità vitale. I cacciatori non prendono più 100 colombacci in un colpo. Caccia intensiva ? inquinamento ? pesticidi nei campi ? cambiamenti climatici ? Ormai, se sentite qualcosa tubare nella foresta sarà solo un cacciatore vestito da rambo che avrà scolato con gli amici qualche bottiglia di vino alla “palombière”….

Finalmente, siamo fuori dalla palude ! ritorno alla civiltà. ecco, il castello Giscours alla deviazione del sentiero…

C’era un gruppo di turisti inglesi a seguire un corso di degustazione di vino….Wow ! ci offrono un bicchiere….Su ! adesso, dobbiamo attraversare di nuovo la palude per tornare alla macchina….

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6 thoughts on “La manna che non cade più dal cielo

  1. Grande post, mi sembra di avere fatto la passeggiata con un accompagnatore intelligente e spiritoso. E’ vero, Labarde sembra un bayou della Louisiana. Mancano solo gli alligatori o magari ci sono anche quelli? Pare incredibile che dai quei terreni nascano i migliori vini del mondo. A proposito di colombe, bisognerebbe formare delle squadre per fare baccano in modo da farle volare via. Una volta l’ho fatto dalle parti di Grasse. Sono anni che si chiede una legge per impedire la caccia alle colombe e anni che i cacciatori la bloccano.
    Ciao Alex, a presto

    dragor (journal intime)

  2. tutta la penisola del Médoc era una maremma, sono stati ingegneri olandesi a bonificare la zona….Per migliaia di anni, quei terreni sono stati arricchiti dalle alluvioni depositate dal fiume. Ogni anno, la Garonna ne convoglia 8 milioni di tonnellate…La palude è circondata dai “grands crus”. I turisti fotografano i castelli e non vedono il paradiso….Per quanto riguarda i piccioni, una volta, in Italia, ho visto uno stormo attaccare gli invitati a un matrimonio mentre gettavano riso all’uscita del municipio…E vero, Dragor, purtroppo, i cacciatori sono una lobby potente…

    Alex

  3. Bella l’ouyette!
    Off topic o quasi:Ora stai vincendo 1 a 0. L’ultima spesa ho comprato un Bordeaux per colpa tua.Lo proverò domenica.Non mi intendo di vini francesi Veuve è un’altra cosa). L’unico che mi ha convinto (al supermercato ovviamente!) è un merlot di Calvet Riserva .Non c’era molta scelta.
    Come dire questo blog è pericoloso…

  4. Il vino era ottimo e per le mie abitudine era anche molto forte.No,Alex il blog fa vendere i prodotti tipici Bordolesi.Tranquillo sono quasi astemio.Super alcolici mai,vino solo nel fine settimana per il resto acqua!

  5. Pingback: Gironda : In mezzo alla più grande foresta di rododendri d’Europa ! | Bordeaux e dintorni, stagione II

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