New York

Pour une surprise, c’en fut une. À travers la brume, c’était tellement étonnant ce qu’on découvrait soudain que nous nous refusâmes d’abord à y croire et puis tout de même quand nous fûmes en plein devant les choses, tout galérien qu’on était on s’est mis à bien rigoler, en voyant ça, droit devant nous…

Come sorpresa, non era male. Attraverso la bruma, era così stupefacente quello che si scopriva all’improvviso che noi all’inizio rifiutammo di crederci e poi comunque quando fummo in pieno davanti alle cose, ognuno dei galeotti che eravamo s’è messo proprio a ridere, vedendo quello, dritto davanti a noi…

Figurez-vous qu’elle était debout leur ville, absolument droite. New York c’est une ville debout. On en avait déjà vu nous des villes bien sûr, et des belles encore, et des ports et des fameux mêmes. Mais chez nous, n’est-ce pas, elles sont couchées les villes, au bord de la mer ou sur les fleuves, elles s’allongent sur le paysage, elles attendent le voyageur, tandis que celle-là l’Américaine, elle ne se pâmait pas, non, elle se tenait bien raide, là, pas baisante du tout, raide à faire peur.

Figuratevi che era in piedi la loro città, assolutamente dritta. New York è una città in piedi. Ne avevamo già viste noi di città, sicuro, e anche belle, e di porti e di quelli anche famosi. Ma da noi, si sa, sono sdraiate le città, in riva al mare o sui fiumi, si allungano sul paesaggio, attendono il viaggatore, mentre quella, l’americana, lei non sveniva, no, lei si teneva bella rigida, là, per niente stravaccata, rigida da far paura

On en a donc rigolé comme des cornichons. Ça fait drôle forcément, une ville bâtie en raideur. Mais on n’en pouvait rigoler nous du spectacle qu’à partir du cou, à cause du froid qui venait du large pendant ce temps-là à travers une grosse brume grise et rose. et rapide et piquante à l’assaut de nos pantalons et des crevasses de cette muraille, les rues de la ville, où les nuages s’engouffraient aussi à la charge du vent. Notre galère tenait son mince sillon juste au ras des jetées, là où venait finir une eau caca, toute barbotante d’une kyrielle de petits bachots et remorqueurs avides et cornards.

Ne abbiamo riso come dei balenghi. Fa strano per forza una città costruita per diritto. Ma non potevamo godercelo noi, lo spettacolo, che dal collo in su, per il freddo che veniva in quel momento dal largo, attraverso una grossa bruma grigia e rosa, e rapida e pungente all’assalto dei nostri pantaloni e dei crepacci di quella muraglia, le strade della città, dove anche le nuvole s’ingolfano sotto la spinta del vento. La nostra galera apriva il suo magro solco giusto all’altezza dei moli, là dove veniva a morire un’acqua color caca tutta gorgogliante d’una sequela di piccoli traghetti e di rimorchiatori avidi e asmatici.

Pour un miteux, il n’est jamais bien commode de débarquer de nulle part mais pour un galérien c’est encore bien pire, surtout que les gens d’Amérique n’aiment pas du tout les galériens qui viennent d’Europe. C’est tous des anarchistes » qu’ils disent. Ils ne veulent recevoir chez eux en somme que les curieux qui leur apportent du pognon, parce que tous les argents d’Europe, c’est des fils à Dollar.

Per uno che  è messo male, non è mai comodo sbarcare da nessuna parte ma per un galeotto è anche peggio, specialmente perché la gente d’America non ama affatto i galeotti che vengono dall’Europa. “Son tutti anarchici” dicono loro. Vogliono insomma ospitare in casa loro solo dei curiosi che gli portano della grana, perché tutti i soldi d’Europa, sono figli di Dollaro.

J’aurais peut-être pu essayer, comme d’autres l’avait déjà réussi, de traverser le port à la nage et de me mettre à crier : « Vive Dollar ! Vive Dollar ! » C’est un truc. Y a bien des gens qui sont débarqués de cette façon-là et qui après ça on fait des fortunes. C’est pas sûr, ça se raconte seulement. Il en arrive dans les rêves des biens pires encore. Moi j’avais une autre combinaison en tête, en même temps que la fièvre….

Avrei forse potuto provare come  altri che c’erano già riusciti a traversare il porto a nuoto e poi una volta sulla banchina mettermi a gridare : “Viva Dollaro ! Viva Dollaro !” è un trucco. C’è molta gente che è sbarcata a quel modo e dopo ha fatto fortuna. Non è sicuro, sono cose che si raccontano solo. Ne capitano nei sogni di molto peggio. Io, avevo un’altra combinazione in testa insieme alla febbre….(Celine : viaggio al termine della notte)

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5 thoughts on “New York

  1. W dollaro! E’ quello che trapela dalla maratona televisiva proposta da Arte domenica 11.Nient’altro.Interessante vedere come nasce il liberismo: un’idea banale,un po’ di soldi e tanta manodopera immigrata disperata appena sbarcata con il sogno in tasca.
    Mi piace Celine…

  2. Si, sono d’accordo con tuo post : “Dalle ore 9:30 su ARTE tutta New York tranne il 9/11” Ha fatto bene la rete a proporre il documento New York confidential invece delle commemorazioni dell’11 settembre. D’altronde anch’io, ho voluto fare un post su New-york senza parlare dell’11 settembre. Personalmente, ho spento la T.V….voglio dire…se avessi perso un fratello, una madre…avrei già visto le immagini del crollo e la morte del mio parente un milione di volte….che senso avrebbe vederle di nuovo un milione di volte ?…le vittime non soffrono abbastanza ? perché aggiungere in più il fardello delle commemorazioni ?

    Alex

  3. Concordo e la penso come te.La prima parte sulla storia di N.Y l’ho ascoltata con le cuffie sena fili mi allontanavo anche 100m facendo le mie cose.Al pomeriggio ho guardato la parte dedicata ai 5 distretti ma quando ha iniziato il concerto sono uscito in bici.Il concerto? Paul Simon? Non ho ancora capito il concerto dedicato alla strage di Oslo un mese dopo la tragedia.Va bene una messa ma vedere sul palco le star del show biz…boh.Forse siamo essere tristi per natura…Boh deux fois.

  4. Di Celine si puo’ dire tutto il male che si vuole, ma e’ un grande. Magnifico testo e splendida traduzione. E’ vero, New York e’ gia’ nel nostro immaginario collettivo anche senza 11 settembre.
    Ciao Alex, a presto

    dragor (journal intime)

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