Txalaparta

Scatto preso place Pey Berland (Bordeaux). Cliccate per ingrandire. I due musicisti baschi sono chiamati txalapartari perché suonano di uno strumento chiamato txalaparta (txa si pronuncia cia in italiano). E uno strumento a percussione tipico dei paesi baschi. La parola sarebbe un’onomatopea che riproduce il rumore dei pottok al galoppo. Di solito, la txalaparta è composta da tre o quattro  tavole di legno poggiate su dei cestini (in questo caso dei cavaletti). Per ammortizzare i colpi e affinché le tavole vibrino, si mettono pelli di montone capaci di creare un  riverbero, puo anche essere foglie di tabacco, di mais…Si suona sempre in coppia, i mazzuoli si chiamano : makilak.  Uno dei musicisti suona il “txakun”  battendo regolarmente la misura mentre l’altro musicista suona il  “herrena” (lo zoppo) : lo scoppo essendo quello di creare  uno squilibrio tra due txakun. Il “txakuna” deve allora ripristinare l’equilibrio….

Non siete familiari con la lingua basca ? Niente paura. Vi spiego il video che vedrete sotto cliccando sul link “visionner sur youtube”. l’origine della txalaparta è sconosciuta. ci sono tre ipotesi possibili :  La txalaparta è nata nelle grotte preistoriche, non solo i baschi designavano i cavalli sulle pareti delle grotte ma lo sciamano colpendo le stalattiti restituava il rumore dei cavalli al galoppo.  Un’altra ipotesi fa della txalaparta uno strumento di communicazione dei pastori baschi, una specie di tam-tam…oppure per chiamare i fedeli alla preghiera quando non esistevano ancora le campane, l’ultima ipotesi, la più verosimile. La txalaparta era uno strumento di lavoro per effetuare un lavoro molto penoso e faticoso : il pestaggio delle mele. Il sidro è una grande specialità dei paesi baschi. D’altronde il canto che sentite nel video si chiama “sagarra jo de la” cioè il sidro è pestato :

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