Una giornata al Cap-Ferret : seconda parte

Vi è piaciuta la gita al faro ?  Mentre camminiamo verso un altro post da vedere, vorrei raccontarvi un aneddoto : i miei nonni avevano una amica che possedeva un bar sui moli di Bordeaux. Per parlare schietto un casino. Dopo la guerra, gli americani hanno costruito basi e sono rimasti li. Mio nonno ha avuto l’idea di lanciarsi nel commercio dei flipper, forniva flipper, juke-box…ecc…ai bar. insomma, mio nonno forniva agli americani  i giochi e l’amica : le puttane. I dollari hanno comminciato a piovere dal cielo. L’amica dei miei nonni, prima che sia di moda,  si è messa a comprare terreni al Ferret, voleva associare i miei nonni, ma loro non erano interessati. risultato : la donna è diventata milionaria e noi  siamo rimasti “poveri”….ma, basta con la nostalgia ! siamo arrivati !

Siamo sul molo, di fronte c’è la città di Arcachon ! quello che voglio farvi scoprire si trova alle mie spalle…Pazienza…prima c’è un’altra storia… Nel 1863, Leon Lesca insieme al fratello acquistarono, per un boccone di pane, un vasto terreno al Cap-Ferret in riva al Bacino di Arcachon. Leon Lesca era imprenditore di lavori pubblici e lui che ha realizzato il porto di Algeri. Appena tornato dall’Algeria,  Leon Lesca  si fa costruire un insieme favoloso tra cui la “villa algerina”

La villa algerina  all’inizio del XX secolo. Leon Lesca sviluppa la sua proprietà in tutti i sensi facendo opera di pioniere. L’uomo aveva davvero uno spirito innovativo !  Lesca si mette a creare vivai di pesci ; sfrutta la foresta e i parchi di ostriche in mezzo al bacino, pianta un vigneto, fa costruire alloggi di servizio per il personale, ma anche : una scuola, un molo, una canonica, una cappella….Di questa proprietà, oggi purtroppo,  sussiste  solo la Cappella Sainte-Marie du Cap.

La cappella Sainte-Marie du Cap. Come molti francesi non mi piacciono le religioni invece mi piace il sincretismo architetturale di questa cappella. Un appello alla tolleranza. Ogni volta che la vedo penso alla preghiera a Dio  di Voltaire.

La chiesa è stata costruita nel 1885, è un edificio in stile neo-moresco destinato al culto cattolico. Sul campanile coesistono la luna crescente, simbolo dell’Islam, e la croce cristiana…notate anche le iscrizioni : gloria a Dio in latino ; benvenuto a te in arabo…la policromia, le piastrelle in ceramica  a motivi geometrici e  floreali, l’uso dell’arco a ferro di cavallo…ecc…traducono le influenze culturali di Lesca. Per molto tempo, la cappella è stata il solo luogo di culto della zona. La gente veniva in barca da Arcachon ! Incredibile.

La giornata  continua : non mancate la terza parte !


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6 thoughts on “Una giornata al Cap-Ferret : seconda parte

  1. Bellissima la cappella e bello il tuo apprezzamento.In Sicilia si trovano tante bellezze architettoniche come questa,cioè un stile che richiama civiltà diverse che hanno lasciato il segno in quei luoghi.Quando i Normanni costruirono nuove chiese fecero appello a maestri artigiani musulmani per lasciarci il loro stile come gli archi del Duomo di Monreale http://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Monreale
    o la cattedrale di Palermo
    http://www.cattedrale.palermo.it/

  2. Sull’architettura di Arcachon si potrebbe scrivere un trattato. Non ci sono stato ma ho visto le foto. Questa villa algerina è favolosa , a parte il fatto che la coniugazione islamo-cristiana della cappella mi ricorda che l’islam e il cristianesimo sono figli della stessa madre .E’ aperta al pubblico o è proprietà privata?
    Buona notte Alex a presto

    dragor (journal intime)

  3. Mi ricordo ancora la tua vacanza in Sicilia, Osman ! Anch’io un giorno, andrei in Sicilia e non solo per i cannoli…mi piacerebbe scoprire queste meraviglie….

    Alex

  4. Purtroppo, siamo andati al Ferret una domenica….la cappella è aperta gli altri giorni….Purtroppo, La villa è stata distrutta nel 1965 al suo posto sorge un orrendo palazzo…. il prossimo post sulle ostriche ti piacerà di più…

    Alex

  5. Pingback: Una giornata al Cap-Ferret : prima parte | Bordeaux e dintorni

  6. Pingback: Bacino di Arcachon : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ? secondo parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

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