Una giornata al Cap-Ferret : terza parte

Adesso, ci dirigiamo a piedi verso il villaggio ostreicolo. Io ho la passione per le ostriche, appena ho un po’ di tempo, vado sul bacino di Arcachon per le mangiare. Non c’è niente di meglio : un raggio di sole,  una capanna colorata in riva al mare, una dozzina d’ostriche, una bottiglia di vino bianco, un po’ di paté….si mangiano cosi da noi….alla buona. Poi, prima di partire ne compro all’ostricultore qualque dozzina che ho scelto nel vivaio…Un lusso le ostriche ? mangiare sul posto una dozzina di ostriche,  meno di 10 euro. Comprarne direttamente dall’ostricultore per portare a casa, contate  tra 4 e 5 euro la dozzina….

Qui, le ostriche hanno trovato il luogo ideale per nascere, vivere e riprodursi. Già nel IV secolo, i romani importavano la varietà locale, un’ostrica piatta chiamata “gravette“, oggi, la gravette si trova solo allo stato selvaggio.  Nel 1868, una nave con un carico di ostriche portoghesi incontra una tempesta nel golfo di Guascogna. La nave trova riparo nell’estuario della Gironda. Il ritardo costringe il capitano a buttare fuori bordo le ostriche concave portoghesi ormai avariate ; in qualche anno le ostriche superstiti colonizzano tutto il litorale. Nel 1970, una malattia decima le ostriche portoghesi….da allora, sono state introdotte le ostriche giapponese….

Siete come me, avete la più bella erre moscia di Francia oppure rotolate la erre….in ogni caso, ricordatevi che le ostriche non si consumano i mesi senza la erre : maggio, giugno, luglio, agosto. Non fate brutta figura da turista. D’estate,  le ostriche sono lattiginose perché sono nel periodo di riproduzione, solo i turisti le mangiano….

A proposito di riproduzione, l’ostrica è ermafrodita, a due anni di età, le ostriche possono diventare indifferentemente maschio o femmina, dipende dalla salinità dell’acqua ma sopratutto della temperatura dell’acqua…

Anche le parole del guascone marittimo hanno un sapore particolare. Qui non si dice ostricultore ma parqueur, la capanna tradizionale che vedete sopra si chiama : chai…vedremo altre parole… indicherò in rosso le parole tipiche della zona…

Una capanna (chai) dove potete comprare le ostriche…la capanna  è un luogo di lavoro….

Cliccando la foto vedrete le  tegole trattate con calce e  i sacchi di plastica….In estate, le ostriche espellono miliardi di uova che diventano larve. Le larve si mettono a vagare nelle correnti aiutandosi con piccole ciglia. Poi, le larve sono spinte dal loro peso verso il fondo del bacino. A questo punto, possiamo dire che le larve cambiano di vita, smettono di vagabondare e cercano un riparo attancadosi al primo appiglio trovato….Allora, per  l’ostricultore comincia un lavoro delicatissimo : sistemare i collettori (le tegole). E l’operazione più delicata. I collettori messi troppo in anticipo si sporcano e le larve non si attaccano….Una volta, attaccata alla tegola, l’ostrica comincia a crescere….le tegole chiuse in gabbie di legno riposano dove i pali (pignots) delimitano i parchi….

Dopo 8 mesi di vita le ostriche sono staccate una per una dei collettori. L’operazione si chiama : détroquage. Poi, le ostriche sono divise per grandezza e vengono chiuse in sacchi di plastica (poches) trasportate in parchi e fissate in acqua su tavole di metallo. I sacchi vengono rivoltati a mano a ogni marea perché le ostrice prendono una buona forma. I sacchi vanno contiuamente portati a terra, aperti, svuotati, riempiti, le ostriche sono di nuovo separate l’una dall’altro. L’operazione si chiama désatroquage. E cosi per 3 anni, poi alla fine le ostriche sono immerse nei claires ( bacini dove le ostriche si ripuliscono dalla sabbia del mare e si depurano….

Una capanna dove si mangia le ostriche i piedi nell’acqua….

Il bacino (une claire). Scegliete le vostre ostriche….

I sacchi di plastica chiamati : poches…

La nave tradizionale del bacino di Arcachon si chiama : pinasse. Le altre imbarcazioni  per raggiungere i parchi si chiamano : plates

Cliccando la foto, vedrete i paletti (pignots) che delimitano i parchi….

una montagna di ostriche….

Le ostriche che ho comprato ! ….adesso, aspetto il prossimo raggio di sole….

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8 thoughts on “Una giornata al Cap-Ferret : terza parte

  1. Molto invitante! Sapevo poco di ostriche e il prezzo mi sorprende rispetto al costo e all’impegno alla produzione.Forse i consumatori non sono disposti a pagare di più tranne al ristorante… per pochi.
    Quando capita (raramente) le mangio al ristorante.Se avete escluso i mesi del turismo cioè la bella stagione allora il turista non li mangerà mai:-)

  2. Grazie dell’apprezzamento Osman !….In un ristorante per 12 ostriche di calibro 4 (più alto è il calibro, più piccola è l’ostrica) paghi tre volte il prezzo che ho pagato per due dozzine calibro 2. E poi, in ristorante non hai il piacere di scegliere le tue ostriche nel vivaio, chiacchierare con l’ostricultore…ecc…L’ostrica è un prodotto comune, in ogni paese della Gironda, la domenica mattina, davanti alla panettiera o alla tabaccheria, c’è una bancarella di ostriche….D’estate, gli ostricultori le vendono comunque. Le capanne “i piedi nell’acqua” sono aperte….perché no ! il turisti sono una risorsa da sfruttare….Ovviamente, per gli ostricultori di Arcachon, il fatturato più importante si fa per natale, 31 dicembre e capodanno…3 giorni in cui i francesi fanno strage di ostriche !

    A presto, Alex

  3. Splendida descrizione di ostreicultura, Belle fotografie, informazioni interessanti, manca soltanto la degustazione ma quella non si puo’ pubblicare sul web e cosi’ resto con l’eau à la bouche. Hai detto bene, una dozzina di ostriche e una bottiglia di vino bianco (a me piacciono quelli alsaziani) sono il paradiso, specialmente sulla riva dell’Atlantico. Grazie per avermi fatto sognare in una pausa del mio lavoro notturno

    dragor (journal intime)

  4. Pingback: Il bacino di Arcachon secondo Alex | Bordeaux e dintorni

  5. Pingback: Una giornata al Cap-Ferret : seconda parte | Bordeaux e dintorni

  6. mi piacerebbe mangiare una dozzina di ostriche con i piedi nell’acqua con accanto
    una bella fanciulla in un pomeggio infuocato

  7. Grazie per il commento “anonimo” ! Allora vieni da noi ! ti forniamo il bacino di Arcachon, il pomeriggio infuocato, le capanne i piedi nell’acqua e le ostriche….invece per la bella fanciulla : tocca a te !

    Buona sera

    Alex

  8. Pingback: Bacino di Arcachon : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ? secondo parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

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