Nel nome del padre

Dal 11 aprile, Michel Gbagbo, cittadino francese, figlio di Laurent Gbabo è detenuto arbitrariamente nel nord della Costa D’avorio. Michel Gbagbo è stato arrestato quando l’esercito francese ha lanciato  l’assalto finale contro il Palazzo Presidenziale per deporre Laurent Gbagbo e sistemare il nuovo presidente democraticamente eletto Alassane Ouattara. Michel Gbagbo, psicologo, non aveva nessun ruolo politico nel regime del padre. Oggi, il tizio è detenuto a Bouna presso la città di Korhogo, dai capi di guerra locali : i Com’zones. Questi com’zones sono degli “elettroni liberi”, hanno prestato giuramento al nuovo presidente solo controvoglia. Tramite l’avvocata Habiba Touré, Michel Gbagbo ha sporto una denuncia per rapimento, sequestro,  trattamenti inumani e degradanti… Sono preoccupata dice la madre, Jacqueline Chamois, che vive in Borgogna : “Michel paga per suo padre. E un simbolo, un ostaggio. Non è normale che Michel non possa fruire della protezione e dell’assistenza consolare come ogni cittadino francese ;  che la Francia non faccia niente per uno dei suoi sudditi….Forse, da  buon cattolico, Sarkozy che ha consegnato il padre all’Aia, deve pensare che il crimine si trasmette di generazione in generazione….e anche il figlio deve espiare le colpe del  padre…

Nel video sotto, il figlio Gbagbo  pestato dalla folla…

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