Margaux : il paese dell’acqua II

Continuiamo la nostra passeggiata a Margaux. Dal porto di Soussans, se volete fare un giro nella palude dovete tornare indietro e girare a destra. Non è complicato perché  Soussans è grande quanto Margaux : un fazzoletto. Invece, la palude è immensa. Forse avrete la fortuna di incontrare la cicogna, la lontra, il visone….ovviamente, la palude è stata foggiata dall’uomo nel corso dei secoli, ma la palude è preziosa perché essa vi racconta la storia della penisola del Médoc…

Finalmente, non posso evitare di mostrarvi il vigneto più famoso del mondo !. D’altronde,  c’è un rapporto tra l’acqua e i vigneti. Guardate sopra la macchina, il sole che si riflette sui fili di ferro, questo colore argento, non vi fa pensare all’acqua….un oceano di vigneti per quanto riguarda il Médoc. La ragazza sta legando i tralci ai fili con una specie di pistola chiamata legatralci, il gesto è sicuro, qui, si lavora sodo molto sodo…ancora 500 ranghi di vigna  prima la fine della giornata lavorativa. Un lavoro ingrato, c’è sempre qualcosa da fare. Pensateci bene quando vi lamentate perché il vino vi sembra troppo caro .

La vecchia chiusa funziona perfettamente. Qui, non si scherza, la gestione dell’acqua ha un ruolo essenziale. Come l’abbiamo visto nel precedente post, l’estuario subisce i movimenti delle maree….

Bassa marea !  Durante l’alta marea, l’acqua raggiunge quasi sei metri ! adesso capite l’importanza delle chiuse ! La penisola del Médoc è percorsa da numerosi fiumi chiamati “jalles” che fociano nell’estuario. Qui, avete la Jalle de Tiquetorte….però, a prossimità  dell’estuario le “jalles” cambiano nomi e vengono chiamate “estey” perciò sopra non abbiamo più la Jalle de Tiquetorte ma l’estey de Tayac….l’estey in guascone designa un fiume sottomesso al fenomeno delle maree. Non conosco la parola in francese o in italiano…..

Un vecchio “carrelet” abbandonato sopra l’estey. I carrelet li troverete ovunque sull’estuario. Il carrelet è un tipico sistema di pesca…questi  capanni su piloni  permettono di calare in acqua delle reti quadre chiamate carrelet, collegate ad un’asta che funge da canna. Dentro la capanna c’è un verricello che permette di alzare o abbassare la rete… Oggi il « carrelet » designa l’insieme della costruzione cioè la rete, la passerella che ospita la capanna, la capanna, il pontile…

Ho rischiato la pelle per entrare nella capanna. Roba da Indiana Jones. Avete visto il pontile ? mancano assi. Tutto è marcio. La passerella è tarlata. Dentro, quattro sedie, l”asta giace a terra…Sto sognando o i piloni muovono ! Cadere nell’estey mi garantirebbe una morte atroce : sprofondato fino al collo nell’estey aspettando la marea….Comunque, ho l’impressione di essere un personaggio di Mark Twain….

L’estey continua a scorrere verso l’estuario. Quando Bordeaux fu fondata, assomigliava a quello che vediamo : un’isola, una palude tra due estey…

Un carrelet che non minaccia di crollare….a volte, i carrelet si noleggiano….e potete passare la giornata a pescare  l’anguilla e i gamberetti…. fare un barbecue….dietro non lo vedete ma c’è un grande stagno….si capisce meglio perché è stata inviata in Louisiana tutta questa gente di palude : si sentiva come  a casa !

Un fagiano nel canneto ! sicuramente una bestiola di allevamento, esso si mette a seguirmi come un cane. Povero, mi fa pena….non potrà sopravvivere a lungo…..

A destra la palude, a sinistra verso il porto di Arcins

Nel mezzo del cammin…qui, smarrirsi  è impossibile, il cammino che attraversa la palude è un cammino di Compostela….ci sono cartelli ogni 200 metri ! D’altronde, è lo stesso cammino che abbiamo già preso a Lacanau….anch’io ho fatto il pellegrinaggio !

Siamo a monte nel comune di Arcins….la jalle de Tiquetorte….

Siamo usciti dalla palude di Soussans….Ci sono lavoratori agricoli che fanno bruciare tralci….mi fa pensare che dovrei raccogliere sarmenti per la stagione dei barbecue….Spero vi sia piaciuta la giornata a Margaux !

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4 thoughts on “Margaux : il paese dell’acqua II

  1. Bonjour, Alex,
    Je je connais, je le connais !
    Il y a longtemps j’emmenais les italiens visiter les Chateuax : je commençais à boire (pardon, dégoûter) du matin à 9 ! Trêve de plaisanteries, je me suis bien amusée. De plus j’ai connu pas mal de vins et d’histoires sur les Chateaux.
    P.S. Merci pour les moules, néanmoins j’essayerai de faire un tour de quelques jours …chez toi (JE RIGOLE !)

  2. Salut Francesca,

    Une véritable sinécure ! doit y avoir pire comme activité que d’accompagner des italiens en goguette à travers les chais de Margaux ! 🙂 J’aimerais dans cette série de post sur le médoc emmener le lecteur le long de l’estuaire jusqu’à Cordouan….on verra….

    Il me tarde que tu aies les moules….m’intéresse vraiment de savoir ce que tu penses des canelés “maison”

    Alex

  3. Pingback: Il bacino di Arcachon secondo Alex | Bordeaux e dintorni

  4. Pingback: Nel Médoc, le ragazze di Margaux annunciano la primavera ! | Bordeaux e dintorni, stagione II

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