In cucina con Alex: Il cannelé non è di Bordeaux!

Sapete perché? Perché a Bordeaux non scriviamo cannelé ma canelé con una sola enne. E vi assicuro che questo piccolo errore ortografico dà molto fastidio ai bordolesi. Ho visto un amico perdere letteralmente le staffe, in una pasticceria, davanti ad un cartello “cannelés de Bordeaux”. D’accordo, il dolcetto  tipicamente bordolese sta conquistando il mondo al modo dei macarons parigini di Pierre Hermé ma non è una ragione per  dimenticare l’ortografia! Il nome canelé deriva dal nome “canaule”, un pane all’uovo molto popolare a Bordeaux fino al XIX secolo. Gli artigiani che producevano questo tipo di pane venivano chiamati addirittura: “canauliers” . Sono questi canauliers che avrebbero inventato il dolce aggiungendo  latte e  zucchero alla ricetta del pane. Il successo fu tanto strepitoso che scattò una guerra tra la corporazione dei canauliers e quella dei pasticceri di Bordeaux. Questione di denaro. Prima della rivoluzione francese, solo la corporazione dei pasticceri aveva il diritto di utilizzare il latte e lo zucchero nei loro dolci. Dopo un lungo processo, le autorità diedero ragione ai canauliers. Poi la rivoluzione francese  abolì le corporazioni e i canelé  scomparvero dai prodotti tradizionali bordolesi per ricomparire solo nel 1970 grazie alla “confrérie du canelé de Bordeaux” che aggiungerà all’impasto la vaniglia e il rum….

Francamente, conoscevo l’etimologia della parola canelé però la guerra tra i canauliers e i pasticceri bordolesi l’ho scoperta su wikipedia !  Per quanto mi riguarda, ho sempre sentito dire che sono le moglie degli scaricatori del porto che hanno inventato  il canelé grazie alla vaniglia e al rum che i mariti “portavano”  a casa  dopo il lavoro…..Comunque sia, rendiamo a Cesare quel che è di Cesare perché tutti i bordolesi sanno che i canelé sono associati al famoso pasticciere Baillardran. Secondo me sono stati inventati da questa casa….D’altronde, quando ero piccolo, i canelé si trovavano solo da Baillardran….adesso, basta con tutte queste digressioni. Ecco la ricetta dei canelé

Ne ho fatto di più….vi do gli ingredienti per 16 canelé cioè 2 stampi in silicone multiporzione.

50 cl di latte, 1 pizzico di sale, 2 uova e 2 tuorli, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia ( oppure i semini di mezzo baccello di vaniglia), 2 tappi di rum, 100 gr di farina,  250 gr di zucchero, 50 g di burro.

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il pizzico di sale poi incorporate le uova e i tuorli. Dovete ottenere una crema liscia come quella che vedete sotto.

Francamente, se avete già fatto le crêpes, siete pronti per i canelé….è una specie di  pasta a crêpes!

Fate bollire il latte  con la vaniglia e il burro…

Unite il latte caldo, mescolate fino ad ottenere una pastella liscia senza grumi….aggiungete il rum

Coprite e conservate la pastella in frigo per 24 ore….ovviamente, sto scherzando ! sono gli integralisti che lasciano riposare la pastella per 24 ore…un’ora o due…va bene lo stesso

Una piccola astuzia : travasate l’impasto in un bicchiere dosatore o una bottiglia….sarà più facile per riempire gli stampi (fino a ¾ di altezza)

La tappa più importante ! Scaldate il forno al massimo, diciamo 270°,  e infornate  sempre a 270° per 10 minuti. Se non lo fate è una dramma perché i vostri canelé non saranno né sodi né caramellati ! Dopo 10 minuti, abbassate il forno a 200° e lasciate cuocere un’ora.

Il risultato. Notate lo stampo in silicone rosso, è uno stampo più grande per i mega golosi!

Il colore perfetto….

I canelé fatti con lo stampo in silicone rosso…

L’interno del canelé  deve essere molto morbido e spugnoso….Buon appetito a tutti!

P.S: Se venite a Bordeaux, non mancate i canelé di Baillardran quasi un’istituzione!


Da qualche parte in Guascogna

Venerdi. Un paese sperduto, bruciato dal sole, nel cuore del parco regionale delle lande di Guascogna. Non veramente un paese per dire la verità, solo due strade che si incrociano, un gruppo di case e la foresta di pini marittimi, infinita, monotona, a perdita d’occhio. Il ristorante è proprio sulla vecchia strada di Bordeaux, ma tanto discreto che se non avessi visto il parcheggio gremito di auto, non l’avrei mai trovato. C’è un bel giardino, una terrazza che ospita una decina di tavoli sotto una pergola ornata da  bellissimi  gerani e dove si arrampica una vite centenaria. Finalmente, un po’ di ombra e di aria fresca proveniente dal fiume vicino (la Leyre)  mentre dall’altro lato della strada l’insegna elettronica della farmacia indica : 38°. Ordiniamo un aperitivio (un bicchiere di Lillet). La cameriera ci porta un intero pane di campagna guascone con un coltello, il burro e un piatto di prosciutto affumicato. Prima l’entrée, c’era un velouté freddo di verdure servito in un piccolo bicchiere. Come primo piatto, ho scelto un’insalata landese…si, si…quella con il foie gras, i ventrigli d’anatra, il magret affumicato…ecc…un’insalata gargantuesca ! Non avevo più fame per il secondo piatto : dorso di merluzzo, purée di zucca e i famosi asparagi delle Lande di Guascogne ! Ma, ci sono riuscito comunque ! Anche per il dessert che vedete sopra (tarte tatin, mousse citron et macarons) ho trovato uno spazio nello stomaco. Perché come direbbe una mia zia : “tu as le bec sucré !”. La cameriera ha servito il caffè con una panna cotta al cioccolato, i madeleines, i canelé…ecc…ma, io ne potevo proprio più. Il prezzo a persona per questo menù : 36 euro (il bicchiere di Lillet e la bottiglia di Jurançon non sono compresi nel menù). In Francia, non pagate per il pane, le posate, la sedia…ecc…una cosa che spaventa i francesi quando vanno in Italia. Vi ho stuzzicato l’appetito ? Lunedi  cucino  i “canelé” bordolesi (post pubblicato probabilmente la stessa settimana). Non mancate !

Verona Vs Bordeaux

Sarebbe questo il balcone di Giulietta ? ho chiesto disilluso alla mia amica. Ma, qualcuno ci ha beffato ! Sei sicura ? senti, lei mi ha risposto, sono stanca morta, fa tre volte che facciamo il giro di Verona, abbiamo seguito i cartelli e il fiume di giapponesi. Francamente, mi dai veramente sui nervi,  sono pronta a ucciderti ed a tornare a Bordeaux….D’accordo, d’accordo, mettiamoci in fila dietro i giapponesi per la foto….Vedete. Vi confesso tutto ! Anch’io  ho fatto il turista in Italia !

Adesso, torniamo a Bordeaux. Mi trovo “rue Neuve” (via Nuova)  in pieno centro storico.  La via ha conservato il suo aspetto medioevale.  Il quartiere non è stato ancora colpito dal rinnovo urbano. Rinnovo che consiste a Bordeaux a ripulire tutte le facciate in modo maniacale. L’amico che mi accompagna mi racconta, per l’ennesima volta, la storia dei suoi genitori che avevano la casa in rue Neuve. Ti rendi conto, Alex, questi imbecilli hanno venduto il palazzo per un appartamento in periferia con la cucina in formica e l’acqua corrente  !   E’ così, rispondo un po’ fatalista, il formica era di moda negli anni 70 e un bagno era il colmo del lusso. I tuoi genitori non potevano sapere che questo quartiere operaio sarebbe ristrutturato….Gli  imbecilli ! oggi,  sarei milionario….hai visto il prezzo di un appartamento ! Allora, immagini il prezzo di un palazzo….

Forse, vi chiedete il rapporto con Romeo e Giulietta. Siate pazienti ! Prima, dobbiamo prendere il vicolo cieco (impasse rue Neuve) che vedete nella prima foto. Avete notato all’ingresso del vicolo, a destra,  la nicchia  che ospita una statua della Madonna. Nel XVII secolo, la nicchia accoglieva una statua di Giovanni Battista. Le apparenze ingannano, la rue Neuve è una via antichissima….

Oggi, la rue Neuve è situata in pieno centro storico ma, non è stata  sempre il caso. Nel medioevo, la via era ancora tutta in campagna. C’erano giardini, ci si coltivava la vite. Quando la città ha cominciato ad essere  sovrappopolata, i nobili e i nuovi ricchi si sono trasferiti in questa zona. Adesso, sapete perché la via si chiama rue Neuve. Avete notato la casa con le splendide  finestre  geminate ? Non sono false ! risalgono al XIV secolo ! Altro che il balcone di Giulietta a Verona ! Avete sotto gli occhi la casa più vecchia di Bordeaux ! Mi aspettavo a una cosa del genere quando sono andato a Verona ! Perché rue Neuve, potete immaginare la scena del balcone quando Giulietta appare ad una finestra : O Romeo, Romeo ! perché sei tu Romeo….In questa casa, non è mai vissuta  una Giulietta. Meglio così, perché a Verona i turisti hanno la brutta mania di scrivere i loro nomi sui muri e  il nostro  municipio ha appena fatto pulire la facciata della vecchia casa !

Ovviamente, se non avessimo avuto una coppia di Romeo e Giulietta a Bordeaux, non avrei scritto il post. Per scoprire la casa e il balcone di nostra Giulietta, dovete andare in fondo al vicolo, dove c’è il cancello metallico….

Guardate questa meraviglia del XVI secolo ! Sicuramente la più bella casa di Bordeaux con la sua doppia galleria. Questo tipo di casa si chiama in guascone “Ostau”. La casa apparteneva a Jeanne Lartigue, nostra Giulietta bordolese, la moglie di Montesquieu. In Italia, Jeanne e Montesquieu avrebbero conosciuto una sorte simile a quella di Romeo e Giulietta. Jeanne era una tizia bruttona, la poverina aveva una gamba più corta dell’altra e la ragazza zoppicava come un vecchio lupo di mare. Ma, Montesquieu si è innamorato di Jeanne lo stesso perché come si dice : “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Le famiglie erano contrari al matrimonio. I Montesquieu erano di un rango superiore. D’altronde, il matrimonio era impossibile perché i Montesquieu erano cattolici e i Lartigue protestanti. I matrimoni misti erano tassativamente vietati. La coppia avrebbe rischiato la galera o peggio….Ma, se ne fregavano alla grande di tutto  ciò i nostri due amanti. Si sono sposati di nascosto, riconciliati con le loro famiglie  senza tragedia all’italiana.  E Vissero Felici e Contenti….

La visita a Lascaux

Cari lettori, oggi vi propongo una visita virtuale alla grotta di Lascaux  ! D’accordo, non avrete il pranzo a Sarlat o a Montignac, ma non possiamo sempre avere il burro e i soldi per il burro come dicono i francesi.

http://www.lascaux.culture.fr/site_map.php?lng=fr

Dovete cliccare : “visite de la grotte” poi “commencer la visite”

Buon weekend a tutti

Alex

Mayflower

Il fiore di maggio non è il mughetto nel Médoc ma l’asfodelo. Durante questo mese, milioni di asfodeli fioriscono nei prati, nelle paludi,  nei sottoboschi e nelle foreste. L’asfodelo è una pianta umile, modesta, un po’ disprezzata perché c’è gente in Francia che chiama addirittura l’asfodelo : porro di cane. Ma, nel Médoc quando tutta la penisola si copre di asfodeli, lo spettacolo è meraviglioso, i suoli dei boschi sono letteralmente tappezzati di bianco. L’asfodelo è una specie protetta, non avete diritto di coglierlo (le multe sono salatissime). Cari amici turisti, lasciate un po’ la strada dei castelli, non vi fermate ogni minuto per scattare la vite. Andate nei boschi per scattare gli asfodeli, vi assicuro che, in questa stagione, un asfodelo è più bello di un ceppo di merlot con quattro foglie….e se fate così, non arriverei  più in ritardo al lavoro !

 

Gli asfodeli dietro casa mia.

Average François

Avete seguito  la cerimonia di insediamento all’Eliseo di François Hollande ? Che diluvio ! il poverino era bagnato fradicio fino al midollo ! Eppure, da mesi,  il tizio ripete  indefessamente : voglio essere un uomo normale. Ma sai cosa fanno, caro François, le persone normali quando piove ? Indossano un impermeabile o prendono un ombrello !