Quando Bordeaux celebra bacco prima parte

Ogni due anni, dal  28 giugno al 1 luglio, si svolge a Bordeaux la festa del vino, quest’anno l’ospite d’onore è la città di Hong kong. Forse, è la ragione per la quale ho visto tanti asiatici ieri sera sui moli di Bordeaux. Cari lettori, dovete immaginare  4 giorni di follia dove più di 500000 persone si danno appuntamento sui moli di Bordeaux per festeggiare il vino. Dovete immaginare i balli popolari e i fuochi d’artifici tirati, ogni sera, da una chiatta in mezzo al fiume (quelli di ieri sera rendevano omaggio ai vini australiani). E non siate sorpresi se vedete la gente bighellonare tra i vari stand dei produttori di vino della regione (Médoc, Pomerol, Saint-Emilion, Graves, Saint-Estèphe..ecc..) un bicchiere a tulipano in mano perché questo bicchiere è offerto quando comprate il pass (18 euro) che vi dà diritto a 13 digustazioni su 4 giorni. Vedete lo scopo di questa manifestazione non è di prendere una sbornia ma di scoprire i vini di Bordeaux. Se venite i quattro giorni, avrete bevuto non più della metà di una bottiglia di vino. Potete assaggiare i vini solo se avete il pass (la vendita di vino è vietata). Ad ogni festa del vino c’è uno spettacolo suoni e luci sulle pareti dei palazzi piazza della Borsa che non dovete assolutamente mancare….quest’anno, i muri dei palazzi settecenteschi ci hanno raccontato la storia dei vini di Bordeaux in mezz’ora di spettacolo…Nel video sotto potrete vederne qualche minuto…Buon weekend a tutti…io ci ritorno !

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Un tentativo di phishing da free-internets@great-labrador.com

Ho ricevuto la seguente mail secondo la quale avrei pagato due volte la stessa fattura…ovviamente, sono invitato a cliccare un link per essere rimborsato… un evidente tentativo di phishing, ne riceviamo ogni giorno ! ma quello lì  è un capolavoro tanto è  pieno di strafalcioni :

Già il titolo dell’e-mail :

Urgentes : votre référances de doseir frees-box. Non sarebbe piuttosto Urgent : votre référence de dossier freebox. Ma dov’è il mio numero di riferimento ? non l’ho trovato….

DRS : Direction Régional de Free-internet. Régionale cari amici, dovete scrivere Régionale

Cher (e) Client (e) Free-internet :  il mio provider si chiama FREE 

En procédant sur le serveur à un contrôle concernant les paiements effectuées, nous avons relevé l’erreur suivante :
Ce mois-ci en date du 31/05/2012 vos frais mensuels d’abonnement ont été prélever en double ( 32.75 * 2) un montant de 67.50 Euro. effectués, prélevés, euro…avete visto anche per un semplice calcolo è un disastro !
A cet effet, vous êtes priés de vous rendre sur l’espace abonnée et remblaie le formulaire de demande de remise
en cliquant sur le lien ci-dessous pour bénéficier d’une remise immédiate. Cos’è questo effetto…forse vogliono dire in conseguenza…abonné, remplir….non ci capisco niente ! invece di rimborsarmi 32.75 euro, devo compilare una scheda per avere uno sconto. no cari amici, voglio essere rimborsato o meglio non fatemi pagare la prossima bolletta… Appelez simplement ou Accéder votre formulaire en ligne en  [accédez]

cliquant ici 
 Merci pour votre compréhension.
Aucune réclamation ne sera acceptée à défaut d’une réponse immédiate de votre part. Allora se non rispondo, non mi rimborsate i soldi ?
dés réception de votre fiche nous vous contacterons sur le numéro que vous allez fournir. dès. Inutile avete già la mia e-mail !

Très Cordialement, cordialement. Impossibile in una lettera amministrativa, la parola significa : con il mio cuore ! Da riservare agli amici ! e poi non avete messo tanto cuore per scrivere questo phishing abborracciato !
Direction régional . Régionale !!!!

Bordeaux : Alex e la montagne delle orchidee secondo parte

Se avete mancato la prima parte, cliccate qui….Finalmente, dopo ore e ore di ricerca accanita, sono riuscito a scattare le orchidee di Lormont ! E non è stato facile ! Ho mancato precipitare mille volte nel dirupo mentre, intrepidamente, mi arrampicavo a mani nude sulla montagna ; ho mancato  morire annegato nelle sabbie mobili della palude ; le zanzare mi hanno prelevato tre litri di sangue ; i pesci gatto mi sbirciavano leccandosi le baffi….D’accordo ! avete ragione ! Sto esagerando. Il mio lato guascone probabilmente. La verità ? Ho rispettato l’ambiente e sono rimasto sul sentiero per osservare le orchidee selvatiche. così, ho potuto osservare la vesparia che chiamiamo in francese l’ophrys abeille e l’orchidea piramidale….

Le altre orchidee presenti sono :  Dactylorhiza maculata (orchis tacheté in francese, Concordia in italiano) ; Listera ovata ; l’ofride verde-bruna che chiamiamo l’ophrys araignée (aranifera) ; l’orchis bouc che viene chiamato Barbone di becco in italiano ; l’orchis laxiflora (galletto di palude in italiano) ; l’orchis bouffon (morio), orchide minore in italiano ; la serapide a lingua (serapias à langue in francese) ; Spiranthes spiralis quella fiorisce in autunno (spiranthe d’automne, Viticcini autunnali in italiano) ; l’ultima : l’homme-pendu, la ballerina in italiano….

Bordeaux : Alex e la montagna delle orchidee prima parte

D’accordo il titolo fa pensare ad un film di Spielberg, ma non dimenticate che a Bordeaux potete trovare l’avventura ad ogni angolo della città !

Avete già visto un film oppure un documentario dedicato alla caccia alle orchidee nel cuore della foresta pluviale amazzonica  ? La sceneggiatura è sempre la stessa, sembra addirittura scritta da Omero. I ricercatori di orchidee devono affrontare mille pericoli : foresta impenetrabile, fiumi in piena, anaconde giganti, zanzare vampire, l’ultima tribù dei riduttori di teste, terroristi…ecc…prima di scoprire, all’ultimo momento, la fioritura di un’orchidea che fiorisce soltanto durante cinque minuti, una sola volta ogni cento anni !

A Bordeaux, in giugno, potete vivere un’avventura di questo tipo. D’altronde, mi sono equipaggiato per una caccia fotografica alle orchidee : uno spray antizanzare, le scarpe da trekking, lo zaino, la bottiglia d’acqua….e un biglietto di tram. sì, sì…un biglietto di Tram perché dobbiamo recarci a Lormont, una periferia di Bordeaux, sulla riva destra, a solo un quarto d’ora con il tram dal centro storico di Bordeaux. Basta attraversare il fiume per raggiungere la nostra meta cioè  la montagna ai piedi dei moli di Lormont (la rocqua in guascone). Avete visto la salita ? non è il momento di avere problemi di vertigini !

Oggi, questo sito si chiama il parco dell’eremo. Potremmo essere addirittura in Grecia perché durante tutto il medioevo fino alla rivoluzione francese, c’era un santuario dedicato a Santa Caterina, patrona dei marinai, e generazioni di eremiti hanno vissuto aggrappati alla falesia in una grotta di questo tipo, oggi inaccessibile. Non una cosa rara in Aquitania e non solo in Dordogna ! A Saint Emilion potete visitare la grotta di Saint Emilion e la chiesa monolitica. Un giorno vi  porterò a Meschers sur Gironde, sempre sulla riva destra,  a valle sull’estuario, dove la gente vive ancora in abitazioni troglodite. Il santuario di Santa Caterina è stato incendiato dall’ esercito ugonotto nel 1570 e viene definitivamente abbandonato dopo la rivoluzione francese. Anche la costruzione della via ferroviaria al piede della collina ha modificato la topologia della zona. Oggi, c’è il progetto di ricostruire la cappella Santa Caterina…ma mancano i soldi…

Non è un orchidea ma un pisello odoroso ! I fianchi della collina sono coperti di piselli,  caprifogli e allori….il nome Lormont deriva dal nome alloro ; Lormont significa la collina degli allori….

A metà cammino c’è una laguna dalle acque chiare e turchesi ; è dovuto al fluoro.  Ovunque, ci sono cartelli : divieto di nuoto. Sapete perché ? lo stagno ospita dei pesci gatto giganti capaci di divorare un uomo in qualche minuto !  Un secolo fa, il sito aveva un altro aspetto perché qui, dal 1932 al 1978, sono stati estratti 50 milioni di metri cubi di calcare per costruire le nuove periferie di Bordeaux.

La palude quasi sotto il ponte d’aquitaine mi fa pensare ad un brutto episodio di storia bordolese.  Di fronte, sulla riva sinistra, sotto i piloni del ponte d’Aquitaine. Immaginate un immensa palude di questo tipo. Siamo il primo novembre 1450, i bordolesi sono assediati da mesi dal l’esercito francese. Disperati, affamati…dieci mille bordolesi tentano una sortita per affrontare in battaglia il nemico francese. Un massacro. Alla fine della giornata, la palude è colorata dal sangue di 2000 cadaveri bordolesi….avete capito perché non ho molto simpatia per Giovanna d’Arco !

In cima alla collina, Il castello le iridi costruito nel 1865 sui resti di un altro castello. Oggi, per molti bordolesi, Lormont è una brutta periferia circondata da case popolari,  incastronata sotto il ponte d’Aquitaine tra una zona industriale, l’autostrada e la via ferroviaria….ma fate una gita in barca sul fiume ! Scoprirete il vecchio Lormont : un delizioso borgo marinaio che si estende lungo il moli, tra due falesie, con  i suoi palazzi del seicento raggruppati  intorno alla chiesa Saint Martin….Nel settecento era il luogo privilegiato di villeggiatura dei ricchi bordolesi che si facevano costruire ville ed eleganti dimore….Per quanto riguarda il castello delle iridi, c’è qualcosa da notare ! I colori  scelti : bleu, blanc, rouge…sicuramente la casa di un patriota !

In cima, la splendita vista sulla Garonna ! Stendhal ha scritto a proposito di Lormont : Hier j’ai commencé mes courses par une promenade le long de cet admirable demi-cercle que la Garonne forme devant Bordeaux….la colline vis-à-vis, à une demi-lieue au-delà de la Garonne, sur la rive droite, est faite exprès pour plaire aux yeux. Elle vient se terminer au fleuve, au village de Lormont, à l’extrémité nord de cet admirable demi-cercle….(Stendhal, 1838).

Nella seconda parte, scoprirete le 12 varietà di orchidee selvatiche (tra le 43 in Aquitania) che hanno colonizzato la  montagna di Lormont.

Openculture.com, la cineteca virtuale : più di 500 film introvabili da vedere gratis !

Il sito si chiama Openculture.com. Volete scoprire, vedere o rivedere Solaris di Andrei Tarkovsky,  The Umbrellas of Cherbourg di Jacques Demy, Shoot the Piano Player di François Truffaut, The Stranger di Orson Welles, Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, Plan 9 from Outer Space di Ed Woods, Day of the Dead di Romero, Dementia 13 di Coppola, Sabotage di Hitchcock…ecc… ecc….allora cliccate il link sotto e non sarete delusi !

 http://www.openculture.com/freemoviesonline

Buon weekend a tutti !

A Bordeaux ho incontrato il presidente Obama, un elefante bianco, una gondola veneziana e un dissidente cinese !

L’ultimo weekend di giugno, tutti i bordolesi sono invitati a festeggiare il vino sui moli di Bordeaux. Quest’anno, l’ospite d’onore della manifestazione sarà la città di Hong Kong. Parallelamente, l’istituto culturale Bernard Magrez ha organizzato una mostra intitolata Shanghai ! la tentazione dell’occidente dove sono esposte una trentina di opere che testimoniano della ricchezza, delle affinità, delle influenze reciproche e dello scambio culturale tra artisti occidentali e cinesi . Sono andato a vedere la mostra la settimana scorsa, se venite a Bordeaux non mancate, chiusura il 22 luglio.

Il castello Labottière, al n°5 via Labottiere. Non per niente l’hôtel vienne chiamato il piccolo Trianon ! più classicamente francese non si  può. Per i lettori più fedeli, l’hôtel vi ricorderà l’hôtel Basquiat che abbiamo visitato l’anno scorso…La proprietà appartiene a Bernard Magrez, un magnate bordolese del vino, che possiede 36 castelli in Francia e in 8 altri paesi del mondo. Avete sentito parlare del castello Pape-Clément a Pessac-Léognan ? La Tour Carnet nel médoc, il castello Fombrauge a Saint-Emilion ?…ecc…appartengono tutti a Bernard Magrez….il tizio non colleziona soltanto i castelli ma anche le opere d’arte. Al primo piano di questo castello c’è una collezione impressionante di quadri di Bernard Buffet.

Attento se venite a Bordeaux ! non dovete confondere questo castello con il “petit hôtel Labottière” quello via Francis Martin dietro il giardino Pubblico. Il castello che ospita oggi l’istituto culturale Bernard Magrez è stato costruito nel 1773 dai fratelli Labottière, editori e librai a Bordeaux, avevano anche una proprietà viticola a Bordeaux. I due fratelli rovinati dalla rivoluzione francese sono costretti a vendere il castello. Poi, il castello è comprato da un ollandese che ne fa un bordello : il Tivoli…adesso sapete perché la via che fa l’angolo si chiama Tivoli !…questo castello ha tutta una storia rocambolesca spessa come un elenco telefonico. Basta sapere che Bernard Magrez ha comprato il castello e ha aperto l’istituto che ospita la sua collezione d’arte nel 2011….

Niente da vedere con la mostra dedicata alla città di Shanghai, ma c’è una gondola veneziana nel giardino alla francese ! Devo dire che non sono riuscito a capire questo mistero !

Sempre nel giardino un’opera di Chen Zhen intitolata Back to Fullness, Face to emptiness…dentro il globo, il testo della dichiarazione dei diritti dell’uomo in cinese ….

un’opera di Huang Yong Ping : l’ombra bianca (l’ombre blanche)…

Nel salotto di musica : una sedia di marmo (Marble Chair) un’opera di Ai Weiwei, attualmente in residenza sorvegliata a Pechino, dopo il suo arresto nel 2011 per crimini economici. La sedia rappresenta la tradizione e il potere stabilito…

Yan Pei-Ming : Obama, 2008 ; Marilyn, 2003…..

La veduta dal primo piano….

In un’altra parte del castello c’è una mostra fotografica dedicata a Shanghai….una città delirante, frenetica, sempre in movimento…un misto tra ruralità e ultramodernità dove accanto ad un grattacielo potete trovare ancora una via con delle case individuali…ma questa volta sono degli artisti occidentali che hanno scattato Shanghai :

Thomas Struth : Pudong, Shanghai 1999

 Gabriele Basilico : Shanghai n°1…..

http://www.institut-bernard-magrez.com/lieux/château-labottière

Non voglio essere esauriente…allora non avete voglia di venire a Bordeaux per vedere il resto della mostra ? Per quanto mi riguarda, domani compro i biglietti su internet per la festa del vino ! Non mancate questo prossimo appuntamento !

Baccalauréat 2012 : la prova di italiano

Maturità. Sotto gli occhi avete la prova passata dai liceali francesi che hanno scelto italiano prima lingua. Francamente, non sapevo che fosse possibile. Ho sempre pensato che la scelta della prima lingua fosse limitata a inglese, spagnolo, tedesco….Quando ho passato il baccalauréat, avevo scelto inglese prima lingua e spagnolo seconda lingua….ovviamente c’era la possibilità di scegliere  italiano seconda lingua o terza lingua (in opzione)….Forse, i liceali che hanno scelto italiano prima lingua vivono tutti nelle alpi marittime. Non lo so.

Una decisione giusta

Suo padre ricevette una lettera imbucata a New York, da Francesco, lo zio
d’America, l’unico dei fratelli di Tonin che alla morte dei genitori, anziché restare a
Dongo, aveva venduto la casetta ricevuta in eredità emigrando in America. […] In
pochi anni era diventato maître d’hotel all’Ambassador di New York. «Tonin, penso
che uno dei tuoi figli debba fare l’albergatore» gli scrisse. «È un mestiere sicuro e
permette di guadagnare bene. Secondo me il più indicato è Aimone. […]»
Carriera in hotel? America? Mondi lontani, incomprensibili, per un uomo che
amava il contatto con la natura e la vita semplice del paese. Cecchin ce l’aveva
fatta, ma quanti avevano fallito e pativano la fame? Ne parlò ad Evelina, che ne parlò
ad Aimone. E Aimone ne parlò a se stesso. Una luce si accese; un lampo, nella
mente e nel cuore. Non sapeva che cosa fosse un albergo a cinque stelle, ma il
lusso lo attirava ed era intrigato dal mondo delle contessine Zanoletti: le tazze di
porcellana inglese, le poltrone di velluto, le tovaglie di lino ricamate a mano, i
maggiordomi eleganti e premurosi, l’eleganza civettuola della contessa. Sì, quel
mondo gli piaceva. Sì, doveva seguire quel cammino. Ma come dirlo a suo padre?
Una sera, terminata la cena, bussò alla porta del soggiorno. «Ah, sei tu
Aimone… che cosa c’è?» Aimone restò in piedi con le braccia conserte. «Papà,
voglio seguire il consiglio di zio Cecchin.»
«Non vuoi più fare il sarto. E perché mai?» rispose Tonin meravigliato.
«Non mi piace, voglio diventare albergatore e vengo a chiedere umilmente il
tuo permesso» rispose suo figlio con voce tremante.
Tacque, Tonin. Tacque a lungo, davanti ad Aimone muto e immobile mentre il
sole tramontava dando vita a una notte senza stelle. Capiva le sue ragioni, ma, da
padre responsabile quale era, lo considerava troppo giovane per un’esperienza
all’estero.
«Non andrai in America. Se non vuoi più fare il sarto, devi imparare un altro
mestiere, uno vero. Farai il parrucchiere. Chiaro?» Aimone non avrebbe mai osato
ribellarsi al padre e quella volta Evelina, che era sgusciata dalla cucina con il
grembiule addosso, non venne in suo soccorso. Rimase in silenzio di fianco a suo
marito.
Aimone prese a sforbiciare , a pettinare e a radere. Bene, naturalmente.
Aimone era uno di quei ragazzi a cui riusciva facilmente qualunque attività
intraprendesse. Ma più passava il tempo e più cresceva la voglia di seguire il
consiglio dello zio Francesco. Alla gioia subentrò la malinconia, che presto lasciò
spazio alla rabbia. La rabbia di un adolescente, che nemmeno le preghiere della sera
riuscivano a placare; né le suppliche di sua madre. Resistette qualche mese. «Papà,
ti scongiuro, lasciami fare l’albergatore» gli disse una sera. «No» rispose Tonin che
era un uomo tutto d’un pezzo e quando prendeva una decisione non la cambiava
mai. Aimone chinò ancora una volta la testa senza far polemiche; perché era un
bravo ragazzo. Ma la sua coscienza non trovava pace. Intuiva che se avesse ceduto
sarebbe diventato uno dei tanti uomini senza sorriso che incontrava sulla piazza di
Dongo, rassegnati a una vita grigia senza passioni, senza gioia, senza altro orizzonte
se non la vecchiaia. E tornò alla carica.
«Che io non senta questa richiesta un’altra volta!» lo anticipò Tonin irritato.
Ma Aimone insisteva. Due, cinque, dieci volte. Irriducibile. In piedi, le braccia
conserte, il busto eretto. La sua voce non tremava più.
Una sera entrò per l’ennesima volta nella camera dei genitori, ma quella volta
non disse nulla.
«Che cosa vuoi?» chiese il padre spazientito.
«Tu lo sai» rispose Aimone.
Tonin si voltò di scatto, ma il grido gli si strozzò in gola. Sua moglie era
apparsa sull’uscio e lo fissava intensamente, come se gli dicesse: “Basta, ascolta il
tuo istinto”. Sentì dentro di sé una grande pace, la serenità che anticipa le decisioni
giuste, sagge, quelle di cui non ci si pente mai. Capì che quello di suo figlio non era
un capriccio, ma una chiamata, una vocazione. «E le vocazioni si assecondano »
sussurò Evelina.
La carriera di Aimone iniziò a Como, all’Hotel Metropole Suisse, dove Mancini,
un cugino paterno, si era fatto strada, diventando maître d’hotel.

Marcello FOA, Il ragazzo del lago, 2010

Notes
1. Cecchin: soprannome di Francesco
2. prendere a sforbiciare: cominciare a tagliare (i capelli)
3. assecondare: favorire

LANGUE VIVANTE 1 : ITALIEN

SÉRIES ES – S LV1

TRAVAIL À FAIRE PAR LE CANDIDAT

I – COMPRÉHENSION (10 points) : 1 ligne = 10 mots

1 – Chi ha scritto la lettera che riceve il padre di Aimone? Cita dal testo.

2 – Quale mestiere viene proposto ad Aimone in questa lettera? Cita dal testo.

3 – Che cosa affascina Aimone in questo mestiere? Cita dal testo.

4 – Invece, quali professioni successive esercita? Cita dal testo.

5 – Perché il padre è contrario al progetto di Aimone?
Giustifica con elementi del testo. (6 lignes)

6 – Come appare il carattere del padre? Giustifica con elementi del testo. (6 lignes)

7 – Qual è l’atteggiamento della madre? Giustifica con elementi del testo. (6 lignes)

8 – Qual è l’evoluzione dello stato d’animo d’Aimone lungo il testo?
Giustifica con elementi del testo. (8 lignes)

9 – Traduire le texte en français depuis : «Ma più passava…» jusqu’à «…qualche
mese.» (lignes 33 à 36).

II – EXPRESSION (10 points) : 1 ligne = 10 mots

Le candidat traitera obligatoirement les deux sujets suivants :

1 – Expression semi-guidée :

La madre e il padre si ritrovano da soli e parlano della decisione del figlio.
Immagina il loro dialogo. (15 lignes)

Indipendentemente dal contesto economico, che cosa può essere per te un mestiere
ideale ? Argomenta la tua risposta. (25 lignes)