Bordeaux : Alex e la montagna delle orchidee prima parte

D’accordo il titolo fa pensare ad un film di Spielberg, ma non dimenticate che a Bordeaux potete trovare l’avventura ad ogni angolo della città !

Avete già visto un film oppure un documentario dedicato alla caccia alle orchidee nel cuore della foresta pluviale amazzonica  ? La sceneggiatura è sempre la stessa, sembra addirittura scritta da Omero. I ricercatori di orchidee devono affrontare mille pericoli : foresta impenetrabile, fiumi in piena, anaconde giganti, zanzare vampire, l’ultima tribù dei riduttori di teste, terroristi…ecc…prima di scoprire, all’ultimo momento, la fioritura di un’orchidea che fiorisce soltanto durante cinque minuti, una sola volta ogni cento anni !

A Bordeaux, in giugno, potete vivere un’avventura di questo tipo. D’altronde, mi sono equipaggiato per una caccia fotografica alle orchidee : uno spray antizanzare, le scarpe da trekking, lo zaino, la bottiglia d’acqua….e un biglietto di tram. sì, sì…un biglietto di Tram perché dobbiamo recarci a Lormont, una periferia di Bordeaux, sulla riva destra, a solo un quarto d’ora con il tram dal centro storico di Bordeaux. Basta attraversare il fiume per raggiungere la nostra meta cioè  la montagna ai piedi dei moli di Lormont (la rocqua in guascone). Avete visto la salita ? non è il momento di avere problemi di vertigini !

Oggi, questo sito si chiama il parco dell’eremo. Potremmo essere addirittura in Grecia perché durante tutto il medioevo fino alla rivoluzione francese, c’era un santuario dedicato a Santa Caterina, patrona dei marinai, e generazioni di eremiti hanno vissuto aggrappati alla falesia in una grotta di questo tipo, oggi inaccessibile. Non una cosa rara in Aquitania e non solo in Dordogna ! A Saint Emilion potete visitare la grotta di Saint Emilion e la chiesa monolitica. Un giorno vi  porterò a Meschers sur Gironde, sempre sulla riva destra,  a valle sull’estuario, dove la gente vive ancora in abitazioni troglodite. Il santuario di Santa Caterina è stato incendiato dall’ esercito ugonotto nel 1570 e viene definitivamente abbandonato dopo la rivoluzione francese. Anche la costruzione della via ferroviaria al piede della collina ha modificato la topologia della zona. Oggi, c’è il progetto di ricostruire la cappella Santa Caterina…ma mancano i soldi…

Non è un orchidea ma un pisello odoroso ! I fianchi della collina sono coperti di piselli,  caprifogli e allori….il nome Lormont deriva dal nome alloro ; Lormont significa la collina degli allori….

A metà cammino c’è una laguna dalle acque chiare e turchesi ; è dovuto al fluoro.  Ovunque, ci sono cartelli : divieto di nuoto. Sapete perché ? lo stagno ospita dei pesci gatto giganti capaci di divorare un uomo in qualche minuto !  Un secolo fa, il sito aveva un altro aspetto perché qui, dal 1932 al 1978, sono stati estratti 50 milioni di metri cubi di calcare per costruire le nuove periferie di Bordeaux.

La palude quasi sotto il ponte d’aquitaine mi fa pensare ad un brutto episodio di storia bordolese.  Di fronte, sulla riva sinistra, sotto i piloni del ponte d’Aquitaine. Immaginate un immensa palude di questo tipo. Siamo il primo novembre 1450, i bordolesi sono assediati da mesi dal l’esercito francese. Disperati, affamati…dieci mille bordolesi tentano una sortita per affrontare in battaglia il nemico francese. Un massacro. Alla fine della giornata, la palude è colorata dal sangue di 2000 cadaveri bordolesi….avete capito perché non ho molto simpatia per Giovanna d’Arco !

In cima alla collina, Il castello le iridi costruito nel 1865 sui resti di un altro castello. Oggi, per molti bordolesi, Lormont è una brutta periferia circondata da case popolari,  incastronata sotto il ponte d’Aquitaine tra una zona industriale, l’autostrada e la via ferroviaria….ma fate una gita in barca sul fiume ! Scoprirete il vecchio Lormont : un delizioso borgo marinaio che si estende lungo il moli, tra due falesie, con  i suoi palazzi del seicento raggruppati  intorno alla chiesa Saint Martin….Nel settecento era il luogo privilegiato di villeggiatura dei ricchi bordolesi che si facevano costruire ville ed eleganti dimore….Per quanto riguarda il castello delle iridi, c’è qualcosa da notare ! I colori  scelti : bleu, blanc, rouge…sicuramente la casa di un patriota !

In cima, la splendita vista sulla Garonna ! Stendhal ha scritto a proposito di Lormont : Hier j’ai commencé mes courses par une promenade le long de cet admirable demi-cercle que la Garonne forme devant Bordeaux….la colline vis-à-vis, à une demi-lieue au-delà de la Garonne, sur la rive droite, est faite exprès pour plaire aux yeux. Elle vient se terminer au fleuve, au village de Lormont, à l’extrémité nord de cet admirable demi-cercle….(Stendhal, 1838).

Nella seconda parte, scoprirete le 12 varietà di orchidee selvatiche (tra le 43 in Aquitania) che hanno colonizzato la  montagna di Lormont.

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8 thoughts on “Bordeaux : Alex e la montagna delle orchidee prima parte

  1. J’ai voudrais retourner bientôt a Bordeaux.(ho scritto giusto?) 🙂
    dettagliato racconto, che fa crescere la voglia di tornare a Bordeaux

  2. Grazie per l’apprezzamento Don(n)a ! Devi scrivere je voudrais (io vorrei), j’ai voudrais è come se avessi scritto in italiano : io ho vorrei….

    Buona giornata Don(n)a !

    Alex

  3. Meglio dell’Amazzonia! Hai dimenticato Juppé a caccia di teste. La prossima volta che vado a Bordeaux mi vestiro’ da Indiana Jones.
    Ma fra quei 2000 cadaveri bodolesi per caso non c’era anche qualche inglese?
    Ciao qlex a presto

    dragor (journal intime)

    • Caro Dragor, con i 40° che ha fatto oggi, non ti consiglio il cappello e la giacca di pelle di Indiana Jones ! Per stanare un Juppé meglio il giardino Pubblico credo che abbia la casa a ridosso….non, la cavaleria inglese è arrivata troppo tardi per salvarci !

      A presto Dragor !

      Alex

  4. Bonjour, Alex,
    non conoscevo l’etimologia di Lormont. E’ periferia, è vero, ma io la considero una parte di Bx, della rive droite. Ricordo molto bene l’Élie Faure e il preside che volevo ‘baiser’ e tutte le persone che ho incontrato là che mi hanno trattata benissimo, meglio di quelle con cui lavoravo nella rive gauche. Ne avrei da raccontare.
    Ovviamente, come era da aspettarsi, ignoravo l’esistenza di questo posto, dei piselli profumati e dei caprifogli, ma neanche della cappella (da ricostruire) di Santa Caterina! Ma non conoscevo neppure l’assedio di cui scrivi e della palude di sangue (che ignorante che sono!).
    Merci Alex pour ton expedition scientifique, historique et culturelle et pour tes photos.

  5. Buona sera, Francesca !
    Non fare la modesta ! Sarebbe bello se tutti i bordolesi conoscessero la città come te ! Anch’io la considero una parte di Bordeaux ma per molti bordolesi (rive gauche) il muro di berlino che costituisce la Garonna non è ancora caduto…ma le cose stanno cambiando. Ho tanti amici a Lormont, Cenon, Floirac…ecc..ma anch’io prima il tram, non avrei mai avuto l’idea di andare sulla riva destra senza esserci costretto…
    Grazie per l’apprezzamento !

    A presto Francesca,

    Alex

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