Un arancio nel giardino di Alex !

  Secondo una bellissima canzone di Bourvil : un arancio sul suolo d’Irlanda nessuno mai lo vedrà. Possiamo dire la stessa cosa per il suolo di Bordeaux, non siamo l’Italia e gli aranci non sopportono il clima oceanico. Eppure, a Bordeaux troverete un albero americano abbastanza comune chiamato l’arancio degli Osages. Il nostro arancio è originario del Missouri dove è stato scoperto nel 1673 da un francese. Il nome Osages deriva dalla tribù indiana degli Osages (Sioux) che risiedeva nella zona di crescita di questo albero ; la tribù degli Osages ha dato anche il suo nome ad un affluente del Missouri. In inglese, questo arancio si chiama Bodark dal francese “bois d’arc” (legno d’arco) perché gli indiani utilizzavano il legno per la costruzione di archi.  Le arance contengono una specie di lattice giallastro che veniva usato  per i colori di guerra e per tingere i tessuti.

L’arancio degli Osages è abbastanza comune in Francia, appartiene alla famiglia delle Moraceae (i gelsi). E’ stato introdotto in Francia nel 1812 perché l’arancio degli Osages è un albero rustico e frutta fino a Parigi ! Un colpo di fortuno per sviluppare la coltura dei gelsi nelle regioni fredde . Purtroppo, regioni fredde o calde, i bachi  da seta non ne vogliono sapere niente delle foglie dell’arancio degli Osages. Non si sono mai lasciati ingannare dall’amico americano….Dopo un periodo, l’allevamento del baco da seta ha perso tutto interesse, sono rimasti solo gli aranci degli Osages…

   Le arance dell’arancio degli Osages assomigliano ai cervelli degli alieni nei film americani. Secondo me, quando Tim Burton ha realizzato Mars Attack !, il tizio si è ricordato dell’arancio degli Osages nel suo giardino !

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Se la Garonna avesse voluto….

Fanfarone, gradasso, millantatore, spaccone…ecc…sono i sinonimi di guascone che ho trovato in un dizionario italiano. Be’ avete letto troppo Alexandre Dumas ! I guasconi sono umili e modesti. Lo dice bene una vecchia canzone del 1858 dedicata al nostro fiume : la Garonna. Secondo la canzone, la Garonna avrebbe potuto conquistare tutti i fiumi del mondo ma non l’ha mai fatto perché non le piace umiliare gli altri. I guasconi sono così…assomigliano a loro fiume 🙂

Lo scatto promesso a Francesca !

 

Francesca è una fedele lettrice di Bordeaux e dintorni, lei ha vissuto a Bordeaux e ha lavorato alla maison de l’Europe. Per dire la verità, non avevo mai sentito parlare di questa “maison de l’Europe” e quindi ho cercato di sapere dove era questa associazione. Quando Francesca ci lavorava, la maison de l’Europe era altrove ; ma oggi, la maison de l’Europe occupa questo splendido palazzo del XVIII secolo situato all’angolo tra place Jean Jaurès e cours du Chapeau rouge. Questo palazzo è famoso a Bordeaux perché è stato costruito nel 1773 da Victor Louis, il tizio che ha costruito il Grand Théâtre di bordeaux. Il palazzo si chiama l’hôtel Boyer-Fonfrède. Oggi è chiuso ma dentro c’è una scala monumentale che permette ad un cavaliere di salire facilmente fino al terzo piano ! Il primo proprietario di questo palazzo, il signor Boyer-Fonfrède, un deputato girondino, non è morto rompendosi il collo nelle scale con il suo cavallo ma è stato ghigliottinato nel 1793 durante il terrore. D’altronde potete leggere il suo nome sul monumento dei girondini….

 

Mentre, alle mie spalle, i turisti scattano la piazza della Borsa e lo specchio d’acqua….mi sono avvicinato per scattare un’altra foto…e vi propongo un indovinello : Nella foto è “nascosto” un piccolo tesoro, sapreste dirmi di cosa si tratta ?

 

La risposta era il batacchio della porta ! dico il batacchio ma potremo parlare addirittura di un gioiello, un puro capolavoro del XVIII secolo. Purtroppo, spesso questi batacchi sono rubati e si ritrovano dagli antiquari. Nel XVIII, erano così preziosi che venivano tolti ogni sera !

Oceano : una serial killer chiamata Baïne

Brivido. Nel lontano sento il rotore dell’elicottero della protezione civile. Presto, l’insetto giallo e rosso sorvolerà la mia casa in direzione dell’ospedale. A bordo, esistono solo due categorie di passeggeri : i vivi cioè i più fortunati, i turisti incauti che hanno rischiato di annegare ; l’altra categoria è costituita da quelli che non ce l’hanno fatta : i morti.  E’  già la secondo volta oggi che sento il rumore dell’elicottero. Un pugno allo stomaco. Più tardi, il mio vicino che organizza i soccorsi a Lacanau mi dirà che solo per la giornata di ieri, la gendarmeria (i crs) è intervenuta più di 50 volte !

La cosa più rivoltante è che questi annegamenti  potrebbero essere facilmente evitati perché hanno tutti la stessa causa : le baïne. Ma perché i turisti non prendono cinque minuti per leggere i cartelli informativi sulle spiagge che spiegano cosa sono le baïne ? perché non vedono i segnali  di pericolo che indicano le baïne ? perché non leggono i dépliant, a proposito delle baïne, distribuiti nelle Pro Loco ?…Cari amici che venite da noi, non pensate che l’Oceano Atlantico sia un amico, non lo è. Non pensate che l’Oceano Atlantico sia il mare mediterraneo, è diverso. Non pensate che le magnifiche onde che nascono nell’Atlantico Nord e che si infrangono sul litorale Aquitain  non siano omicide, lo sono. Adesso, vi spiego cosa sono queste baïne responsabili di 95% degli annegamenti.

La parola baïne deriva dal guascone e significa : “piccolo bagno”.  E’  semplicemente una cavità scavata nella sabbia dall’Oceano. Dovete sapere che le baïne non si formano sempre negli stessi luoghi (sarebbe troppo facile). Si spostano secondo le stagioni, le maree, la forza delle onde, la qualità della sabbia, il declivio della spiaggia…ecc…Queste cavità possono raggiungere quattro o cinque metri di profondità rispetto al livello medio del fondo sommerso.

Durante la bassa marea, la baïne assomiglia ad un bacino ancora riempito d’acqua mentre il mare si è ritirato. La baïne fa, allora, la felicità dei bambini con le sue acque scaldate dal sole estivo. Quando la marea sale o prima che sia bassa, la baïne diventa invisibile per un occhio non avvertito. A causa della sua profondità, si genera una violenta corrente dovuta alla grande massa d’acqua che riparte verso il largo ad ogni movimento di riflusso.

A questo punto, nuotare nella baïne assomiglia a fare il bagno alla bocca di un fiume.  La baïne è anche il luogo dove le onde sembrano meno potenti e meno pericolose. Il bagnante non si rende conto di niente fino a quando vuole tornare a riva. Sorpreso e preso dal panico, il bagnante si annaspa e si esaurisce a nuotare controcorrente e scompare  a qualche metro dalla riva.

Se il bagnante avesse letto i cartelli informativi, si sarebbe lasciato portare verso il largo dove la corrente della baïne finisce per diluarsi nei movimenti dell’Oceano. così, il bagnante avrebbe potuto raggiungere la riva lasciandosi portare dalla corrente Nord-Sud e dalla forza delle onde. Basta osservare i surfisti ! Si servono delle baïne per raggiungere le onde senza sforzo…Non avete bisogno di sapere leggere il mare come i surfisti ma almeno leggete i cartelli di avvertimento…e adesso buon bagno a tutti !

Bordeaux : Il viticoltore bordolese che inventò la democrazia…

Cari lettori, la regione vinicola a sud di Bordeaux si chiama “les Graves” (letteralmente : i ciottoli). Forse conoscete già o avete sentito parlare dei castelli  Haut-Brion, Pape-Clément…ecc… che costituiscono i gioielli di questa zona. Oggi, siamo a La Brède nel cuore di queste “Graves” perché voglio farvi scoprire la casa di un famoso viticoltore bordolese che ha rivoluzionato la storia della filosofia politica : Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu. Quindi, i miei poveri lettori, dopo la setta degli adoratori di Montesquieu, Verona vs Bordeaux, dovete ancora sopportare la mia ossessione per la famiglia Montesquieu !

Qui, nel castello di famiglia, è nato Montesquieu il 18 gennaio 1689. Il castello di Montesquieu è un luogo bello e anche commovente per dire la verità. Commovente non solo per gli oggetti che hanno appartenuto a Montesquieu e che potrete  scoprire visitando il castello, ma anche perché gli avi di Montesquieu hanno vissuto a La Brède durante più du mille anni e che la discendenza di Montesquieu si è spenta nel 2004 con la morta di Jacqueline de Chabannes, l’ultima dei Montesquieu….

Se chiedete ad un bordolese di parlarvi del castello di Montesquieu. Probabilmente, non vi parlerà dello spirito delle leggi ma delle carpe leggendarie che bazzicano nelle acque di questi fossati. Alcune carpe avrebbero addirittura conosciuto Montesquieu bambino ! D’altronde, queste carpe sono la prima cosa che tentano di scattare le persone che visitano Montesquieu….

Avete notato il giardino all’inglese ? Dentro il castello ci sono anche scritte sui camini : Dieu et mon droit, per ricordare che gli avi di Montesquieu furono vassalli dei duchi d’Aquitania e dei Re d’inghilterra durante tre secoli. Nel 1079, sorgeva già un imponente mastio in pietra in mezzo al lago, Il castello appartenava alla famiglia La Lande, signori di La Brède….Nel 1152, Eleonora d’Aquitania sposò  in seconde nozze Enrico Plantageneto d’Inghilterra. Il 19 dicembre 1154, Eleonora  divenne regina d’Inghilterra così la guascogna resterà inglese per tre secoli fino alla battaglia di Castillon, il  16 luglio 1454. Nel 1463, dopo 9 anni passati in esilio in Inghilterra, Jean La Lande, è autorizzato a recuperare la signoria di La Brède….Rassicuratevi, vi risparmio tutta la genealogia dei Montesquieu ! Sapete soltanto che una discendente di questo Jean La Lande, Marie-Françoise de Pesnel, sposò nel 1686, il padre di Montesquieu, Jacques de Secondat. Cosi, la signoria di la Brède entrò nella famiglia Montesquieu…Credo che il vero castello della famiglia Montesquieu sia in Aquitania ma nel dipartimento del Lot-et-Garonne….

Il castello, come lo vediamo oggi, risale al XIV secolo. Era una fortezza esagonale circondata da fossati  però il castello è  stato ampiamente rimaneggiato e ristrutturato nel Rinascimento : apertura di finestre, abbattimento delle mura di recinzione…ecc…

Una cosa divertente è che questo castello è stato rimaneggiato una nuova volta durante il XIX secolo. Piaceva allora lo stile medievale….Però l’architetto scelto dai Montesquieu doveva essere una frana perché le false balestriere, i falsi vani per le colubrine…ecc…sono tornati verso il castello. Il tizio ha anche realizzato l’exploit di costruire i merli alla rovescia !

Nel 1716, Montesquieu ereditò la baronia di Montesquieu e la carica di consigliere del parlamento di Bordeaux e ne divenne presidente . Nello stesso anno, Montesquieu fu eletto membro dell’Académie di Bordeaux. Dopo un soggiorno a Parigi dal 1721 al 1725,  Montesquieu si sente intrappolato con questa  carica di consigliere del parlamento di Bordeaux che lo impedisce di viaggiare e decide dunque di vendere la carica. Fortunatamente per lui, nel 1715, Montesquieu ha sposato una ragazza ricchissima, Jeanne Lartigue. Diciamolo era Jeanne Lartigue che portava i pantaloni nella coppia. Mentre lei gestiva il castello e la proprietà viticola con il pugno di ferro, il marito faceva  un po’ il rappresentante di commercio in dilettante in Austria, Italia, Germania, Olanda, Inghilterra….tanto vero che quando Jeanne morì, i Montesquieu  disposero di una fortuna colossale, possedevano quasi tutto il sud del dipartimento, avevano  castelli ovunque anche nel lontano Médoc…

Sopra. La camera di Montesquieu al pianterreno dove il filosofo ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Il povero era diventato mezzo cieco. Non si vede sulla foto, ma dentro il castello siamo quasi nell’oscurità. Nel vestibolo ci sono ancora i vecchi bauli da viaggio di Montesquieu come se il tizio fosse pronto a partire per una nuova calvacata attraverso l’Europa. Il letto a baldacchino di Montesquieu è un tesoro nazionale perché i tessuti sono del XVI secolo. Sulla parete, vicino alla finestra, è appeso il vecchio fucile di Montesquieu. Anche se fosse mezzo cieco, Montesquieu amava sparare dalla finestra…alcuni visitatori presi per dei fagiani hanno dovuto ricevere una scarica di pallini di piombo ! C’è anche il divano, dove Montesquieu si sedeva con la sua figlia preferita, Denise, per dettarle i suoi libri. Un po’ lei che scriveva i libri di Montesquieu alla fine….

Nella stanza accanto, c’era la camera riservata ai segretari di Montesquieu, il tizio ne usava uno ogni sei mesi…i poveri erano quasi incatenati al letto di Montesquieu….

L’immensa biblioteca di Montesquieu. il soffitto assomiglia allo scafo di una nave ! sapete perché ? E’ stato realizzato da carpentieri di marina di Bordeaux. Oggi, gli armadi sono lungo i muri, ma ai tempi di Montesquieu, erano al centro della biblioteca. I libri di Montesquieu potete trovarli alla biblioteca municipale di Bordeaux. Il lastricato è stato creato  con delle piastrelle di Gironda. Sette di queste piastrelle  hanno delle impronte di cane.  E’ un portafortuna in Gironda…quando le piastrelle asciugano, si spera che un cane farà una piccola passeggiata sulle mattonelle…..

Vi lascio qui, torno a fare un giro nel parco…vorrei scoprire il mulino dove è stato allevato il giovane Montesquieu da una famiglia guascone…Il padre di Montesquieu era disperato quando convocava il figlio al castello, questo gli parlucchiava solo in guascone !

Quando Baudelaire maltrattava il suo gatto

La prima edizione dei Fiori del male di Baudelaire risale al giugno 1857. E’ messa in vendita in circa 1100 esemplari. Attaccata da “Le Figaro”, l’opera sarà sottoposta a sequestro e l’autore e gli editori, nell’agosto del 1857, saranno condannati per oltraggio alla pubblica morale e al buon costume.

La poesia sopra non è tratta dalla prima edizione dei Fiori del male, ma di qualcosa di ancora più raro : l’ultima bozza di stampa. Le note a margine sono di Baudelaire. Le bozze dei Fiori del male pullulano di annotazioni, spesso Baudelaire si arrabbia contro i suoi editori : la scelta dei caratteri tipografici, i refusi….nella poesia sopra, due aggettivi “fort,doux” sono stati invertiti. Notate anche i numerosi  errori di punteggiatura, forse non si tratta di errori, ma rileggendo le bozze, Baudelaire ha semplicemente deciso di cambiare la punteggiatura. D’altronde Baudelaire si interroga : ci vuole una virgola ? (faut-il une virgule ?). Baudelaire corregge anche gli errori ortografici : apaise invece di appaise, le confusioni : perle invece di parle….Baudelaire può anche cambiare un avverbio all’ultimo momento, qui, Baudelaire preferisce royalement a profondément….ecc….

Se volete leggere le bozze di stampa dei fiori del male oppure l’edizione originale del 1857 senza spendere un milione di dollari in un’edizione originale, cliccate qui

Bordeaux : Le bordolesi si esibiscono nei viali del Giardino Pubblico !

Ho tanti bei ricordi legati al Giardino Pubblico che non posso attraversarlo senza emozionarmi. Qui, davanti al Giardino Pubblico, Cours de Verdun al numero 36, c’era il salone da tè Jegher (oggi una banca !) dove mia madre mi portava  dopo il parco per inghiottire qualche tonnellata di puits d’amour. All’ingresso del parco, c’era una donna che vendeva i mulini a vento multicolori e io facevo sempre un capriccio per averne uno ! Mi ricordo il teatro di marionnette Guerin che frequentava già mia nonna quando era piccola. Ci sono andato, l’anno scorso, con la figlia di mio fratello, ma non è più la stessa cosa. Una volta, il teatro era aperto così i bambini meno benestanti potevano comunque  assistere alla rappresentazione (si pagavano solo le sedie). Oggi, c’è un recinto che impedisce di vedere il palcoscenico ! E poi, le opere erano davvero scritte per i bambini, non c’era tanto spazio per l’improvvisazione, voglio dire cosa fanno Spiderman o Mickey in mezzo a Guignol e Gnafron…Sapete cosa mi piaceva di più al Giardino Pubblico : la barca ! il famoso “Petit Mousse” che faceva il giro (350 metri !) dell’isola ai cigni. Me lo ricordo molto bene questo  Petit Mousse, l’incrocio improbabile tra una gondola veneziana, un drakkar e una barca di Arcachon ! Dal 1896 fino al 2007, generazioni  di bambini bordolesi hanno vissuto una vita da pirata a bordo di questa nave. Il Petit Mousse ha fatto 5 volte il giro della Terra !…Adesso, basta con le divagazioni !  Ma perché vi racconto tutto ciò ? Forse, perché avete mancato la festa del vino di bordeaux e che ho deciso di portarvi al Giardino Pubblico dove c’è ancora la mostra “le bordolesi XXL”  fino al 19 agosto 2012. Lì, ci sono 40 bordolesi taglia XXl (tra due e quattro metri) che fanno le civette nei viali del parco. Devo dire che loro possono permetterselo, sono state vestite dai più grandi stilisti bordolesi e cinesi…Se venite a Bordeaux, non mancate lo spettacolo !