Lo specchio d’acqua di Bordeaux seconda parte

Se avete mancato la prima parte, cliccate qui

 

Alfred Smith (1854-1932), Davanti all’Oceano (devant l’Océan), 1887, olio su tela, 51 x 65 cm, collezione privata.

Alfred Smith fu il più grande pittore bordolese dell’ottocento. Quando guardate questo quadro, capite perché Alfred Smith era soprannominato il mago della luce ! Qui, una ragazza e suo fratello contemplano l’oceano. Forse, c’è un po’ di vento perché la ragazza tiene il suo cappello. La duna costiera dove si tengono i due adolescenti è abbastanza moderna, le dune, piantate di ammofile arenarie,  sono state inventate all’inizio dell’ottocento per intrappolare la sabbia ed erigere una barriera contro il vento che minacciava le dune boscose…

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9 thoughts on “Lo specchio d’acqua di Bordeaux seconda parte

  1. Bonjour, Alex,
    è molto bello il dipinto e attenta la tua descrizione. Probabilmente la figura femminile teme il vento e per questo tiene il cappello perché è in piedi a differenza del protagonista maschile seduto e riparato proprio dal corpo della donna.
    Scendendo da Bx verso BAB ricordo le pile di tronchi allineate per chilometri e chilometri, dalle Landes a Bayonne, ormai da anni senza che nessuno le prenda, le tolga, se ne serva.
    Ho letto della tua serata del 14 juillet : incredibile, se pensi che qui io ho quasi 40°C!
    Buon pomeriggio.

    • Bonjour Francesca !
      Forse, non eri ancora a Bordeaux all’inizio dell’anno 2000. Queste pile di tronchi sono le stigmate lasciate da due uragani che hanno colpito la Francia in dicembre 1999…tutto questo legno è inutilizzabile….Non saranno d’accordo i turisti ed i commercianti ma non te li invidio questi 40°C…preferisco ancora il freddo e la pioggia ! Coraggio, sta per finire secondo il meteo…

      a presto Francesca !

      Alex

      • Sì, sì, c’ero, c’ero. Ricordo quella di fine ’99, non ero però presente perché per fortuna ero tronata in Italia per le vacanze di Natale e poi l’altra qualche anno dopo (veramente della seconda non ricordo se fossi ancora a Bx o già in Savoie) e so anche che, come scrivi tu, quei tronchi rappresentano i ‘souvenirs’ di quegli uragani. Ma non capisco perché debbano rimanere là, perché non possono essere utilizzati?

  2. Perché sono invendibili….quei tronchi provengono da milioni di alberi che sono stati abbattuti dalla tempesta. Gli alberi sono rimasti abbandonati per mesi, anni…nelle foreste. Il legno non può si conservare così senza marcire : insetti, malattie, gelo, sole….Forse, mi dirai : non c’è solo il legno per la falegnameria, l’industria !…c’è anche la carta, il cartone, la carta igienica…ecc…sembra che il mercato sia saturato…i selvicoltori vendono a perdita….

    A presto Francesca,

    Alex

  3. In effetti .e’ un controluce appena accennato, con una fioca sorgente luminosa molto bassa sull’orizzonte. Adoro i pittori locali, sono il miglior modo per conoscere profondamente un posto.
    Ecco dove sono finiti quei tronchi. Ricordo che nel 1999 si diceva che sarebbe occorso un secolo per rifare le foreste delle Lande
    Ciao Alex, a presto

    dragor (journal intime)

    • Contento che che il dipinto di Alfred Smith ti sia piaciuto Dragor ! L’artista ha avuto un grande successo prima di cadere nel dimenticatoio come molti altri…un secolo forse no, ma ci vuole bene 50 anni per fare crescere un pino marittimo…Forse, un giorno scriverò un post su questo uragano…

      A presto Dragor !

      Alex

  4. Pingback: Il pittore che catturò un giorno d’estate a Bordeaux | Bordeaux e dintorni, stagione II

  5. Pingback: Alfred Smith, Il mago bordolese della luce a Parigi. | Bordeaux e dintorni, stagione III

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