Quando Baudelaire maltrattava il suo gatto

La prima edizione dei Fiori del male di Baudelaire risale al giugno 1857. E’ messa in vendita in circa 1100 esemplari. Attaccata da “Le Figaro”, l’opera sarà sottoposta a sequestro e l’autore e gli editori, nell’agosto del 1857, saranno condannati per oltraggio alla pubblica morale e al buon costume.

La poesia sopra non è tratta dalla prima edizione dei Fiori del male, ma di qualcosa di ancora più raro : l’ultima bozza di stampa. Le note a margine sono di Baudelaire. Le bozze dei Fiori del male pullulano di annotazioni, spesso Baudelaire si arrabbia contro i suoi editori : la scelta dei caratteri tipografici, i refusi….nella poesia sopra, due aggettivi “fort,doux” sono stati invertiti. Notate anche i numerosi  errori di punteggiatura, forse non si tratta di errori, ma rileggendo le bozze, Baudelaire ha semplicemente deciso di cambiare la punteggiatura. D’altronde Baudelaire si interroga : ci vuole una virgola ? (faut-il une virgule ?). Baudelaire corregge anche gli errori ortografici : apaise invece di appaise, le confusioni : perle invece di parle….Baudelaire può anche cambiare un avverbio all’ultimo momento, qui, Baudelaire preferisce royalement a profondément….ecc….

Se volete leggere le bozze di stampa dei fiori del male oppure l’edizione originale del 1857 senza spendere un milione di dollari in un’edizione originale, cliccate qui

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4 thoughts on “Quando Baudelaire maltrattava il suo gatto

  1. Per me era un ossessivo,. Si scrive come Charlie Parker ha detto che si suona: impara tutto quello che puoi sul tuo strumento, poi dimenticalo. Invece Baudelaire continua a rompersi la testa.
    Il link e’ di estremo interesse, grazie per averlo pubblicato. Se tutti maltrattassero i gatti in questo modo, il mondo srebbe migliore…

    dragor (journal intime)

    • Non lo sapevo che fosse così ossessivo l’ho scoperto leggendo le bozze ! Rompeva addirittura i corbelli ai suoi editori per una virgola, uno spazio tra due parole, per la scelta dei caratteri tipografici….secondo me, ad un certo punto, gli editori hanno dovuto pubblicarlo senza chierdergli le correzioni, altrimenti sarebbe stato impossibile….

      Alex

  2. Bonjour, Alex,
    très interessant ton analyse, je ne connaissais pas les corrections de Baudelaire qui, s’il ‘taquinait’ un chat, câlinait “des grands sphinx allongés au fond des solitudesles”… bref, les chats de sa maison.
    Bonne nuit.

  3. Salut Francesca,
    C’est peut-être parce que Baudelaire avait un chat dans la cervelle qu’il était aussi méticuleux ! La minutie avec laquelle Baudelaire corrige les épreuves des fleurs du mal ressemble à celle des chats lorsqu’ils font leur toilette. C’est une chose qui m’a frappé en lisant les corrections. Baudelaire vérifie tout : l’alignement, les espaces entre les mots, la ponctuation…il est tellement maniaque qu’il réécrit certains passages de ces poésies…un peu comme les chats : quand ils ont fini la toilette, ils recommencent….

    A presto !

    Alex

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