Bordeaux : Il viticoltore bordolese che inventò la democrazia…

Cari lettori, la regione vinicola a sud di Bordeaux si chiama “les Graves” (letteralmente : i ciottoli). Forse conoscete già o avete sentito parlare dei castelli  Haut-Brion, Pape-Clément…ecc… che costituiscono i gioielli di questa zona. Oggi, siamo a La Brède nel cuore di queste “Graves” perché voglio farvi scoprire la casa di un famoso viticoltore bordolese che ha rivoluzionato la storia della filosofia politica : Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu. Quindi, i miei poveri lettori, dopo la setta degli adoratori di Montesquieu, Verona vs Bordeaux, dovete ancora sopportare la mia ossessione per la famiglia Montesquieu !

Qui, nel castello di famiglia, è nato Montesquieu il 18 gennaio 1689. Il castello di Montesquieu è un luogo bello e anche commovente per dire la verità. Commovente non solo per gli oggetti che hanno appartenuto a Montesquieu e che potrete  scoprire visitando il castello, ma anche perché gli avi di Montesquieu hanno vissuto a La Brède durante più du mille anni e che la discendenza di Montesquieu si è spenta nel 2004 con la morta di Jacqueline de Chabannes, l’ultima dei Montesquieu….

Se chiedete ad un bordolese di parlarvi del castello di Montesquieu. Probabilmente, non vi parlerà dello spirito delle leggi ma delle carpe leggendarie che bazzicano nelle acque di questi fossati. Alcune carpe avrebbero addirittura conosciuto Montesquieu bambino ! D’altronde, queste carpe sono la prima cosa che tentano di scattare le persone che visitano Montesquieu….

Avete notato il giardino all’inglese ? Dentro il castello ci sono anche scritte sui camini : Dieu et mon droit, per ricordare che gli avi di Montesquieu furono vassalli dei duchi d’Aquitania e dei Re d’inghilterra durante tre secoli. Nel 1079, sorgeva già un imponente mastio in pietra in mezzo al lago, Il castello appartenava alla famiglia La Lande, signori di La Brède….Nel 1152, Eleonora d’Aquitania sposò  in seconde nozze Enrico Plantageneto d’Inghilterra. Il 19 dicembre 1154, Eleonora  divenne regina d’Inghilterra così la guascogna resterà inglese per tre secoli fino alla battaglia di Castillon, il  16 luglio 1454. Nel 1463, dopo 9 anni passati in esilio in Inghilterra, Jean La Lande, è autorizzato a recuperare la signoria di La Brède….Rassicuratevi, vi risparmio tutta la genealogia dei Montesquieu ! Sapete soltanto che una discendente di questo Jean La Lande, Marie-Françoise de Pesnel, sposò nel 1686, il padre di Montesquieu, Jacques de Secondat. Cosi, la signoria di la Brède entrò nella famiglia Montesquieu…Credo che il vero castello della famiglia Montesquieu sia in Aquitania ma nel dipartimento del Lot-et-Garonne….

Il castello, come lo vediamo oggi, risale al XIV secolo. Era una fortezza esagonale circondata da fossati  però il castello è  stato ampiamente rimaneggiato e ristrutturato nel Rinascimento : apertura di finestre, abbattimento delle mura di recinzione…ecc…

Una cosa divertente è che questo castello è stato rimaneggiato una nuova volta durante il XIX secolo. Piaceva allora lo stile medievale….Però l’architetto scelto dai Montesquieu doveva essere una frana perché le false balestriere, i falsi vani per le colubrine…ecc…sono tornati verso il castello. Il tizio ha anche realizzato l’exploit di costruire i merli alla rovescia !

Nel 1716, Montesquieu ereditò la baronia di Montesquieu e la carica di consigliere del parlamento di Bordeaux e ne divenne presidente . Nello stesso anno, Montesquieu fu eletto membro dell’Académie di Bordeaux. Dopo un soggiorno a Parigi dal 1721 al 1725,  Montesquieu si sente intrappolato con questa  carica di consigliere del parlamento di Bordeaux che lo impedisce di viaggiare e decide dunque di vendere la carica. Fortunatamente per lui, nel 1715, Montesquieu ha sposato una ragazza ricchissima, Jeanne Lartigue. Diciamolo era Jeanne Lartigue che portava i pantaloni nella coppia. Mentre lei gestiva il castello e la proprietà viticola con il pugno di ferro, il marito faceva  un po’ il rappresentante di commercio in dilettante in Austria, Italia, Germania, Olanda, Inghilterra….tanto vero che quando Jeanne morì, i Montesquieu  disposero di una fortuna colossale, possedevano quasi tutto il sud del dipartimento, avevano  castelli ovunque anche nel lontano Médoc…

Sopra. La camera di Montesquieu al pianterreno dove il filosofo ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Il povero era diventato mezzo cieco. Non si vede sulla foto, ma dentro il castello siamo quasi nell’oscurità. Nel vestibolo ci sono ancora i vecchi bauli da viaggio di Montesquieu come se il tizio fosse pronto a partire per una nuova calvacata attraverso l’Europa. Il letto a baldacchino di Montesquieu è un tesoro nazionale perché i tessuti sono del XVI secolo. Sulla parete, vicino alla finestra, è appeso il vecchio fucile di Montesquieu. Anche se fosse mezzo cieco, Montesquieu amava sparare dalla finestra…alcuni visitatori presi per dei fagiani hanno dovuto ricevere una scarica di pallini di piombo ! C’è anche il divano, dove Montesquieu si sedeva con la sua figlia preferita, Denise, per dettarle i suoi libri. Un po’ lei che scriveva i libri di Montesquieu alla fine….

Nella stanza accanto, c’era la camera riservata ai segretari di Montesquieu, il tizio ne usava uno ogni sei mesi…i poveri erano quasi incatenati al letto di Montesquieu….

L’immensa biblioteca di Montesquieu. il soffitto assomiglia allo scafo di una nave ! sapete perché ? E’ stato realizzato da carpentieri di marina di Bordeaux. Oggi, gli armadi sono lungo i muri, ma ai tempi di Montesquieu, erano al centro della biblioteca. I libri di Montesquieu potete trovarli alla biblioteca municipale di Bordeaux. Il lastricato è stato creato  con delle piastrelle di Gironda. Sette di queste piastrelle  hanno delle impronte di cane.  E’ un portafortuna in Gironda…quando le piastrelle asciugano, si spera che un cane farà una piccola passeggiata sulle mattonelle…..

Vi lascio qui, torno a fare un giro nel parco…vorrei scoprire il mulino dove è stato allevato il giovane Montesquieu da una famiglia guascone…Il padre di Montesquieu era disperato quando convocava il figlio al castello, questo gli parlucchiava solo in guascone !

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7 thoughts on “Bordeaux : Il viticoltore bordolese che inventò la democrazia…

  1. Devo assolutamente tornare a Bordeaux…ogni volta che passo da te il BISOGNO di farlo aumenta 🙂
    Ciao Alex, ho riaperto…con una nuova veste:)

  2. Grazie per l’apprezzamento Don(n)a e bentornata ! Sono lieto che tu abbia deciso di aprire un nuovo spazio. Non mi piaceva l’idea di perdere una lettrice 🙂

    Alex

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