Let’s the good times roll

Ogni volta che c’è un uragano negli Stati Uniti, seguo lo spettacolo davanti  alla T.V americana. Mi fa sempre crepare dal ridere, l’inviato speciale mandato sul posto per raccontare l’uragano. Allora, chiede il presentatore in studio, c’è del vento ?  Forse, il tizio per fare questa domanda, è l’unico al mondo a non vedere i tetti scoperchiati e gli alberi volare sopra la testa dell’inviato speciale ! Ma la pioggia, continua impertubabile il presentatore in studio, piove veramente ? Ma è possibile che in studio non vedono che sta piovendo a dirotto ? il povero tizio è bagnato fradicio ! Ovviamente, in mezzo agli elementi scatenati, non sentiamo cosa vorrebbe dirci. Forse vorrebbe fare una domanda : perché mi avete posto sulla diga ? ma conosciamo tutti la risposta, basta guardare le onde mostruose che stanno arrivando dietro di lui. Anche il presentatore in studio ha ritrovato un po’ di speranza.

I cajun della Louisiana per tradurre l’espressione : let’s the good times roll, dicono : laissez les bons temps rouler o ancora laissez le bon ton roulet….l’espressione è diventato il motto della città di New Orleans e anche una canzone, quasi l’inno ufficiale della Louisiana…allora laissez le bon ton roulet e cliccate sulla mappa !

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Estuario mon amour

In mezzo alle acque, ecco cosa significa la parola Médoc. Fino al XVII secolo, la penisola del Médoc era un’immensa e infetta palude costituita da stagni, laghi, pozze e attraversata da innumerevoli fiumi chiamati Jalles o Estey quando sfociano nell’estuario. Una palude tanto estesa che gonfiando la  Maremma Toscana con la  Camargue avreste ottenuto appena una pozzanghera nei suoi confronti. Due volte ogni giorno, c’è l’alta marea e le acque dell’estuario salgono di sei metri e si immettevano allora negli estey e allagavano ogni tratto di terra. Il paradiso delle zanzare. Nel médoc,  gli abitanti morivano sempre di malaria, peste e altre febbri. Finalmente, nel 1628, davanti a questa situazione disperata, le autorità decisero di bonificare la palude affidando i lavori a ingegneri olandesi. Gli olandesi  pulirono gli estey, scavarono nuovi canali e sopratutto ebbero l’idea delle cataratte. Le vedrete ovunque nel Médoc. Sono cataratte che si aprono solo verso l’estuario. Quando c’è l’alta marea, le acque dell’estuario risalgono i canali e con la loro forza chiudono gli sportelli delle cataratte. Quando il fiume torna calmo, sono le acque dei canali che spingono le porte, le quali si aprono….

Porto di Saint-Yzans-de-Médoc :

La macchina frena, un vecchio ne esce come una palla di fucile e  corre verso le cataratte sotto il ponte. Poi sento il suo grido qualcosa che assomiglierebbe a stronzo in italiano. Mi precipito e mi sporgo sopra la ringhiera del ponte per vedere cosa succede sotto e capisco subito. Un battente della cataratta è aperto. Ma come è possibile ! c’è l’alta marea ! Scendo subito per aiutare il vecchio che sta tagliando una corda fissata alla parete del ponte, collegata alla catena della cataratta, e che impedisce la porta di chiudersi. Poi, tiriamo la catena e dopo dieci minuti di sforzo, riusciamo a muovere un po’ la porta. Adesso speriamo che la marea chiuderà ermeticamente la porta…Il vecchio mi spiega che sono i cacciatori di anatre che hanno aperto la porta per permettere all’acqua di invadere i loro stagni. E’ il mio stronzo di vicino che viene, oggi giorno, bloccare lo sportello si lamenta il vecchio. Quando penso che teoricamente prelievare un bicchiere d’acqua dalla Garonna è vietato e questo figlio di p…devia un fiume e nessuno dice niente e lei sa perché ? Perché lo stronzo è amico per la pelle con il sindaco ! ma quando la porta si sarà rotta, sono tutti gli abitanti del comune che dovranno pagare…e uno solo battente costa più di 70 000 euro ! Ogni giorno, devo venire a verificare che il battente non sia bloccato. Forse, vi sembra ridicolo…ma il canale passa davanti a casa mia…e se l’acqua salata dell’estuario straripi nel mio terreno e contamini il mio pozzo…perdo tutte le mie colture…Discutiamo così ancora un po’, poi continuo la mia passeggiata a Saint-Yzans-de-Médoc. Un pomeriggio ordinario lungo l’estuario della Gironda.

Imparate lo spagnolo con Alex !

Lezione di spagnolo 1 : come sopravivvere ad una vacanza in Messico. Vedete, cari lettori, è un corso di tipo pratico ma indispensabile se fate la vacanza a Ciudad Juarez !

Adesso imparate a mente le frase seguenti  :

  • Non tiren, por favor. (non sparare, per favore)
  • Desateme, por favor (Staccatemi, per favore…ovviamente parliamo delle manette)
  • No, esta maleta llena de cocaina no me pertenece (non questa valigia piena di cocaina non è mia)
  • Mejor corteme la mano derecha, soy zurdo (tagliate piuttosto la mano destra, sono mancino)
  • La derecha para mi, no para usted. (la destra per me, non per voi)
  • Saqueme de preferencia el ojo izquierdo, con el que veo peor. (bucate il mio occhio mancino, è l’occhio che vede di meno)
  • No puedo darle mis cartas de credito, me las han robado esta mañana (non posso darvi le mie carte di credito, me le hanno rubate stamane)
  • El liquido tambien (anche il liquido)
  • Habiamos dicho cien dolares, señorita. (avevamo detto cento dollari, signorina)
  • Puedo ir hasta ciento cincuenta dolares (posso andare fino a centocinquanta dollari)
  • No habia entendido que habia un suplemento con el preservativo (non avevo capito che c’era un extra per la gomma)
  • No, non conozco a nadie llamado Silvio Berlusconi (No, non conosco nessuno chiamato Silvio Berlusconi)
  • Sin embargo, normalmente, me gusta la guindilla (non capisco, di solito, mi piace il peperoncino)
  • ¿ Donde estan los aseos, por misericordia ? (Dov’è il bagno, per carita ?)
  • ¿ Tienen un chaleco anti-balas de baño (avete un giubbotto antiproiettile per il bagno) ?
  • ¿  Pueden pedir a los musicos que hagan una pausa de tres horas, por favor ? Potete chiedere ai musicisti una pausa di tre ore, per favore ?)
  • Si me caso con su hermanita, voy a convertime en bigamo, pero al fin y al cabo es culpa mia (se sposo tua sorellina, sarei bigamo, ma dopo tutto, è colpa mia)
  • Creo que la arteria femoral esta herida (Penso che l’arteria femorale sia colpita)

Fine prima lezione.

Bordeaux, città del Far West

Il cielo sopra una palude del Médoc. Foto scattata ieri alle ore 21:15. Mentre a Firenze il sole è tramontato alle ore 20:04, a Bordeaux, godiamo di un’ora di luce in più alla sera. Ovviamente, alla mattina è il contrario. Il sole sorge a Firenze alle ore 6:30 mentre  noi a Bordeaux alle 6:30 siamo ancora nel buio, dobbiamo aspettare ancora  un’ora per vedere sorgere  il sole. Insomma, a Bordeaux, viviamo nel migliore dei mondi possibili : un’ora di luce in più alla sera e quasi  un’ora di sonno in più per quelli che vorrebbero vedere spuntare l’alba…

Lucifero a Lacanau

Un anno fa, avevo scritto un post intitolato : ardo di una fiamma di rabbia inestinguibile nel quale raccontavo come un incendio aveva distrutto 300 ettari della riserva di Cousseau a Lacanau. E’ passato proprio un anno da questo rogo e sembra che certe cose non cambino mai. Sono come Bill Murray nel film : rincomincio da capo. A parte che io non sono costretto a rivivere all’infinito il giorno della marmotta a Punxsutawney con la deliziosa Andie McDowell…non, non, cari lettori, io sono costretto a rivivere un giorno all’inferno a Lacanau. Perché mentre sto scrivendo, posso sentire dalla finestra spalancata, l’urlo delle sirene dei camion dei vigili del fuoco che stanno montando sul fronte, il balletto assordante dei canadair, degli elicotteri…nel cielo sopra la mia casa.  È quasi mezzanotte ma il caldo è atroce : quasi 40°, l’aria è saturata dall’odore acre del fumi. Il telefono squilla…un amico preoccupato per la mia sorte mi dice che i pennacchi di fumo si vedono da Bordeaux. Tutto bene, rispondo, purtroppo l’incendio non è ancora contenuto…speriamo bene, ma la notte sarà lunga con il vento non si sa mai. Sono un po’ fatalista…ma ho già conosciuto altri incendi e la mia casa non è stata distrutta dall’uragano del 1999. Ci vedo segnali positivi….

Una volta, un anziano mi ha raccontato che quando i vigili del fuoco prendevano un piromane in flagrante, il tizio non vedeva mai un tribunale, era giustiziato sul posto cioè attacato ad un albero in mezzo al rogo…Una bellissima usanza da riscoprire e non solo per i piromani….

Ieri, l’incendio è scoppiato per colpa di un automobilista inconsciente che ha gettato un mozzicone dal finestrino dell’auto. La siccità, il caldo e il forte vento di ieri, i cartelli stradali che indicano ovunque il rischio di incendio….Il tizio  meriterebbe di essere bruciato vivo e non merita nessun attenuante : 3 vigili del fuoco feriti,  i 600 ettari di pineta distrutti, le case evacuate…ecc…

Anche i tecnocrati del governo meriterebbero di essere bruciati vivi per avere deciso di toglierci i nostri mezzi aerei. I servizi pubblici sono ridotti all’osso. L’anno scorso, avevamo ancora tre canadair in permanenza a Bordeaux per fronteggiare questo tipo di situazione. Oggi, non ne abbiamo più. Risultato : dobbiamo aspettare i canadair basati a Marsiglia !  È vero ! i canadair a Bordeaux sono inutili, abbiamo solo  la foresta più estesa d’Europa ! Quando si tratta di salvare le banche, ci sono i soldi…invece quando si tratta di mantenere tre miseri canadair a Bordeaux….Sono disgustato.

Bacino di Arcachon : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ?

Wow ! Bordeaux e dintorni ha battuto tutti i record ! Lunedi 128 visite, martedi 142, mercoledi 170 ! Secondo la bacheca del mio blog, i post più letti sono una giornata al Cap Ferret (un post in tre parti), il bacino di Arcachon secondo Alex, gli uccelli del Cap Ferret. Le parole le più digitate su google per raggiungere Bordeaux e dintorni sono : ostriche, Arcachon, Cap Ferret…ecc…e c’è sopratutto la domanda seguente che torna sempre : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ? Per dire la verità, sono molto frustrato da questa situazione, voglio dire ricevere tutte queste visite e nemmeno un commento o una domanda diretta ! Comunque, prima di fare una pausa estiva, ho deciso di rispondere a questa angosciante domanda : dove mangiare le ostriche ad Arcachon….

Francamente, avete l’imbarazzo della scelta perché i porticcioli ostreicoli che costeggiano il bacino di Arcachon sono numerosi : Le Cap Ferret, Piraillan, Claouey, Lège, Arès, Andernos, Lanton, Audenge…però se siete proprio ad Arcachon dovete andare a Gujan-Mestras, il paese dai sette porti ostreicoli ! Non è difficile ! Se venite da Bordeaux, Gujan-Mestras è il paese prima di arrivare ad Arcachon. I porti ostreicoli di Gujan Mestras si estendono sul comune tra la ferrovia e il bacino di Arcachon, quei porti si chiamano : la Hume, Meyran, Gujan, Larros, du canal, la Barbotière, la Mole…però il più tipico è Larros. Gli altri non hanno nulla di speciale, a parte se volete comprare le ostriche per mangiarle a casa come faccio io. In questo caso, Meyran può essere un’ottima idea. Comunque, se volete mangiare le ostriche in una capanna tradizionale dove si mangia le ostriche “i piedi nell’acqua” andate a Larros !

Il porticcio ostreicolo di Larros. Non c’è troppa gente perché ho scattato queste fotografie in marzo. Adoro le ostriche però non le mangio  d’estate perché sono nel periodo di riproduzione e quindi sempre un po’ lattiginose. So bene che non è più troppo vero….che le ostriche, oggi, si mangiano tutto l’anno. Ma io, d’estate sono riluttante…

Tanti ricordi queste capanne ! Mi ricordo che mio padre mi portava in un villaggio di questo tipo per pescare con un retino  i granchi. Una varietà chiamata étrille che viene, da noi,  cucinata in zuppa…

Rassicuratevi non è il ristorante…solo una capanna tradizionale dove gli ostricultori lavorano le ostriche. Invece c’è una capanna dove vado spesso, aperta tutto l’anno, in cui potrete mangiare una dozzina d’ostriche n°3, bere un bicchiere di vino bianco, senza dimenticare il tradizionale paté che accompagna le ostriche per 15 euro a persona. Il ristorante si chiama : le Routioutiou…vendono anche le ostriche da asporto se volete. Se comprate una dozzina d’ostriche da un ostricultore per portare a casa, non dovete, secondo me, mai pagare più di 6 euro per una dozzina d’ostriche n°2.

Una bellissima giornata di marzo. Mi  ricordo che  dopo siamo andati ad Arcachon…e la gente faceva già il bagno !

Non per niente la diga si chiama : la jetée du Christ….

Un parco di ostriche…bassa marea

Dal porto di Larros…potete vedere la città di Arcachon

Queste imbarcazione in gergo si  chiamano “les plates” (le piatte), servono a raggiungere i parchi…

Se volete saperne di più sulla cultura delle ostriche, vi consiglio di leggere il post : una giornata al cap-ferret

Grazie a tutti quelli che seguono il blog ! Bordeaux e dintorni torna verso il 25 agosto !

Alex