Estuario mon amour

In mezzo alle acque, ecco cosa significa la parola Médoc. Fino al XVII secolo, la penisola del Médoc era un’immensa e infetta palude costituita da stagni, laghi, pozze e attraversata da innumerevoli fiumi chiamati Jalles o Estey quando sfociano nell’estuario. Una palude tanto estesa che gonfiando la  Maremma Toscana con la  Camargue avreste ottenuto appena una pozzanghera nei suoi confronti. Due volte ogni giorno, c’è l’alta marea e le acque dell’estuario salgono di sei metri e si immettevano allora negli estey e allagavano ogni tratto di terra. Il paradiso delle zanzare. Nel médoc,  gli abitanti morivano sempre di malaria, peste e altre febbri. Finalmente, nel 1628, davanti a questa situazione disperata, le autorità decisero di bonificare la palude affidando i lavori a ingegneri olandesi. Gli olandesi  pulirono gli estey, scavarono nuovi canali e sopratutto ebbero l’idea delle cataratte. Le vedrete ovunque nel Médoc. Sono cataratte che si aprono solo verso l’estuario. Quando c’è l’alta marea, le acque dell’estuario risalgono i canali e con la loro forza chiudono gli sportelli delle cataratte. Quando il fiume torna calmo, sono le acque dei canali che spingono le porte, le quali si aprono….

Porto di Saint-Yzans-de-Médoc :

La macchina frena, un vecchio ne esce come una palla di fucile e  corre verso le cataratte sotto il ponte. Poi sento il suo grido qualcosa che assomiglierebbe a stronzo in italiano. Mi precipito e mi sporgo sopra la ringhiera del ponte per vedere cosa succede sotto e capisco subito. Un battente della cataratta è aperto. Ma come è possibile ! c’è l’alta marea ! Scendo subito per aiutare il vecchio che sta tagliando una corda fissata alla parete del ponte, collegata alla catena della cataratta, e che impedisce la porta di chiudersi. Poi, tiriamo la catena e dopo dieci minuti di sforzo, riusciamo a muovere un po’ la porta. Adesso speriamo che la marea chiuderà ermeticamente la porta…Il vecchio mi spiega che sono i cacciatori di anatre che hanno aperto la porta per permettere all’acqua di invadere i loro stagni. E’ il mio stronzo di vicino che viene, oggi giorno, bloccare lo sportello si lamenta il vecchio. Quando penso che teoricamente prelievare un bicchiere d’acqua dalla Garonna è vietato e questo figlio di p…devia un fiume e nessuno dice niente e lei sa perché ? Perché lo stronzo è amico per la pelle con il sindaco ! ma quando la porta si sarà rotta, sono tutti gli abitanti del comune che dovranno pagare…e uno solo battente costa più di 70 000 euro ! Ogni giorno, devo venire a verificare che il battente non sia bloccato. Forse, vi sembra ridicolo…ma il canale passa davanti a casa mia…e se l’acqua salata dell’estuario straripi nel mio terreno e contamini il mio pozzo…perdo tutte le mie colture…Discutiamo così ancora un po’, poi continuo la mia passeggiata a Saint-Yzans-de-Médoc. Un pomeriggio ordinario lungo l’estuario della Gironda.

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5 thoughts on “Estuario mon amour

  1. Sei unico. Il tuo amore e la tua passione per la tua terra non sono da tutti. 99% delle persone vorrebbe vivere altrove. Il più lontano possibile. Mi piacerebbe sapere se un Patagoniano sognasse di trasferirsi nelle Isole Egadi o a vladivostok?

    • Grazie per l’apprezzamento Osman. Può essere anche un difetto perché a Bordeaux siamo particolarmente fieri della nostra regione (anche troppo per dire la verità). Si, anche a me piacerebbe sapere a cosa sognano i Patagoniani o gli abitanti di Vladivostok. Se vogliono lasciare commenti…

      A presto Osman !

      Alex

  2. Salut Francesca !
    C’est que le lobby de la chasse est très puissant ! Et puis il y a les problèmes bureaucratiques. Qui gère les eaux ? la commune, la région, le département, la préfecture…c’est le flou. Pour les actes de malveillance, le vieux a écrit à la gendarmerie fluviale, mais sa lettre est restée sans réponse.
    Contente d’être à la maison ? Tiens, je suis passé devant les cassolettes aujourd’hui !

    Bonsoir Francesca !

    Alex

  3. Pingback: Médoc: Estuario mon amour | Bordeaux e dintorni, stagione II

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