La chiesa della pietra parlante

Cari lettori, oggi siamo a sud di Bordeaux, nella regione dell’entre-deux-mers (tra la Garonna e la Dordogna). Difficile da immaginare, ma durante quasi tutto il medioevo la minuscola  cittadina di La Sauve majeure (letteralmente la grande foresta) in mezzo alle vigne rivaleggiò con la potente città di Bordeaux. Sotto gli occhi, avete l’abbazia di Notre-Dame-de-la-Sauve-Majeure. Esiste qualcosa di più romantico che passeggiare tra le rovine di un’abbazia in mezzo ad una campagna verdeggiante ? Be’, allora, se siete a Bordeaux non avete bisogno di andare fino in Inghilterra perché abbiamo un’abbazia che fa impallidire di gelosia tutte le abbazie di Salisbury, Glastonbury, Westminster…ecc…riunite. Un’abbazia dove le pietre vi racconteranno delle leggende, dei miti dimenticati che sembrano uscire da un racconto di Omero. Non è solo un’abbazia, ma un mondo popolato da animali favolosi : aspidi, basilischi, saggittari, leoni alati, sirene, acrobati tiratori di barba, grifoni, giganti…

L’abbazia è stata fondata da un certo San Gerardo nell’ottobre 1079 . Il povero soffriva di emicrania e passava la sua vita in pellegrinaggio nella speranza che San Michele sul Monte Gargano, San Benedetto a Montecassino e altri ancora, lo liberassero dai suoi mali. Ma chi ha già incontrato un santo con una scatola di paracetamolo ? Poi, attraversando la grande foresta (la sauve majeure) in direzione di Compostela : il miracolo ! Il tizio si sente improvvisamente guarito. Ovviamente, il fatto che la regione sia ricca, che la zona sia l’ultima sosta prima di avventurarsi nelle paludi delle Landes, che si possa attraversare la Garonna solo a La Sauve…non c’entrano con questa guarigione miracolosa !  Anche al ritorno i pellegrini venivano tassati  recavano doni e lasciti come testimonianza della loro gratitudine. Che meraviglia ! Nel XII secolo, l’abbazia è alla testa di 70 priorati dislocati dall’Inghilterra all’Aragona ! Poi, l’avvenire della Sauve viene compromesso dagli sconvolgimenti legati alla guerra dei cent’anni (come tutto in Aquitania) e cominciò allora  un lungo declino. Nel 1660, il monastero si trova in stato di abbandono, i mauristi ne ripristinano la vocazione monastica. Poveri mauristi, questa congregazione benedettina sarà sciolta durante la rivoluzione francese. Dopo la rivoluzione, gli edifici vengono usati come cava di pietra e la chiesa diventa una rovina. La baracca è classificata come monumento storico nel 1840 e acquisita dallo Stato francese nel 1960. Nel 1998, l’abbazia è iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco.

La chiesa abbaziale è composta di una navata a cinque campate affiancata da navate laterali, da un transetto che si apre sul coro e da capelle laterali. Come potete vedere rimangono pochi elementi del portale della chiesa. Nella prima campata ci sono un pozzo e una nicchia che costituiscono un enigmatico impianto liturgico. Nel XVII secolo vengono costruiti due grandi blocchi inmuratura, la cui forma designa una specie di tamburo d’entrata ovale per accogliere una tribuna d’organo. Sei medaglioni di consacrazione rappresentano gli apostoli ; poverini sono incassati nel muro da quasi mille anni.

La navata laterale sud. Le volte a  crociera ogivale della seconda e terza campata, in stile gotico, risalgono al XIII secolo, come la torre campanaria a pianta ottogonale con le sue bifore al secondo piano. La quinta campata, sempre in stile gotico, risale al XII secolo…

Ouroboros. Questi due aspidi intrecciati che si mordono la loro propria coda simboleggerebbero la continuità del male, la sua autofecondazione…

L’abside. Inizio del XII secolo. Sicuramente la parte più completa e più antica di tutta la chiesa. Possiamo ancora vedere il coro e le cappelle vicine a sinistra e a destra che hanno conservato le loro volte a botte a tutto sesto. Il coro è illuminato da tre grandi vetrate e sovrastato  da una volta a semicatino (in francese diciamo : “une voûte en cul-de-four), il coro ospitava la tomba del santo fondatore in bronzo cesellato insieme ad altre reliquie. Vi ricordate del santo fondatore ? il famoso San Gerardo, il tizio che soffriva di emicrania…Sono sui capitelli dell’abside che potete ammirare le rappresentazioni bibliche che si affiancano ai mostri del lontano oriente. A destra il bene, a sinistra il male…

Le sirene-uccelli con dei centauri…se un giorno venite a visitare l’abbazia potrete anche scoprire un capitello con  Ulisse !

Uno dei sei medaglioni di consacrazione che rappresentano gli apostoli. Qui, credo che sia San Pietro. Questi medaglioni di consacrazione sono sempre posti all’interno della chiesa in occasione della cerimonia che precede la sua apertura….

tre teste di vecchi su una riga di acanto

Ci sono anche numerosi capitelli decorati con elementi del mondo vegetale (acanto, felce, pino), rappresentano la vita e la resurrezione. Avete riconosciuto la pianta ? ovviamente, la vigna ! siamo a Bordeaux !

Qui, il capitello racconta la storia di Sansone e Dalila….

Daniele nella fossa dei leoni…

E questi due disgraziati ? Adamo e Eva cacciati dal paradiso.

Acrobata giocando con due leoni

Il bestiario romanico : basilischi, aspidi, saggittari, grifoni…ecc…illustrano i diversi aspetti del male

Due sirene tenendo nelle mani dei fiori simboleggiano la tentazione…

due leoni bicorpori

Questo tizio è Giacomo il maggiore…non dimenticate che in Gironda siamo sulla strada verso Santiago di Compostela….i cammini di Compostela sono ovunque !

Il sacrificio di Abramo.

La sala capitolare nella quale si riunivano i monaci sotto l’autorità dell’abate, per ascoltare la lettura di un capitolo della regola. In questa sala si discuteva e si prendevano  le decisioni importanti per migliorare i profitti, sfruttare i contadini del  paese…ecc…All’occasione, la sala era utilizzata per confessare i peccati, ma solo all’occasione…Dove ho  scattato la foto c’era lo scriptorium, ma ne rimane quasi niente.

Il refettorio, luogo di comunione tra i monaci, oggi appare solo il muro con le vetrate gottiche del XIII secolo. A destra, c’era il chiostro, punto di confine tra i monaci e i laici ; il chiostro era delimitato da quattro galerie coperte intorno ad un giardino. Purtroppo, ne rimane solo la pianta…

All’esterno dell’abside corre un corniccio a modiglioni scolpiti (i modiglione è un supporto posizionato sotto un corniccio). Purtroppo, molti di questi modiglioni sono stati “derubati” e sono esposti al museo dei chiostri di New York.

Vedete, anche noi abbiamo la siccità….

In cima al campanile, la vista mozzafiato su tutta la regione dell’entre-deux-mers. Il problema sono i 157 gradini per raggiungere la cima ! Non siamo in Italia, non c’è l’infermiere che ti aspetta all’arrivo con il bicchierino di grappa !

A Bordeaux non c’è solo il Médoc e l’oceano, non mancate l’entre-deux-mers !

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5 thoughts on “La chiesa della pietra parlante

  1. Sembra che i rivoluzionari abbiano sciolto non soltanto la congregazione ma anche la chiesa. Accidenti, non potevano limitarsi ad ammazzare i preti? Le chiese sono opere d’arte, vanno rispettate e al massimo riciclate come biblioteche o sale per concerti. Alla prossima rivoluzione dovrà partecipare solo chi ha una laurea in storia dell’arte
    Ciao Alex, a presto

    dragor (journal intime)

  2. Dipende. Per esempio, il Sacré Coeur a Parigi dovrebbe essere raso al suolo, il monumento è un’offesa a tutta la povera gente massacrata dal governo Thiers durante la commune. Per quanto riguarda l’abbazia della Sauve, i rivoluzionari, dopo 600 anni di schiavitù, hanno prelevato qualche pietra per costruirsi delle case. Non c’è niente di male !

    A presto Dragor !

    Alex

  3. Adoro le chiese di Francia, le grandi cattedrali goticofiammeggianti come le straordinarie abbazie. Questa mi ricorda molto Jumièges, situata lungo il corso della Senna tra Rouen e Honfleur.

  4. Caro Pim, sempre sulle tracce di Umberto Eco 🙂 Non solo sei andato a Jumièges ma sono quasi sicuro che hai fatto il pellegrinaggio a Provins 🙂

    Alex

  5. Pingback: Il calvario di Toulouse-Lautrec in mezzo ai più belli vigneti del mondo. | Bordeaux e dintorni, stagione II

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