Bordeaux: Vivere Felice come un expat italiano a Bordeaux grazie all’associazione Ital’ici – l’Italia QUI a Bordeaux.

Oggi, cari lettori e lettrici di Bordeaux, lascio con piacere il mio piccolo spazio a Maria Francesca e alla mia amica Annalisa che vi presentano l’Associazione Ital’ici – l’Italia QUI a Bordeaux. Se volete saperne di più, vi invito a cliccare il link verso la pagine Facebook dell’Asociazione e quello verso il loro sito internet.

ital'ici

L’Associazione Ital’ici, l’Italia QUI a Bordeaux nasce dal bisogno e dalla voglia di condivisione di un gruppo di italiani e di francesi uniti dalla stessa passione per l’Italia e per la Francia; chi d’adozione chi di nascita tutti bordolesi.

Nel dicembre 2014, lo Stato Italiano ha deciso di chiudere, per dei motivi economici, il COM.IT.ES degli Italiani a Bordeaux. La comunità italiana sempre più presente nella città e nei suoi dintorni si è trovata così sprovvista di un punto di riferimento, di un’entità in grado di renderla viva. È questo che ha convinto Simonetta e Maria Francesca, presidente e vice-presidente dell’associazione, a compiere il grande passo e grazie all’arrivo di Luc nel gennaio 2015 Ital’ici ha cominciato a prendere forma.

L’entusiasmo è stato così contagioso che presto dei nuovi membri sono entrati a far parte del trio e con l’arrivo di Annalisa, Françoise e Daniel il gruppo si è ufficialmente formato e l’Associazione si è messa all’opera debuttando con i primi incontri nel mese di marzo.

La proposta di attività e di servizi organizzati dall’Associazione è varia e sfrutta le competenze di ognuno sempre con l’obiettivo di creare occasioni di scambio e d’integrazione fra le due culture, quella italiana e quella francese, proponendo animazioni basate sulla passione e la cultura dei patrimoni rispettivi: serate a tema, incontri mensili, corsi di lingua, organizzazione di tour in città, …

Il sostegno burocratico per gli italiani arrivati recentemente a Bordeaux è un altro aspetto in cui l’Associazione crede e investe molto tempo proponendo un servizio di accoglienza sul posto, oltre che via e-mail, mettendo a disposizione dei nuovi arrivati un welcome kit con i primi passi per la vita da expat e proponendo un’assistenza personalizzata nel caso di problemi specifici.

Il sostegno e la partecipazione volontaria dei membri sono alla base delle diverse attività e permettono di rendere vivo questo progetto, ma anche il contributo e l’appoggio del Comune di Bordeaux, sempre molto attento alle realtà associative, sta giocando un ruolo fondamentale permettendo a una piccola realtà come la nostra di usufruire gratuitamente o a prezzi agevolati di spazi in cui riunirsi, connessione WiFi, di incontri di formazione, assistenza nella comunicazione, ecc.

L’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa nei suoi primi mesi di vita è promettente. La partecipazione della comunità francese è numerosa, mentre quella italiana si sta rivelando un po’ più timida, ma siamo fiduciosi che con l’andare del tempo e la proposta di diverse attività la percentuale di membri di entrambe le nazionalità possa equilibrarsi.

Pensiamo che le basi per cercare di creare qualcosa di grande ci siano e l’entusiasmo non manca. Vedremo con il tempo dove ci porterà questo bel progetto!

Maria Francesca e Annalisa, Ital’ici – L’Italia QUI a Bordeaux

https://www.facebook.com/ITALici

http://www.ital-ici.net

info@ital-ici.net

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8 thoughts on “Bordeaux: Vivere Felice come un expat italiano a Bordeaux grazie all’associazione Ital’ici – l’Italia QUI a Bordeaux.

  1. Una volta gli italiani avevano la “Dante Alighieri” che promuoveva la cultura e dava lezioni di italiano. Hanno tagliato i fondi anche a questa istituzione?
    Ciao Alex.

    dragor (journal intime)

    • Qualche anno fa, sono andato ad assistere a qualche conferenza alla Dante e ti posso dire che non sono i fondi italiani che fanno girare la baracca, ma piuttosto l’entusiasmo dei membri….

      Una volta – e l’Italia era meno ricca di quella di oggi – c’era anche un consolato italiano a Bordeaux per i rari italiani che visitavano o che abitavano la città ed i figli di italiani avevano diritto anche a un regalo per Natale o per la Befana. E’ triste a dire, ma all’Italia non interessa di promuovere la sua lingua e la sua cultura all’estero…

      Alex

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