Bacino di Arcachon : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ?

Wow ! Bordeaux e dintorni ha battuto tutti i record ! Lunedi 128 visite, martedi 142, mercoledi 170 ! Secondo la bacheca del mio blog, i post più letti sono una giornata al Cap Ferret (un post in tre parti), il bacino di Arcachon secondo Alex, gli uccelli del Cap Ferret. Le parole le più digitate su google per raggiungere Bordeaux e dintorni sono : ostriche, Arcachon, Cap Ferret…ecc…e c’è sopratutto la domanda seguente che torna sempre : dove mangiare le ostriche ad Arcachon ? Per dire la verità, sono molto frustrato da questa situazione, voglio dire ricevere tutte queste visite e nemmeno un commento o una domanda diretta ! Comunque, prima di fare una pausa estiva, ho deciso di rispondere a questa angosciante domanda : dove mangiare le ostriche ad Arcachon….

Francamente, avete l’imbarazzo della scelta perché i porticcioli ostreicoli che costeggiano il bacino di Arcachon sono numerosi : Le Cap Ferret, Piraillan, Claouey, Lège, Arès, Andernos, Lanton, Audenge…però se siete proprio ad Arcachon dovete andare a Gujan-Mestras, il paese dai sette porti ostreicoli ! Non è difficile ! Se venite da Bordeaux, Gujan-Mestras è il paese prima di arrivare ad Arcachon. I porti ostreicoli di Gujan Mestras si estendono sul comune tra la ferrovia e il bacino di Arcachon, quei porti si chiamano : la Hume, Meyran, Gujan, Larros, du canal, la Barbotière, la Mole…però il più tipico è Larros. Gli altri non hanno nulla di speciale, a parte se volete comprare le ostriche per mangiarle a casa come faccio io. In questo caso, Meyran può essere un’ottima idea. Comunque, se volete mangiare le ostriche in una capanna tradizionale dove si mangia le ostriche “i piedi nell’acqua” andate a Larros !

Il porticcio ostreicolo di Larros. Non c’è troppa gente perché ho scattato queste fotografie in marzo. Adoro le ostriche però non le mangio  d’estate perché sono nel periodo di riproduzione e quindi sempre un po’ lattiginose. So bene che non è più troppo vero….che le ostriche, oggi, si mangiano tutto l’anno. Ma io, d’estate sono riluttante…

Tanti ricordi queste capanne ! Mi ricordo che mio padre mi portava in un villaggio di questo tipo per pescare con un retino  i granchi. Una varietà chiamata étrille che viene, da noi,  cucinata in zuppa…

Rassicuratevi non è il ristorante…solo una capanna tradizionale dove gli ostricultori lavorano le ostriche. Invece c’è una capanna dove vado spesso, aperta tutto l’anno, in cui potrete mangiare una dozzina d’ostriche n°3, bere un bicchiere di vino bianco, senza dimenticare il tradizionale paté che accompagna le ostriche per 15 euro a persona. Il ristorante si chiama : le Routioutiou…vendono anche le ostriche da asporto se volete. Se comprate una dozzina d’ostriche da un ostricultore per portare a casa, non dovete, secondo me, mai pagare più di 6 euro per una dozzina d’ostriche n°2.

Una bellissima giornata di marzo. Mi  ricordo che  dopo siamo andati ad Arcachon…e la gente faceva già il bagno !

Non per niente la diga si chiama : la jetée du Christ….

Un parco di ostriche…bassa marea

Dal porto di Larros…potete vedere la città di Arcachon

Queste imbarcazione in gergo si  chiamano “les plates” (le piatte), servono a raggiungere i parchi…

Se volete saperne di più sulla cultura delle ostriche, vi consiglio di leggere il post : una giornata al cap-ferret

Grazie a tutti quelli che seguono il blog ! Bordeaux e dintorni torna verso il 25 agosto !

Alex

Gli uccelli del Cap Ferret

Siamo a Piraillan, un paese adagiato lungo il bacino di Arcachon, poco prima di arrivare al Cap Ferret. il nome Piraillan non sarà sconosciuto ai lettori di questo blog perché è il paese dove compro le mie ostriche. Però, oggi, voglio farvi conoscere un piccolo paradiso naturalistico che è stato restituito all’ambiente qualche anno fa.

Il sito si chiama i serbatoi di Piraillan. Di solito, i turisti hanno fretta di raggiungere le spiagge del Cap Ferret e non si fermano mai per visitare i serbatoi. Peggio per loro, mancano qualcosa !

Io sono cresciuto sotto i pini marittimi delle lande di Guascogna, conosco bene la musica  che fanno gli aghi dei pini quando il vento soffia, l’odore della resina, le pozze d’acqua, in maggio,  incipriate d’oro dal  polline dei pini….Il cammino che serpeggia tra i pini e le ginestre ci porta alla vetta della duna…si, si…è una duna boschiva….D’altronde, l’altra, la famosa, la duna del Pilat è di fronte (un po’ a destra) sull’altra sponda del bacino di Arcachon…forse la vedremo dalla vetta….ma per il momento, torniamo indietro per scoprire i serbatoi….

I serbatoi. Tutti questi fiumi, stagni, laghetti al piede della duna non sono naturali, sono stati adattati da Leon Lesca alla fine dell’ottocento per la piscicoltura. Questo Leon Lesca è una figura mitica del Cap Ferret, l’abbiamo già incontrato quando siamo andati al Cap-Ferret. Vi ricordate adesso ?  E’ il tizio che ha sviluppato addirittura il Cap-Ferret quando non c’era ancora il turismo di massa.

Il sito ha una superficie di 40 ettari fra cui 6 ettari per i serbatoi (tre isolotti si trovano nel mezzo dei serbatoi). Forse, vi chiedete perché ho scritto che i serbatoi sono stati restituiti all’ambiente ? indovinate cosa c’era prima su questo sito ?

Il campeggio comunale di Piraillan ! Mia madre ci andava quando era piccola !

Il sito è stato classificato nel 1943 ma lo Stato affitava la riserva al comune che sfruttava il famoso campeggio. Poveri uccelli hanno dovuto sopportare Luis Mariano,  Johnny Hallyday, il disco, gli anni ’80, l’elezione di miss camping…ma francamente, quando è arrivato la Techno e la House music, gli uccelli  hanno fatto le valigie e non volevano più tornare.

Fra le 80 specie diverse di uccelli che vivono qui e i campeggiatori,  la scelta non è stata difficile : il campeggio è stato sgomberato…..

Nel 1995, i serbatoi sono stati venduti al conservatorio dello spazio litorale e delle rive lacustri che ne assura la gestione con il dipartimento.

Oggi, i serbatoi sono il paradiso degli ornitologi amatori che vengono per osservare gli uccelli selvatici. Di fronte vedete la garzaia degli aironi, fanno un chiasso terrificante….

Anch’io mi sono scoperto una passione per gli uccelli, ho comprato il costume, il binoccolo….mi sono anche iscritto ad un corso d’estate  all’università per riconoscere i canti degli uccelli. Per il momento, non faccio ancora la differenza tra una gallina e un usignuolo….

E poi, gli uccelli hanno nomi divertenti in francese : la grive musicienne (il tordo bottaccio), la sittelle torchepot (il picchio muratore), le bruant zizi (lo zigolo nero), L’Hypolaïs polyglotte (il canapino)…ecc…

In vetta alla duna. Se cliccate la foto, vedrete il bacino di Arcachon e la città di Arcachon. Purtroppo, la duna del Pilat non si vede nella foto (è più a destra). Però, se guardate la foto di testata di questo blog… Alle mie spalle, c’è l’oceano. Devo camminare ancora un’ora attraverso la pineta per raggiungere la spiaggia del Grand Crohot….ma è un’altra storia.

Il bacino di Arcachon secondo Alex

Secondo le statistiche di questo blog, il post che suscita il più grande interesse è il pomeriggio che ho trascorso al Cap-Ferret. Ascoltando solo il mio coraggio ho preso di nuovo il mio bastone da pellegrino per farvi scoprire un altro posto  sul bacino di Arcachon….sto scherzando….come tutti i bordolesi, appena c’è un raggio di sole, vado sul bacino di Arcachon…aria iodata e ostriche sono i segreti della salute…..Oggi, vorrei farvi scoprire un luogo davvero particolare tra  il comune di Arès e il comune di Andernos : i Quinconces  Saint-Brice. Se siete interessati, ho inserito anche  una mappa alla fine del post !

Il sito appartiene al conservatorio del litorale però non significa che non sia minacciato perché l’immensa foresta del Coulin a ridosso  fa salivare gli speculatori….meno male che gli abitanti di Arès e quelli di Andernos siano saldamente opposti a tutti progetti immobiliari vicino a Saint-Brice. Basta con le lotizzazioni ! oggi, la foresta è una pineta ma una volta la foresta era formata da querce  tipo melojo, ne troverete ancora alcuni esemplari sparsi nella pineta, una specie in via di estinzione in Francia…Avete visto questa bellissima spiaggia ? una delle più belle di Arcachon….hanno anche previsto un sentiero in legno per i disabili cosi possono raggiungere la spiaggia di Saint-Brice….

D’accordo, d’accordo….so cosa pensate : dov’è il mare ? bè, non è il mare mediterraneo ! dovete aspettare la marea (due volte al giorno). Se avete la casa qui e se volete fare il bagno, vi consiglio di avere sempre gli orari delle maree in tasca….c’è l’alta marea solo qualche ora al giorno. Fa 25° da due settimane, non è piovuto da novembre, la gente è andata ad Arcachon….il posto è più vicino all’oceano, c’è sempre il mare ad Arcachon….Comunque non siamo venuti qui per il bagno ! Questi terreni scoperti a bassa marea si chiamano in guascone : crassats….un paradiso per i pescatori a piedi….

Continuiamo la passeggiata. Dietro la spiaggia di Saint-Brice uno stagno scavato dagli uomini….gli stagni sono tipici di Arcachon, li troverete ovunque, una volta,  svolgevano una funzione di riserve di pesca per la città di Bordeaux….il sentiero che collega il comune di Arès a quello di Andernos è un antico cammino di Compostela ! La via di Soulac. Avevo ragione di parlare di bastone da pellegrino. Ma quanti sono questi sentieri ? siamo andati a Lacanau, un sentiero di Compostela ; a Margaux, un altro sentiero di Compostela ! Francamente, vedo i cartelli con le cappesante ovunque ! Forse, perché ho fatto il pellegrinaggio fino a Roncisvalle l’anno scorso. Comunque, non ci credo ! impossibile, due secoli fa, raggiungere Arès da Soulac senza morire di malaria….il sentiero che stiamo seguendo attraversava un’infetta palude….

L’estey che sfocia nel bacino di Arcachon si chiama il Cirès, a monte il fiume si chiama la meule (il molino)….perché c’erano molini lungo il fiume….

A destra, vedete la pineta che abbiamo attraversato, la spiaggia forma una baia chiamata la conche de “Saint-Brice”….

I prati salati. Sul bacino di Arcachon ci sono i più grandi prati salati d’Europa….durante l’alta marea costituiscono una dispensa per i pesci….durante la bassa marea, i pesci intrappolati sono mangiati dalla quarantina di specie d’uccelli marini che vivono qui…ci sono il chevalier gambette, l’huitrier-pie, le chevalier à pattes jaunes….ecc…in italiano gli uccelli hanno nomi un po’ più banali : pettegola, beccacia di mare, totano…ecc…

I vecchi serbatoi per la pesca scavati nell’ottocento…..un sistema di pesca abbastanza semplice : ad alta marea l’acqua entrava  nei serbatoi….i pescatori, allora, chiudevano i bacini con delle chiuse….a bassa marea, aprivano le chiuse per svuotare l’acqua e  ricuperare i pesci : spigole, orate…ecc….ma soprattuto le anguille….

L’inferno è lastricato di buone intenzioni  però  il cammino del pellegrino di Compostela è lastricato di conchiglie di ostriche….Veramente tipici di Arcachon questi cammini di conchiglie di ostriche….i nostri avi avevano già inventato il riciclaggio….

Il cammino serpeggia tra La spiaggia del Coulin, la foresta, i serbatoi….per finalmente raggiungere il porto di Andernos. Il sentiero è fiancheggiato da tamerici che ospitano un piccolo uccello migratore che sverna in Africa : Il pettazzurro….sembra che l’amico africano sia già di ritorno….è endemico questo uccello qui, ma per me, il pettazzuro è come il merlo bianco : non l’ho mai visto….ne ho scorto uno solo a Lacanau e ancora non ne sono certo….Mi fa un po’ arrabbiare questa storia perché tutti mi dicono che i pettazzuri pullulano….

Il porto di Andernos e il villaggio ostreicolo sono abbastanza recenti ;  sono stati creati negli anni 60. Prima, c’erano i “quinconces” cioè i serbatoi (le vasche)  per la piscicoltura….

Il villaggio ostreicolo. Non sono capanne tradizionali in legno come abbiamo visto al Cap-Ferret. Qui, tutte le capanne sono state costruite sullo stesso modello….ma hanno comunque un certo fascino….

La via principale….un po’ scassata….hanno messo qualche sacco per ostriche a terra per colmare i bucchi….

Un vivaio….dove le ostriche si ripuliscono dalla sabbia del mare e si depurano….

Devo confessare che lo scopo di questa passeggiata era di comprare delle ostriche direttamente da un parqueur (ostricultore). Bussiamo alla porta della capanna, siamo accolti  da una coppia di anziani….sono pensionati ma vengono dare una mano al figlio. In realtà,  non vai mai in pensione in questo mestiere, è un lavoro di contadino che si fa in famiglia. Il lavoro che stanno facendo si chiama désatroquage. Un lavoro che sporca mi dice la signora….possiamo comprare qualche ostrica ? chiedo. Certo, cosa volete ? due dozzine numero due. Aspettate 5 minuti, il tempo di cambiarci. Ma, non signora ! non vogliamo disturbarvi….vedo che lei ha delle ostriche già pronte. Non lei insiste, le prenderete nel vivaio,  più fresche di cosi non si può….Usciamo per aspettare la coppia, il tempo che si tolgono i guanti, i grembiuli, che si lavano le mani….il marito mi lascia anche  ripescare le ostriche. Poi, ci mettiamo a chiacchierare….ci raccontano l’ondata di freddo quando tutta la famiglia ha dovuto lavorare nella capanna  senza riscaldamento, come hanno portato i nipoti al parco la vigilia, le rondini che nidificano sopra il vivaio e che non sono ancora tornate dall’Africa….al momento di partire la signora mi sussura : ho messo quindici ostriche per una dozzina….lo sapevo già che avrebbero fatto una cosa del genere ma sono confuso da tanta gentilezza….

Il prezzo della dozzina di ostriche a Andernos ! (più alto è il numero, più piccola è l’ostrica). Non è il bacino di Arcachon dei VIP ma spero che  la passeggiata vi sia piaciuta !

Una giornata al Cap-Ferret : terza parte

Adesso, ci dirigiamo a piedi verso il villaggio ostreicolo. Io ho la passione per le ostriche, appena ho un po’ di tempo, vado sul bacino di Arcachon per le mangiare. Non c’è niente di meglio : un raggio di sole,  una capanna colorata in riva al mare, una dozzina d’ostriche, una bottiglia di vino bianco, un po’ di paté….si mangiano cosi da noi….alla buona. Poi, prima di partire ne compro all’ostricultore qualque dozzina che ho scelto nel vivaio…Un lusso le ostriche ? mangiare sul posto una dozzina di ostriche,  meno di 10 euro. Comprarne direttamente dall’ostricultore per portare a casa, contate  tra 4 e 5 euro la dozzina….

Qui, le ostriche hanno trovato il luogo ideale per nascere, vivere e riprodursi. Già nel IV secolo, i romani importavano la varietà locale, un’ostrica piatta chiamata “gravette“, oggi, la gravette si trova solo allo stato selvaggio.  Nel 1868, una nave con un carico di ostriche portoghesi incontra una tempesta nel golfo di Guascogna. La nave trova riparo nell’estuario della Gironda. Il ritardo costringe il capitano a buttare fuori bordo le ostriche concave portoghesi ormai avariate ; in qualche anno le ostriche superstiti colonizzano tutto il litorale. Nel 1970, una malattia decima le ostriche portoghesi….da allora, sono state introdotte le ostriche giapponese….

Siete come me, avete la più bella erre moscia di Francia oppure rotolate la erre….in ogni caso, ricordatevi che le ostriche non si consumano i mesi senza la erre : maggio, giugno, luglio, agosto. Non fate brutta figura da turista. D’estate,  le ostriche sono lattiginose perché sono nel periodo di riproduzione, solo i turisti le mangiano….

A proposito di riproduzione, l’ostrica è ermafrodita, a due anni di età, le ostriche possono diventare indifferentemente maschio o femmina, dipende dalla salinità dell’acqua ma sopratutto della temperatura dell’acqua…

Anche le parole del guascone marittimo hanno un sapore particolare. Qui non si dice ostricultore ma parqueur, la capanna tradizionale che vedete sopra si chiama : chai…vedremo altre parole… indicherò in rosso le parole tipiche della zona…

Una capanna (chai) dove potete comprare le ostriche…la capanna  è un luogo di lavoro….

Cliccando la foto vedrete le  tegole trattate con calce e  i sacchi di plastica….In estate, le ostriche espellono miliardi di uova che diventano larve. Le larve si mettono a vagare nelle correnti aiutandosi con piccole ciglia. Poi, le larve sono spinte dal loro peso verso il fondo del bacino. A questo punto, possiamo dire che le larve cambiano di vita, smettono di vagabondare e cercano un riparo attancadosi al primo appiglio trovato….Allora, per  l’ostricultore comincia un lavoro delicatissimo : sistemare i collettori (le tegole). E l’operazione più delicata. I collettori messi troppo in anticipo si sporcano e le larve non si attaccano….Una volta, attaccata alla tegola, l’ostrica comincia a crescere….le tegole chiuse in gabbie di legno riposano dove i pali (pignots) delimitano i parchi….

Dopo 8 mesi di vita le ostriche sono staccate una per una dei collettori. L’operazione si chiama : détroquage. Poi, le ostriche sono divise per grandezza e vengono chiuse in sacchi di plastica (poches) trasportate in parchi e fissate in acqua su tavole di metallo. I sacchi vengono rivoltati a mano a ogni marea perché le ostrice prendono una buona forma. I sacchi vanno contiuamente portati a terra, aperti, svuotati, riempiti, le ostriche sono di nuovo separate l’una dall’altro. L’operazione si chiama désatroquage. E cosi per 3 anni, poi alla fine le ostriche sono immerse nei claires ( bacini dove le ostriche si ripuliscono dalla sabbia del mare e si depurano….

Una capanna dove si mangia le ostriche i piedi nell’acqua….

Il bacino (une claire). Scegliete le vostre ostriche….

I sacchi di plastica chiamati : poches…

La nave tradizionale del bacino di Arcachon si chiama : pinasse. Le altre imbarcazioni  per raggiungere i parchi si chiamano : plates

Cliccando la foto, vedrete i paletti (pignots) che delimitano i parchi….

una montagna di ostriche….

Le ostriche che ho comprato ! ….adesso, aspetto il prossimo raggio di sole….

Una giornata al Cap-Ferret : seconda parte

Vi è piaciuta la gita al faro ?  Mentre camminiamo verso un altro post da vedere, vorrei raccontarvi un aneddoto : i miei nonni avevano una amica che possedeva un bar sui moli di Bordeaux. Per parlare schietto un casino. Dopo la guerra, gli americani hanno costruito basi e sono rimasti li. Mio nonno ha avuto l’idea di lanciarsi nel commercio dei flipper, forniva flipper, juke-box…ecc…ai bar. insomma, mio nonno forniva agli americani  i giochi e l’amica : le puttane. I dollari hanno comminciato a piovere dal cielo. L’amica dei miei nonni, prima che sia di moda,  si è messa a comprare terreni al Ferret, voleva associare i miei nonni, ma loro non erano interessati. risultato : la donna è diventata milionaria e noi  siamo rimasti “poveri”….ma, basta con la nostalgia ! siamo arrivati !

Siamo sul molo, di fronte c’è la città di Arcachon ! quello che voglio farvi scoprire si trova alle mie spalle…Pazienza…prima c’è un’altra storia… Nel 1863, Leon Lesca insieme al fratello acquistarono, per un boccone di pane, un vasto terreno al Cap-Ferret in riva al Bacino di Arcachon. Leon Lesca era imprenditore di lavori pubblici e lui che ha realizzato il porto di Algeri. Appena tornato dall’Algeria,  Leon Lesca  si fa costruire un insieme favoloso tra cui la “villa algerina”

La villa algerina  all’inizio del XX secolo. Leon Lesca sviluppa la sua proprietà in tutti i sensi facendo opera di pioniere. L’uomo aveva davvero uno spirito innovativo !  Lesca si mette a creare vivai di pesci ; sfrutta la foresta e i parchi di ostriche in mezzo al bacino, pianta un vigneto, fa costruire alloggi di servizio per il personale, ma anche : una scuola, un molo, una canonica, una cappella….Di questa proprietà, oggi purtroppo,  sussiste  solo la Cappella Sainte-Marie du Cap.

La cappella Sainte-Marie du Cap. Come molti francesi non mi piacciono le religioni invece mi piace il sincretismo architetturale di questa cappella. Un appello alla tolleranza. Ogni volta che la vedo penso alla preghiera a Dio  di Voltaire.

La chiesa è stata costruita nel 1885, è un edificio in stile neo-moresco destinato al culto cattolico. Sul campanile coesistono la luna crescente, simbolo dell’Islam, e la croce cristiana…notate anche le iscrizioni : gloria a Dio in latino ; benvenuto a te in arabo…la policromia, le piastrelle in ceramica  a motivi geometrici e  floreali, l’uso dell’arco a ferro di cavallo…ecc…traducono le influenze culturali di Lesca. Per molto tempo, la cappella è stata il solo luogo di culto della zona. La gente veniva in barca da Arcachon ! Incredibile.

La giornata  continua : non mancate la terza parte !


Una giornata al Cap-Ferret : prima parte

La giornata si annuncia splendida. Ho un’idea, andiamo fino al Cap-Ferret ! Non ti piacerebbe passare qualque ora all’oceano, camminare sul molo,  mangiare una dozzina di ostriche  accompagnate da una bottiglia di vino bianco, in un villaggio ostreicolo  ?  Dai ! non possiamo stare in casa una domenica pomeriggio ! ….Impossibile, lei risponde,  abbiamo mio fratello a pranzo…va bene, portiamolo con noi al Cap-Ferret….ma,  non gli piace le ostriche, lei insiste…allora, mi fermerò al primo mc donald’s che incontreremo sulla strada…mentre mangeremo le ostriche i piedi nell’acqua, lui mangerà un big mac i piedi nell’acqua….Non possiamo fare cosi,  lei risponde…Perché no ? il menù Macdo mi costerà più delle ostriche….va bene, hai vinto, tuo fratello non mi rovinerà la giornata. Ci fermeremo in un ristorante e comprero’ le ostriche sulla strada del ritorno…

Dopo pranzo…Io sono un gran lettore di Stevenson. Mi sono sempre piacute le storie di pirati e di  corsari, d’isole lontane ; le storie di “naufrageurs” : quelli che provocavano naufragi,  accendendo fuochi sulle spiagge per  ingannare i marinai e impadronirsi delle merci. Mi ricordo ancora  il primo libro che ho letto, un libro di Robert Merle intitolato l’isola, la storia degli ammutinati del bounty e la loro permanenza sull’isola di Pitcairn…Andiamo al faro ! ho detto,  non ci sono andato da anni e il panorama è veramente mozzafiato…spero  piacerà anche ai lettori di questo blog !

Il faro è stato distrutto dai tedeschi nel 1944, poi ricostruito nel 1949… Ci sono 258 gradini ! All’ingresso del giardino, a  destra,  c’è ancora un bunker, vecchio ricordo del muro dell’atlantico…una volta, i fari emanavano un certo fascino : tempeste, vita difficile dei guardiani, naufragi…ecc…oggi un po’ meno perché i fari sono tutti automatici…. e le imbarcazioni hanno tutti gli strumenti di navigazione informatizzati

Dentro, il faro, su una parete, un mosaico rappresenta la mappa della zona. Potete vedere la penisola del Cap-Ferret tra l’oceano e  il bacino di Arcachon. La penisola è lunga una ventina di km….

 La lampada allogena, portata luminosa 27 migli nautici circa 50 km…

Non dimenticate di cliccare l’immagine ! Sud. Vediamo la punta del Cap-Ferret. Di fronte, il mucchio di sabbia è  la dune du pilat. A sinistra il bacino di Arcachon, vediamo anche, a destra,  il canale lungo 3 km che collega il bacino di Arcachon all’oceano. Al centro del canal, c’è un banco di sabbia, il banc d’Arguin, una riserva naturale che ospita colonie di sterna. La laguna che vedete ai nostri piedi si chiama la conche du Mimbeau, la sottile  duna di sabbia è la più bella spiaggia del Cap-Ferret, accessibile solo a alta marea….

Ovest. L’oceano. Qui, la forza delle correnti è enorme,  le pinete servono a fissare la penisola. Comunque, avete visto a Sud la dune du Pilat… In realtà,  niente pùo impedire l’erosione della penisola….I milionari che comprano ville  al Ferret devono fare come tutti : lottare tutto l’anno contro le dune di sabbia. Una fatica di sisifo…

 Est. Il bacino di Arcachon, 85 km de circonferenza, con i suoi innumerevoli porticcioli ostreicoli : Gujan-Mestras, le Teich, Andernos, Lanton, Claouey…ecc..l’isola degli uccelli che sorge nel mezzo del bacino…A sud-est, è stato creato un immenso parco ornitologico dove sfocia la Leyre, il fiume che alimenta il bacino…potete anche risalire la Leyre attraverso il parco regionale delle lande di Guascogna. Tavolta, la foresta è tanto fitta che ci crediamo su un piccolo affluente dell’amazzonia ! D’altronde il fiume si chiama ugualmente la piccola amazzonia…

Nord. La foresta e la spiaggia si estendono a perdita d’occhio fino all’estuario della Gironda. Al centro dell’estuario, c’è un altro faro ancora più bello dell”antico faro di Alessandria : il faro di Cordouan. Tanto bello che lo chiamiamo “le Versailles des mers”…sarà per una prossima volta…

La giornata continua…Non mancate la seconda parte….