La visita a Lascaux

Cari lettori, oggi vi propongo una visita virtuale alla grotta di Lascaux  ! D’accordo, non avrete il pranzo a Sarlat o a Montignac, ma non possiamo sempre avere il burro e i soldi per il burro come dicono i francesi.

http://www.lascaux.culture.fr/site_map.php?lng=fr

Dovete cliccare : “visite de la grotte” poi “commencer la visite”

Buon weekend a tutti

Alex

Annunci

Il secondo rogo di Giovanna d’Arco

Io sono un dilettante. Oggi, vi propongo un post sul castello di Beynac che ho visitato  qualche settimana fa. Se avete mancato i racconti precedenti, cliccate nella colonna di destra : categoria Dordogna…

Forse,  il castello vi sembrerà familiare…la ragione ne è semplice….il castello corrisponde esattamente a tutto quello che avete letto sui castelli : il medioevo, le crociate, i templari,  la guerra dei cent’anni….le favole che vi hanno racontato i vostri genitori tipo : c’era una volta…quello che avete imparato a scuola….Per i francesi c’è un’altra  ragione :  sembrano che tutti i film di cappa e spada siano stati girati a Beynac. Anche la pizza di Luc Besson su giovanna d’arco è stata girata a Beynac…Per dire la verità, il film non l’ho visto,  mi sono addormentato dopo 20 minuti !

Le case di Beynac intorno al castello. A sinistra un pino con una bandiera francese e un cartello “honneur à la patronne”. E una tradizione nel Sud-Ouest. In maggio, gli operai, impiegati…tagliano un albero, lo decorano e l’offrono al padrone…

L’ingresso. Prima dovrete pagare 8 euro. Il castello è privato e i fondi sono destinati al restauro. Invece non date niente alla guida, un vecchio teatrante, penoso…parla di tutti i film che sono stati girati a Beynac…sapete cosa ha mangiato Luc Besson durante le riprese di Giovanna D’arco ? Sicuramente qualcosa di avariato rispondo pari pari…Wow ! gli altri visitatori mi guardano malissimo…Non devo dimenticare che mi trovo  dai nemici francesi…nel medioevo, un guascone come me sarebbe stato bruciato vivo a Beynac…

I primi documenti scritti che attestano l’esistenza del Castello di Beynac risalgono all’anno 1115  pero  Le fondamenta  risalirebbero al VIII secolo. Quando muore adhémar de Beynac nel  1194,  il luogo era conosciuto sotto il nome di arca di Satana….Suppongo che Adhémar dovesse intrattenere ottimi rapporti con i vicini o con i suoi servi…Il vicino ideale in fondo,  che tutti sogniamo… Nel 1214, Gaillard de Beynac è sospetto di eresia da Simon de Montfort, il castello viene assediato e preso da Montfort. I signori di Beynac protestano presso il re Filippo il Bello che restitiuirà un castello rovinato…Nel 1217, i signori di Beynac si vendicono alleandosi al  conte di Tolosa che vuole riconquistare la sua contea confiscata da Montfort….durante l’assedio di Tolosa, Simon de Montfort è colpito alla testa da un blocco di pietra lanciato da una squadra di’artiglieria di donne !….I signori di Beynac ricostruirono il loro castello come possiamo vederlo ancora oggi

Durante la guerra dei  Cent’anni, il fiume Dordogna marcava il confine tra la Francia e  l’Inghilterra. Il castello di  Beynac era francese…Di fronte, a sud, sull’altra sponda del fiume, il castello di Castelnaud era guascone cioè inglese….Purtroppo, In occasione di una tregua nel 1442, Castelnaud fu preso perfidamente da Pons de Beynac (anche per me i nomi sono strani !). Il signore de Beynac invita il vicino ad un banchetto per sigillare la riconciliazione….qualche bicchiere di  Bergerac…i due nuovi amici salgono sulla sommità del mastio….Infamia ! Tradimento !  il signore di Castelnaud vede bruciare il suo castello…prima di essere precipitato nel vuoto da Pons de Beynac….

Panorama mozzafiato sulla Dordogna….e non siamo ancora alla sommità del mastio !

Non è il momento di essere preso da vertigini ! Non vorrei conoscere la sorte di Caumont de Castelnaud, l’ingenuo precipitato da Pons de Beynac….  Comunque, devo stare attento ! Me ne sono fregato alla grande degli annedotti su Luc Besson e Giovanna d’Arco… la  guida ha capito che non gli darei niente….

L’acropoli del Perigord

Evocare i nomi delle bastide fa già sognare : Cenac, la Roque-Gageac, Siorac, Cadouin, Molières, Couze, Saint Avit Senieur, Beaumont, Monpazier, Belves… Oggi, siamo a Domme, una bastide a 10 km a sud di Sarlat. La bastide  è appollaiato su un promontorio roccioso  a picco sulla Dordogna. Adesso capite perché il villaggio è sopranominato l’acropoli del Perigord. Le mura sono state erette da Filippo l’Ardito nel 1280 per resistere agli invasori  inglesi. Gli eserciti francesi e inglesi si sono impadroniti successivamente di questa posizione strategica. Poi, furono i cattolici e i protestanti a dilaniarsi per lo stesso Dio….Sto pensando al povero Pippo l’ardito ! se vedesse tutti gli inglesi che vivono a Domme, si  rivolterebbe nella tomba

ci sono parcheggi gratuiti ovunque, pero d’estate, trovare un posto libero per parcheggiare è impossibile. Roba da fare rimpiangere la vacanza  a San Gimignano !  Tanti turisti inglesi e olandesi ! Dovrete  andare all’assedio della bastide medievale (1000 abitanti), come una volta,  a piedi ! Per dire la verità, il posto libero io l’ho trovato….ho avuto la faccia tosta di entrare in centro con la macchina…

La porta fortificata del Bos (l’unica foto non scattata da me).  Bos perché a prossimità c’era un bosco in cui furono  impiccati i traditori che consegnarono Domme agli inglesi nel 1346.  A proposito, avete letto il racconto : quando eravamo inglesi …. Seguite l’antico cammino di ronda, poi “rue de la Treille” e “rue du guet” per arrivare alla porta des Tours….

Le torri sono state usate come carcere della città. Dentro potrete ammirare graffitti lasciati da un prigionerio inglese (rose e leopardo) e bacchettonerie  lasciate dai prigioneri templari :   croci , graal, vergine, San Giovanni….

Le vie di Domme…..

Sono rimasto un po’ deluso dalla grand-rue, un supermercato a cielo aperto con i soliti negozi per turisti. Le boutique sfigurano un po’ la città. Ma, cosa volete, la gente deve lavorare e nessuno ha mai visto un turista senza soldi…Io non potrei vivere in un paesello come Domme, gli inglesi si. C’è l’aeroporto di Bergerac a due passi, cosi, questi pendolari possono andare a lavorare a Londra ogni mattina…D’inverno, come deve essere noiosa la vita a Domme ! Io mi suiciderei….

Una bellissima finestra rinascimentale…sicuramente era la casa di una famiglia benestante. In Francia, nel medioevo, c’era un’imposta commisurata al numero  delle finestre…

Place de la Halle. Case tipiche del Perigord ; secondo scatto il palazzo del governatore (cinquecento), a sinistra c’è la chiesa….

Les Halles cioè il mercato, questo mercato è anche l’entrata alle grotte. C’è un ascensore che scende sotto terra. Le concrezioni ( stalattiti e  stalagmiti) che adornano le grotte, sono le più belle del Perigord….

L’esplanade de la barre…a destra  il panorama mozzafiato sulla Dordogna…pazienza

Le mura…

Sempre esplanade de la Barre, si puo godere di un  panorama sulla vallata della Dordogna che arriva fino a 40 km…

Forse, ci sarà un altro post sul Perigord perché sempre nella stessa giornata : Sarlat, Domme…sono andato anche  a Beynac. Vedremo.

Come mangiare a Sarlat con 14 euro a persona

Sarlat. Périgord (Dordogna). Nel Perigord ci sono i più bei villaggi di Francia, a parte che non si chiamano villaggi ma “bastides“. Le bastide sono città fortificate, costruite in quadrato intorno ad una piazza centrale. Un giorno la bastide era francese, l’indomani inglese ; un giorno cattolica, l’indomani protestante…il Perigord marcava, allora,  il confine tra la Francia e l’Inghilterra…perciò ci sono tanti castelli nel Perigord. Bastide, castelli, siti trogloditi (Lascaux) attirano la gente, ma c’è  qualcosa che ha un potere di attrazione superiore : la gastronomia, la cucina… foie gras, confits…qui,  nel Perigord, le anatre e le oche vengono cucinate in tutti i modi, ma ci sono anche i tartufi, i porcini, le noci, i vini….Il Périgord è una specie di paese di Cuccagna, scorrono il vino di Bergerac e quello di Montbazillac quanto  i fiumi Dordogna e Vézère…ogni due passi ci sono cascine che vendono direttamente prodotti regionali tipici “foie gras et confits maison” indicano i cartelli. Oggi, sono a Sarlat. Meglio recarsi a Sarlat un giorno di mercato ma non sempre scegliamo. Sarlat è una città che ha conservato non solo  il suo aspetto medievale ma anche la sua anima. Qui, i turisti non si fanno abbindolare dai ristoratori, la città non si è trasformata in una trappola per turisti. Mangiare bene e a buon mercato è facile….

Bene. Avete bighellonato per le vie del borgo medioevale scattando 35000 foto :

La casa natale dello scrittore Etienne de la Boëtie… (place du Peyron)

la cattedrale di St-Sacerdos del ‘500, dietro la cattedrale sorge un antico cimitero con lastre tombali medievali e, sopra, una misteriosa torre cilindrica del sec. XII chiamata “lanterne des morts”…

Via e case tipiche di Sarlat…Veramente, a Sarlat, si rischia la sindrome di Stendhal…non voglio essere esauriente, tocca a voi, scoprire il palazzo vescovile, il présidial, l’hotel de Brous quello di Vienne, la fontana di Ste-Marie, la tour du Bourreau…ecc…la passeggiata, il mercato e  i negozi di alimentari vi hanno dato l’acquolina in bocca….A tavola !  Vi consiglio il ristorante rue des trois conils. Ci sono andato anche d’inverno (sempre scegliere un ristorante aperto tutto l’anno, è una regola d’oro)

Aperitivo al tartufo. In francia, l’aperitivo non si prende prima in un bar…

Bloc de foie gras per me…

insalata  di ventrigli d’anatra confits per la mia amica…

Confit d’anatra, pommes de terres sarladaises….

dolce alle noci…il tutto annaffiato da un vino Bergerac (il vino e l’aperitivo non sono compresi). Ovviamente, non mi hanno fatto pagare il pane, l’acqua, le bruschette, la sedia, le posate…come fanno in Italia. Quando c’è scritto : menù 14 euro, paghi 14 euro….adesso,  con questo viatico, siete pronti ad  andare sino  a Lascaux….nel prossimo post sul Perigord, visiteremo una bastide.

La locomotiva in rame

Due settimane fa, sono stato a Sarlat (Dordogna), nel cuore del Perigord nero. È una città medievale di una bellezza stupefacente, tutto è da fotografare. Mi sono tornati in mente vecchi ricordi. Ho conosciuto un mio bisnonno, è vissuto 100 anni,  il tizio abitava un paesello tra Bergerac e Sarlat. Mi ricordo l’appartamento al primo piano. Ci si entrava dal garage, appese al muro le canne da pesca di Hemingway,  fatte per la pesca al marlino. Strano perché nel canale vicino c’erano solo pesciolini. Una scala ripida e subito la cucina. Mi ricordo l’antica radio a valvole sul buffet con  i nomi delle varie città del mondo. Meglio di un corso di geografia! Prima di andare a vedere il bisnonno, mia nonna mi dava le sue solite raccomandazioni: non chiedere da bere, non chiedere da mangiare, non parlare! Ma, come fa un bimbo di 7 anni a sopportare le chiacchiere degli anziani senza mai agitarsi sulla sedia? Mi mandi in bestia! mi diceva mia nonna. Vai, a guardare i pescatori lungo il canale e non tornare più! Il bisnonno era un “viveur” come dicono gli italiani, lui abitava con due giovani sorelle  di 90 anni! Non era un grande intenditore di vini. Una volta, a casa dei nonni, di nascosto, si era fatto fuori una bottiglia…Hum…buono questo vino!…Ma dai papà era l’aceto! come faccio adesso per preparare  l’insalata? Un’altra volta, aveva chiesto dello zucchero perché, secondo lui, il Saint Emilion era troppo aspro! una cosa inconcepibile. Mio nonno  ha evitato l’infarto di poco e voleva addirittura buttare il bisnonno fuori! Quando il tizio veniva a Bordeaux con il treno, scendeva sotto shock : “Ma come mai?” Non ci capisco proprio niente.  Stamattina ero a Bergerac e questo pomeriggio sono a Bordeaux! La distanza tra Bergerac e Bordeaux è di appena 120 km rassicurava mia nonna per la duecentomilesima volta. 20  anni fa, Armstrong ha camminato sulla luna. Niente da fare: il vecchio non capiva. “Come è stato possibile? egli ripeteva per tutto il suo soggiorno.  Forse, non sono veri ricordi ma storie che ho sentito tante volte in famiglia…In realtà, sto guardando, place de la liberté, una specie di locomotiva a vapore e ho pensato al bisnonno che viveva a due passi con la sua fottuta storia di treno, ai miei nonni che sono morti (come ridevano con questa storia!). Mi è succeso un po’ quello che succede a Proust con la madeleine….

Cento anni fa, nel Perigord non c’erano le strade di oggi. La regione era povera, si è sviluppata solo nel 1860 con l’arrivo del treno. In autunno, traballavano sulle strade, in un frastuono di metallo, locomotive a vapore di questo tipo, arrugginite, rabberciate mille volte. Forse, l’avete indovinato questa strana locomotiva in rame è  un  alambicco ambulante. Tirato da una coppia di buoi, l’alambicco era portato nelle diverse proprietà, sistemato presso un mucchio di tronchi di quercia ben seccati e messo in azione. Ci si distillava di tutto: vini, ciliegie,  prugne, mele, pere, noci. L’alambicco è in rame perché questo  metallo è  in grado di resistere agli attacchi degli acidi del vino. È una distillazione in continuo senza ripasso. C’era una caldaia per produrre il  vapore. La frutta fermentata è messa nei vasi di distillazione in rame che vedete. Il vapore cuoce la frutta e si carica di alcol ed aromi. La miscela alcolica passa nelle  due colonne: rettificatrice e analizzatrice (all’estrema sinistra nella foto), il calore nelle colonne permette di separare l’acqua e l’alcol (il vapore d’acqua si condensa più rapidamente per farla breve). Dopo il passaggio nelle due colonne rimane solo il vapore d’alcol. A questo punto, il vapore d’alcol passa attraverso un serpentino in una cisterna d’acqua:  il refrigeratore (in verde nella foto). Il vapore d’alcol si condensa e abbiamo l’acquavite. Esistono ancora oggi i distillatori ambulanti ma, ormai,  è una specie in via d’estinzione. Dietro la locomotiva in rame, c’è la vecchia distilleria di Emile Lapouge fondata nel 1860. Ogni volta che vado a Sarlat, mi  compro un aperitivo al tartufo (mio preferito).  Non solo è un prodotto eccezzionale ma anche un pezzo di storia:

Prossimo post sul Perigord : Come mangiare a Sarlat con 14 euro a persona.