Giappone : il samurai che utilizzò un pennello per catturare l’anima di un’orata.

Si racconta che nell’anno 1862, durante una partita di pesca, uno shogun e i suoi samurai pescarono un’orata grigia di una bellezza straordinaria. I samurai avrebbero voluto offrire all’imperatore questo simbolo di felicità…ma come fare così lontano dalla capitale per conservare il pesce fino alla sua destinazione ? Ebbero, allora, l’idea per immortalare la bellezza e l’anima dell’orata di fissarne, all’inchiostro di Cina, l’impronta  su una carta di riso. Così l’immagine ottenuta fu offerta al sovrano come sostituto del pesce. Da questa prima impronta deriva l’arte giaponese del Gyotaku.

Un pesce rondine.

In giapponese gyotaku significa : impronta di pesce. Da gyo “pesce” e taku “sfregamento”. Il gyotaku è molto popolare nei paesi asiatici per immortalare  le prede più belle. Mentre da noi, il pescatore vanitoso si fa sempre scattare con  le sue prede, il giapponese si fa fare degli stampi dalle proprie catture. Cosa volete…all’origine il gyotaku rendeva omaggio alla generosità  del mare e degli oceani…. però i pescatori si assomigliano tutti…e i giapponesi non sono diversi dagli altri uomini. Sopra, accanto a questa orata nera, il pescatore non ha potuto impedirsi di indicare il suo nome, la taglia, il peso, la data…

Un bellissimo San Pietro realizzato dal maestro Boshu Nagase. La tecnica per produrre  una stampa gyotaku è abbastanza semplice, ma come spesso, le cose che sembrano più semplici richiedono un lavoro di grande complessità. Il pesce (possono essere ance crostacei e molluschi) è messo su una panca di legno, poi dopo averlo lavato e asciugato, i due lati del pesce sono verniciati usando un inchiostro chiamato Sumi. L’operazione  può essere monocromatica oppure si può scegliere di fare una stampa molto più realistica della livrea del pesce. Una volta colorato, il pesce viene avvolto molto  attentamente in carta di riso o di seta. A questo punto si ottiene un calco perfetto del pesce. Ovviamente si  può perfezionare la stampa con piccoli pennelli o reinterpretare addirittura il Gyotaku con l’aiuto dell’acquarello per esempio….

Un pesce volante sempre realizzato da Boshu Nagase….Impressionante, no ? Francamente, se siete in giro per la Bretagna, non mancate la mostra dedicata all’arte del Gyotaku al museo della pesca di Concarneau….

Il giardino giapponese

Cosa pensate quando sentite la parola giappone ? Tokyo, Fukushima, il sumo, la cerimonia del tè, i manga….io penso : sugi… ogni volta che leggo un libro di Soseki, ogni volta che guardo un film giapponese… mi scorrono davanti agli occhi delle immagini di sugi….quelli che leggono il mio blog sanno già che mi piace la botanica.

view of Chūzenji Lake with evergreen trees, Utagawa, Hiroshige, 1826-1869

Se dovessi andare in giappone andrei a Yakushima….ma per il momento è solo un sogno….Bordeaux è gemellata con 12 città fra cui la citta  giapponese di Fukuoka….al parco floreale di Bordeaux sono stati creati 12 giardini che rappresentano le 12 città…vi ricordate il parco floreale ?  ci siamo gia andati. E questo parco dove c’è una collezione di tutti i vitigni coltivati nel mondo. Andiamo a vedere il giardino giapponese di Fukuoka !

Il portale d’ingresso…. il tetto non sembra in buone condizioni… ho un brutto presentimento…

L’aucuba del giardino ! Di solito è un arbusto sempreverde…l’arbusto è piuttosto rustico…ho sempre sentito dire che è una pianta impossibile da fare crepare….i giardinieri ci sono riusciti ! ma da quanto tempo non l’hanno innaffiato…

Anche le camelie giapponesi stanno morendo….cari giardinieri, vergognatevi !

La cascata ! non scorre nemmeno un filetto d’acqua…so bene che abbiamo la siccità…ma qualcuno non  potrebbe accendere la pompa che alimenta il piccolo ruscello ?

Il ruscello trasformato in una pozzanghera di acqua salmastra. Tutte le lanterne di pietra sono state rovesciate o distrutte…Triste

Il palco : un bel posto per sedersi a leggere un libro, chiacchierare…Avevamo anche portato un picnic ! Niente Giappone oggi !  Be’ andiamo, allora, in Cina…

Mentre il giardino di Fukuoka sta declinando, il giardino di Wuhan scoppia di salute….quasi una metafora questi giardini…Comunque, inutile dire che sono rimasto  deluso…e poi all’improviso, camminando verso il lago….

I sugi ! (in realtà  sono cipressi calvi, ma è la stessa famiglia !)

view of Mount Fuji across Yedo Bay, Andō, Hiroshige, 1797-1858

C’è anche un torrente di montagna che scende impetuoso alimentando, al termine del suo viaggio, il lago. Finalmente, al parco floreale di Bordeaux, il giardino giapponese non si trova dove  ce l’aspettiamo !

Storia d’amore a Nevers

 

 

Lui: “Tu non hai visto niente a Hiroshima.”
Lei: “ Ho visto tutto… tutto! L’ospedale io l’ ho visto, sono sicura. L’ospedale è niente a Hiroshima? Come avrei potuto evitare di vederlo?”
Lui: “Non hai visto un ospedale a Hiroshima. Non hai visto niente a Hiroshima.”
Lei: “Quattro volte al museo.”
Lui: “Quale museo a Hiroshima?”
Lei: “Quattro volte al museo a Hiroshima. Ho visto la gente guadare. Ho visto la gente passare, pensierosa, attraverso le fotografie, le ricostruzioni; non gli è rimasto altro: le fotografie … le fotografie … i diagrammi. Non gli è rimasto altro … i modellini … non gli è rimasto altro. Quattro volte al museo a Hiroshima. Ho guardato la gente. Ho guardato me stessa pensosamente … il ferro … il ferro bruciato … il ferro spezzato … il ferro fatto vulnerabile … come la carne. Ho visto fiori mostruosi. Chi ci avrebbe pensato? … e le pelli umane, fluttuanti, sopravvissute, ancora fresche delle loro sofferenze … e le pietre … le pietre bruciate, le pietre esplose e le anonime capigliature. Le donne di Hiroshima, al mattino, risvegliate, le ritrovavano così: intere, perdute … Ho avuto caldo in piazza della pace. Diecimila gradi su piazza della Pace. Lo so: la temperatura del sole su piazza della Pace. Come ignorarlo? L’erba è divenuta cemento.”

Lui: “Tu non hai ancora visto niente a Hiroshima … niente.”
Lei: “I manichini, le disperate bambole, così bene realizzati, i film sono stati girati freddamente e seriamente. L’illusione è così semplice ed è talmente perfetta che tutti i turisti ne piangono. Potrebbero anche burlarsene. Ma i turisti che altro possono fare, se non piangere? Io ho sempre pianto sulle sorti di Hiroshima … sempre.”
Lui: “No, su cosa poi avresti pianto?”
Lei: “Ho visto i cinegiornali. Il secondo giorno, dicono le cronache, non lo invento io, fin dal secondo giorno, delle specie animali ben precise sono risorte dalla profondità della terra e dalle ceneri. Un cane è stato fotografato … per sempre. Io l’ ho visto. Ho visto i cinegiornali, li ho visti … del primo giorno … del secondo giorno … del terzo giorno.”
Lui: “Tu non hai ancora visto niente … niente.”
Lei: “ … del quindicesimo giorno, anche. Hiroshima si ricopriva di fiori. Dovunque non c’erano che fiordalisi, giaggioli, convolvoli, e belle di giorno che rinascevano dalle ceneri con uno straordinario vigore, sconosciuto fino allora tra i fiori. Io non ho inventato niente.”
Lui: “Hai inventato tutto.”
Lei: “Niente. Come in amore esiste questa illusione … questa illusione di non poter mai dimenticare comunque, io ho avuto l’illusone davanti a Hiroshima di non poter mai più dimenticare … così come in amore … E ho visto anche i superstiti e quelli che erano nel ventre delle donne di Hiroshima. Ho visto la pazienza, l’innocenza, la dolcezza apparente dei provvisori superstiti di Hiroshima adattarsi a una sorte talmente ingiusta che l’immaginazione di solito pur tanto feconda  davanti ad essa si rinchiude … Ascolta: io so, so tutto e so che ciò si ripeterà.”
Lui “Niente. Tu non sai niente.”

Minami Sanriku

Minami Sanriku. Prefettura di Myagi. Minami Sanriku : città balneare devastata dallo tsunami dell’ 11 marzo ;  Minami Sanriku 17 000 abitanti, 10 000 morti. Minami Sanriku dimenticata da tutti perché anche l’attualità è una specie di tsunami ; Minami Sanriku, nella società dell’informazione una notizia scaccia l’altra  e due mesi sembrano  secoli…Eppure, a Minami Sanriku, la vita continua malgrado tutto :

La vita tra il blu della luce e il rosso delle braci ; la vita tra  sciagura e  felicità ; la vita tra  serenità e  violenza ; la vita tra il lusso di un bagno e un mucchio di calcinacci…