Da qualche parte in Guascogna

Venerdi. Un paese sperduto, bruciato dal sole, nel cuore del parco regionale delle lande di Guascogna. Non veramente un paese per dire la verità, solo due strade che si incrociano, un gruppo di case e la foresta di pini marittimi, infinita, monotona, a perdita d’occhio. Il ristorante è proprio sulla vecchia strada di Bordeaux, ma tanto discreto che se non avessi visto il parcheggio gremito di auto, non l’avrei mai trovato. C’è un bel giardino, una terrazza che ospita una decina di tavoli sotto una pergola ornata da  bellissimi  gerani e dove si arrampica una vite centenaria. Finalmente, un po’ di ombra e di aria fresca proveniente dal fiume vicino (la Leyre)  mentre dall’altro lato della strada l’insegna elettronica della farmacia indica : 38°. Ordiniamo un aperitivio (un bicchiere di Lillet). La cameriera ci porta un intero pane di campagna guascone con un coltello, il burro e un piatto di prosciutto affumicato. Prima l’entrée, c’era un velouté freddo di verdure servito in un piccolo bicchiere. Come primo piatto, ho scelto un’insalata landese…si, si…quella con il foie gras, i ventrigli d’anatra, il magret affumicato…ecc…un’insalata gargantuesca ! Non avevo più fame per il secondo piatto : dorso di merluzzo, purée di zucca e i famosi asparagi delle Lande di Guascogne ! Ma, ci sono riuscito comunque ! Anche per il dessert che vedete sopra (tarte tatin, mousse citron et macarons) ho trovato uno spazio nello stomaco. Perché come direbbe una mia zia : “tu as le bec sucré !”. La cameriera ha servito il caffè con una panna cotta al cioccolato, i madeleines, i canelé…ecc…ma, io ne potevo proprio più. Il prezzo a persona per questo menù : 36 euro (il bicchiere di Lillet e la bottiglia di Jurançon non sono compresi nel menù). In Francia, non pagate per il pane, le posate, la sedia…ecc…una cosa che spaventa i francesi quando vanno in Italia. Vi ho stuzzicato l’appetito ? Lunedi  cucino  i “canelé” bordolesi (post pubblicato probabilmente la stessa settimana). Non mancate !