It rains and it rains….

Ormai piove da giorni. A Lourdes, Bernadette Soubirous non ha potuto impedire l’esondazione del Gave de Pau, il fiume che porta l’acqua benedetta fino alla grotta di Massabielle. La città è finita sott’acqua…Secondo le ultime notizie, l’acqua sarebbe salita fino alle mutande di Bernadette…Fortunatamente, i pellegrini sono stati evacuati in luoghi più sicuri…Sopra il fiume dietro casa mia. Ero un po’ preoccupato stanotte perché il fiume era pronto a straripare e mi sarei ritrovato anch’io sott’acqua ! Ma questa mattina abbiamo un’accalmia e gli impiegati comunali hanno aperto le chiuse…Sollievo. Siccome non sono morto annegato, il blog continua…CLICCATE SULL’IMMAGINE !

La chiamata al tizio dei porcini

L’anno scorso,  cari lettori, avete incontrato un mio amico soprannominato “il tizio dei porcini“. Forse, lui ha un altro nome, ma tutti lo chiamiamo  “il tizio dei porcini” per la sua capacità a fiutare il porcino.   E’ l’equivalente umano di un maiale da tartufo tranne che noi non abbiamo il tartufo a Bordeaux, solo tonnellate di porcini in autunno. Ma sono sicuro che se  portaste il tizio dei porcini nel Perigord, il tizio si metterebbe a fiutare il tartufo, il tizio dei porcini si adatta a qualsiasi biotopo a condizione che sia situato in Guascogna. Il  tizio è un mito, una leggenda vivente : l’ultima stagione, il tizio dei porcini ne ha trovato quasi 600 kg, d’altronde è lui che fornisce i porcini a  tutti i ristoranti di Bordeaux….

Da qualche settimana, sono spuntate, lungo le strade, le bancarelle con i soliti cartelli : “Cèpes de France” (porcini di Francia).   E’  la stessa storia ad ogni inizio d’autunno. Io non ci presto attenzione perché i cartelli “porcini di Francia” significano che i porcini non provengono dalla Francia, ma che sono stati condizionati in Francia. Potete essere sicuri che questi porcini vengono dall’Est Europeo. Invece, più preoccupante sono le macchine sostate lungo i sentieri forestali perché vuol dire che la stagione dei porcini è iniziata e  che ci sono dei tizi che frugano già i boschi. A me non piace questa situazione, mi fa addirittura arrabbiare : solo ad immaginare che un tizio possa raccogliere  porcini nel bosco dietro casa mia mentre sono al lavoro…d’accordo i boschi sono pubblici, ci sono abbastanza porcini per tutti…ma comunque mi sento derubato….

Quindi, ieri, ho fatto una telefonata al tizio dei porcini. Tizio dei porcini, ho chiesto, come mai tutta questa gente nei boschi ? Tranquillo, lui mi ha risposto, non ci sono ancora i porcini. Devi  aspettare la luna e poi fa troppo caldo, ancora 28° ieri. Quest’anno, la stagione comincerà solo dopo la vendemmia. Ma tizio dei porcini, ho insistito, le notti sono fresche ed è piovuto l’altro giorno e mi dici che non ci sono i porcini ? Non è piovuto ha detto il tizio dei porcini, i boschi sono secchi. Dovete sapere, cari lettori, che il tizio dei porcini è guascone fino al midollo, per lui non piove mai a Bordeaux ! Al massimo il tizio userà il verbo “brousinasser” o “mouillasser” per dire piovere !…Comunque, ha aggiunto il tizio dei porcini, se fai un giro nei boschi ne troverai meno di 1 kg, non vale la pena…

Ovviamente, non ho ascoltato il tizio dei porcini….ogni volta, che vedevo una macchina in sosta dietro casa mia…era un pugno nello stomaco…ho perso pazienza….

Il primo porcino dell’anno….

Il secondo….Ovviamente, il tizio dei porcini aveva ragione, sono dovuto camminare due ore fino al cuore della foresta per trovare un po’ di umidità e qualche porcino !  una bella sudata ma ero meglio nel bosco che davanti alla T.V, no ?

un po’ meno di 1 kg come l’aveva annunciato il tizio dei porcini ! Probabilmente, lui, ne troverà tonnellate quando sarà deciso…

In padella con aglio e prezzemolo, così si mangiano a Bordeaux ! Ovviamente, non ho richiamato il tizio dei porcini per dirgli che non ho ascoltato i suoi consigli. Mi sarei sentito un po’ vergognoso ed il tizio mi avrebbe dato, non senza ragione,  dello scemo !

Non mancate la settimana prossima il mercato della Bastide !

Estuario mon amour

In mezzo alle acque, ecco cosa significa la parola Médoc. Fino al XVII secolo, la penisola del Médoc era un’immensa e infetta palude costituita da stagni, laghi, pozze e attraversata da innumerevoli fiumi chiamati Jalles o Estey quando sfociano nell’estuario. Una palude tanto estesa che gonfiando la  Maremma Toscana con la  Camargue avreste ottenuto appena una pozzanghera nei suoi confronti. Due volte ogni giorno, c’è l’alta marea e le acque dell’estuario salgono di sei metri e si immettevano allora negli estey e allagavano ogni tratto di terra. Il paradiso delle zanzare. Nel médoc,  gli abitanti morivano sempre di malaria, peste e altre febbri. Finalmente, nel 1628, davanti a questa situazione disperata, le autorità decisero di bonificare la palude affidando i lavori a ingegneri olandesi. Gli olandesi  pulirono gli estey, scavarono nuovi canali e sopratutto ebbero l’idea delle cataratte. Le vedrete ovunque nel Médoc. Sono cataratte che si aprono solo verso l’estuario. Quando c’è l’alta marea, le acque dell’estuario risalgono i canali e con la loro forza chiudono gli sportelli delle cataratte. Quando il fiume torna calmo, sono le acque dei canali che spingono le porte, le quali si aprono….

Porto di Saint-Yzans-de-Médoc :

La macchina frena, un vecchio ne esce come una palla di fucile e  corre verso le cataratte sotto il ponte. Poi sento il suo grido qualcosa che assomiglierebbe a stronzo in italiano. Mi precipito e mi sporgo sopra la ringhiera del ponte per vedere cosa succede sotto e capisco subito. Un battente della cataratta è aperto. Ma come è possibile ! c’è l’alta marea ! Scendo subito per aiutare il vecchio che sta tagliando una corda fissata alla parete del ponte, collegata alla catena della cataratta, e che impedisce la porta di chiudersi. Poi, tiriamo la catena e dopo dieci minuti di sforzo, riusciamo a muovere un po’ la porta. Adesso speriamo che la marea chiuderà ermeticamente la porta…Il vecchio mi spiega che sono i cacciatori di anatre che hanno aperto la porta per permettere all’acqua di invadere i loro stagni. E’ il mio stronzo di vicino che viene, oggi giorno, bloccare lo sportello si lamenta il vecchio. Quando penso che teoricamente prelievare un bicchiere d’acqua dalla Garonna è vietato e questo figlio di p…devia un fiume e nessuno dice niente e lei sa perché ? Perché lo stronzo è amico per la pelle con il sindaco ! ma quando la porta si sarà rotta, sono tutti gli abitanti del comune che dovranno pagare…e uno solo battente costa più di 70 000 euro ! Ogni giorno, devo venire a verificare che il battente non sia bloccato. Forse, vi sembra ridicolo…ma il canale passa davanti a casa mia…e se l’acqua salata dell’estuario straripi nel mio terreno e contamini il mio pozzo…perdo tutte le mie colture…Discutiamo così ancora un po’, poi continuo la mia passeggiata a Saint-Yzans-de-Médoc. Un pomeriggio ordinario lungo l’estuario della Gironda.

Bordeaux, città del Far West

Il cielo sopra una palude del Médoc. Foto scattata ieri alle ore 21:15. Mentre a Firenze il sole è tramontato alle ore 20:04, a Bordeaux, godiamo di un’ora di luce in più alla sera. Ovviamente, alla mattina è il contrario. Il sole sorge a Firenze alle ore 6:30 mentre  noi a Bordeaux alle 6:30 siamo ancora nel buio, dobbiamo aspettare ancora  un’ora per vedere sorgere  il sole. Insomma, a Bordeaux, viviamo nel migliore dei mondi possibili : un’ora di luce in più alla sera e quasi  un’ora di sonno in più per quelli che vorrebbero vedere spuntare l’alba…

Margaux : il paese dell’acqua II

Continuiamo la nostra passeggiata a Margaux. Dal porto di Soussans, se volete fare un giro nella palude dovete tornare indietro e girare a destra. Non è complicato perché  Soussans è grande quanto Margaux : un fazzoletto. Invece, la palude è immensa. Forse avrete la fortuna di incontrare la cicogna, la lontra, il visone….ovviamente, la palude è stata foggiata dall’uomo nel corso dei secoli, ma la palude è preziosa perché essa vi racconta la storia della penisola del Médoc…

Finalmente, non posso evitare di mostrarvi il vigneto più famoso del mondo !. D’altronde,  c’è un rapporto tra l’acqua e i vigneti. Guardate sopra la macchina, il sole che si riflette sui fili di ferro, questo colore argento, non vi fa pensare all’acqua….un oceano di vigneti per quanto riguarda il Médoc. La ragazza sta legando i tralci ai fili con una specie di pistola chiamata legatralci, il gesto è sicuro, qui, si lavora sodo molto sodo…ancora 500 ranghi di vigna  prima la fine della giornata lavorativa. Un lavoro ingrato, c’è sempre qualcosa da fare. Pensateci bene quando vi lamentate perché il vino vi sembra troppo caro .

La vecchia chiusa funziona perfettamente. Qui, non si scherza, la gestione dell’acqua ha un ruolo essenziale. Come l’abbiamo visto nel precedente post, l’estuario subisce i movimenti delle maree….

Bassa marea !  Durante l’alta marea, l’acqua raggiunge quasi sei metri ! adesso capite l’importanza delle chiuse ! La penisola del Médoc è percorsa da numerosi fiumi chiamati “jalles” che fociano nell’estuario. Qui, avete la Jalle de Tiquetorte….però, a prossimità  dell’estuario le “jalles” cambiano nomi e vengono chiamate “estey” perciò sopra non abbiamo più la Jalle de Tiquetorte ma l’estey de Tayac….l’estey in guascone designa un fiume sottomesso al fenomeno delle maree. Non conosco la parola in francese o in italiano…..

Un vecchio “carrelet” abbandonato sopra l’estey. I carrelet li troverete ovunque sull’estuario. Il carrelet è un tipico sistema di pesca…questi  capanni su piloni  permettono di calare in acqua delle reti quadre chiamate carrelet, collegate ad un’asta che funge da canna. Dentro la capanna c’è un verricello che permette di alzare o abbassare la rete… Oggi il « carrelet » designa l’insieme della costruzione cioè la rete, la passerella che ospita la capanna, la capanna, il pontile…

Ho rischiato la pelle per entrare nella capanna. Roba da Indiana Jones. Avete visto il pontile ? mancano assi. Tutto è marcio. La passerella è tarlata. Dentro, quattro sedie, l”asta giace a terra…Sto sognando o i piloni muovono ! Cadere nell’estey mi garantirebbe una morte atroce : sprofondato fino al collo nell’estey aspettando la marea….Comunque, ho l’impressione di essere un personaggio di Mark Twain….

L’estey continua a scorrere verso l’estuario. Quando Bordeaux fu fondata, assomigliava a quello che vediamo : un’isola, una palude tra due estey…

Un carrelet che non minaccia di crollare….a volte, i carrelet si noleggiano….e potete passare la giornata a pescare  l’anguilla e i gamberetti…. fare un barbecue….dietro non lo vedete ma c’è un grande stagno….si capisce meglio perché è stata inviata in Louisiana tutta questa gente di palude : si sentiva come  a casa !

Un fagiano nel canneto ! sicuramente una bestiola di allevamento, esso si mette a seguirmi come un cane. Povero, mi fa pena….non potrà sopravvivere a lungo…..

A destra la palude, a sinistra verso il porto di Arcins

Nel mezzo del cammin…qui, smarrirsi  è impossibile, il cammino che attraversa la palude è un cammino di Compostela….ci sono cartelli ogni 200 metri ! D’altronde, è lo stesso cammino che abbiamo già preso a Lacanau….anch’io ho fatto il pellegrinaggio !

Siamo a monte nel comune di Arcins….la jalle de Tiquetorte….

Siamo usciti dalla palude di Soussans….Ci sono lavoratori agricoli che fanno bruciare tralci….mi fa pensare che dovrei raccogliere sarmenti per la stagione dei barbecue….Spero vi sia piaciuta la giornata a Margaux !

Margaux : il paese dell’acqua

Avete mai incuriosito i  siti web dedicati al vino ? Sembrano siti porno !  A volte, per accedere al sito c’è un avvertimento tipo : “conformemente alla legislazione in vigore, chiediamo gentilmente ai nostri visitatori di confermare di avere l’età legale per visitare il nostro sito ; vi preghiamo di inserire la vostra data di nascita. Oggi, non rischiate niente. Il post non è vietato ai minori. Siamo a Margaux ma non parleremo di vino piuttosto di acqua. Comunque, se soffrite di idrofobia,  ve ne sconsiglio la lettura….

Margaux è un minuscolo villaggio di 1500 abitanti collocato nel Médoc, vicino all’estuario della Gironda. Potete attraversare Margaux in meno di 30 secondi : una linea retta, una curva con il cartello : “Il vigneto più famoso del mondo” e siete già usciti dal villaggio…Invece, l’appellazione Margaux ha il più grande numero di “Chateaux classés grands crus”, i vigneti di Margaux si estendono a perdita d’occhio in cinque comuni : Arsac, Labarde, Cantenac a sud. Margaux al centro e Soussans a nord. I vitigni che si coltivano a Margaux sono : Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot,  Carménère, Malbec e Petit verdot. Oggi, non vedrete i castelli classificati nel 1855, i vigneti, le botti….perché non voglio fare il turista e fermarmi sul ciglio della strada per scattare i castelli. La giornata è troppo bella ! vi porto fino a Soussans per una passeggiata  lungo l’estuario della Gironda e nella palude….

Il piccolo porto di Soussans. Una volta, lungo l’estuario,  le botti di vino venivano imbarcate in questi piccoli porti : Macau, Issan, Margaux, Soussans…ecc….il comune ha sistemato due tavoli da pic-nic….La giornata è splendida,  una temperatura primaverile, 20°….proprio incredibile ! due settimane fa, eravamo a 20° sotto zero !

Bassa marea, due volte al giorno (la marea risale fino a Langon a sud del dipartimento !). Siamo lontano dall’oceano ma la Gironda è il  più grande estuario d’Europa, un braccio di mare largo alla foce  fino a 12 km…

L’estuario della Gironda lungo 75 km comincia a sud nel comune di Ambès (Bec-d’Ambès) nel punto dove i due fiumi Dordogna e Garonna si incontrano….Avete notato il colore dell’acqua ? Ogni anno 2 a 8 milioni di tonnellate di particelle in sospensione sono convogliate dalla Garonna…sono queste alluvioni, limi e sedimenti che fanno il Médoc ! Di fronte, non è l’altra sponda della Gironda ma l’isola Verde (l’île verte). Al di là, sulla riva destra del fiume, ci sono altri vigneti famosi : Côtes de Blaye, Côtes de Bourg….Vi ricordate ? siamo andati a Bourg dove vi ho svelato il segreto dei nazi….adesso, andiamo a  fare un giro nella vecchia palude….ma dovrete aspettare il prossimo post  per la seconda parte !

Sotto il segno del bianco !

Domenica mattina. Comune : le Taillan-Médoc. Cari amici ! guardate le ragazze sotto la neve ! Il vigneto e il castello : “la dame blanche”,  appartengono alla famiglia Cruse dal 1896. Molto rara  la neve nel Médoc….direi anche eccezionale ! perché di solito l’oceano Atlantico gioca un ruolo di caldaia….Ho scelto di mostrarvi questo  vigneto perché anche esso non è banale….sono 5 ettari di Sauvignon che producono un Médoc…bianco !…. si, si, avete letto bene : bianco….so cosa pensate : ma, i vini prodotti nel Médoc e nell’Haut-Médoc non sono tutti rossi ?….qui, avete l’eccezione che conferma la regola : un Médoc bianco…un prodotto raro….insomma come la neve nel Médoc !….

Il castello “la Dame Blanche” (la dama bianca)….il castello è classificato monumento storico….il castello risale al medioevo….le facciate sono tipicamente settecentesche, le cantine sono del cinquecento (da visitare assolutamente !)….Il castello si chiama “dame blanche” perché sarebbe bazzicato le  notti della luna piena da una ragazza vestita di bianco…in realtà, la ragazza non bazzica il castello ma il vigneto che vedete sopra….E’ vero ! Di notte,  in autunno e in inverno quando tramonta il sole….c’è sempre una specie di nebbia che scende e che ti avvolge. Qualcosa di molto particolare. Fa veramente un’impressione strana ! Si dice che, nel VII Secolo, una giovane principessa mora si sarebbe inamorata del castellano….e sarebbe rimasta con lui per amore quando i suoi connazionali  sono tornati in patria….Da allora, la ragazza bazzica il vigneto e protegge il castello…..

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