Paesi baschi : Chipiron all’inchiostro, prima parte.

Cari lettori, sono sempre nei paesi baschi francesi fino a domani. Immaginate un paesello perduto nella montagna con le sue case bianche e rosse raggruppate intorno ad una bellissima chiesa del XVII secolo. Il centro nevralgico del paese è la piccola piazza che ospita il frontone di pelota basca. Intorno alla piazza :  due bar, una  macelleria, una panetteria ed un piccolo museo della cultura basca. La segnaletica stradale è bilingue ma non da fastidio. Un buon metodo, secondo me, per imparare velocemente qualche parola di basco : Herriko etchea (il municipio), Eliza (la chiesa), bidea (il cammino), kale (la via), Trinketa (il frontone), merkatua (il mercato), komunak (i servizi)…ecc…

Piove da questa mattina e fa veramente freddo. Forse non  fa tanto freddo ma io  sono febbricitante. Mi sento addirittura agonizzare. Da qualche giorno, ho una spinta dei denti del giudizio e soffro come un cane. Il dolore è insopportabile. Non dormo più. Nella notte prima di partire nei paesi baschi, ho preso un’intera scatola di doliprane 1000 mg, più tutte le compresse effervescenti di paracetamolo 300 mg della bambina ! Verso le quattro del mattino, disperato, ho provato un rimedio della nonna e mi sono messo in bocca un pieno pugno di chiodi di garofano per tentare di anestetizzare il dolore. Ma perché non ho ascoltato il dentista quando lui mi ha proposto l’estrazione dei denti del giudizio ? Ovviamente, in questo momento, non soffrivo e poi, diciamolo, l’idea mi terrorizzava…

Oggi, la crisi è un po’ passata ma, con tutte le compresse e le notti senza sonno, assomiglio più ad un cadavere che ad un essere umano. D’altronde non reggo più in piedi, appena uscito dalla macchina per raggiungere il bar ristorante, sono preso da vertigini….

Seconda parte nella settimana se trovo un po’ di coraggio !

Stazione servizio (gasolina zerbitzugune)

Mentre tutti gli italiani sognano di fare il pieno dell’automobile nei supermercati di Mentone o di Nizza, i francesi, più poveri, sognano di fare il pieno in Spagna ! Siccome, da qualche giorno, sono nei paesi baschi francesi, ho potuto realizzare questa fantasia. Ovviamente, sto scherzando ! Sono un privilegiato, vado spesso in Spagna 🙂

Cari lettori, Se guardate  l’immagine sotto, sarà a vostro rischio e pericolo. L’autore di questo blog non potrà essere tenuto responsabile degli eventuali danni : infarto, accidente cerebrovascolare…ecc…

Prezzo della benzina alla  stazione servizio Repsol in una Benta spagnola tra Saint Jean Pied de Port e Roncisvalle

Hortentsiak

Foto scattata ieri a Itxassou nei paesi baschi francesi. Vedete qui le ortensie (hortentsiak) sono ancora in piena fioritura.  E’ la pianta simbolo dei paesi baschi, cresce come la gramigna e la troverete ovunque ! Dietro, la casa basca tipica della provincia del Labourd con i  due piani, la sua facciata bianca e rossa, il tetto a spioventi ricoperti da tegole romane….La casa in lingua basca si dice :  etxe ;  etxea significa : una casa ; etxeak : le case. La casa è un elemento fondamentale della cultura basca, per esempio : etxeko significa : membro della famiglia ; etxeko buru : capo di famiglia. D’altronde, spesso, i baschi portano il nome della loro casa : Etxeberry (casa nuova), Etxegorry (casa rossa)…ecc…La lettera ics corrisponde  più o meno ad un ci italiano : etxe si pronuncia ecce….Domani uno scatto che potrebbe urtare la sensibilità dei miei lettori italiani !

Txalaparta

Scatto preso place Pey Berland (Bordeaux). Cliccate per ingrandire. I due musicisti baschi sono chiamati txalapartari perché suonano di uno strumento chiamato txalaparta (txa si pronuncia cia in italiano). E uno strumento a percussione tipico dei paesi baschi. La parola sarebbe un’onomatopea che riproduce il rumore dei pottok al galoppo. Di solito, la txalaparta è composta da tre o quattro  tavole di legno poggiate su dei cestini (in questo caso dei cavaletti). Per ammortizzare i colpi e affinché le tavole vibrino, si mettono pelli di montone capaci di creare un  riverbero, puo anche essere foglie di tabacco, di mais…Si suona sempre in coppia, i mazzuoli si chiamano : makilak.  Uno dei musicisti suona il “txakun”  battendo regolarmente la misura mentre l’altro musicista suona il  “herrena” (lo zoppo) : lo scoppo essendo quello di creare  uno squilibrio tra due txakun. Il “txakuna” deve allora ripristinare l’equilibrio….

Non siete familiari con la lingua basca ? Niente paura. Vi spiego il video che vedrete sotto cliccando sul link “visionner sur youtube”. l’origine della txalaparta è sconosciuta. ci sono tre ipotesi possibili :  La txalaparta è nata nelle grotte preistoriche, non solo i baschi designavano i cavalli sulle pareti delle grotte ma lo sciamano colpendo le stalattiti restituava il rumore dei cavalli al galoppo.  Un’altra ipotesi fa della txalaparta uno strumento di communicazione dei pastori baschi, una specie di tam-tam…oppure per chiamare i fedeli alla preghiera quando non esistevano ancora le campane, l’ultima ipotesi, la più verosimile. La txalaparta era uno strumento di lavoro per effetuare un lavoro molto penoso e faticoso : il pestaggio delle mele. Il sidro è una grande specialità dei paesi baschi. D’altronde il canto che sentite nel video si chiama “sagarra jo de la” cioè il sidro è pestato :

Il pellegrinaggio di Alex : la disfatta di Roncisvalle

Da Donibane-Garazi per arrivare a Compostela, ci sono ancora 28 giorni di marcia. Vi ricordate che avevo previsto di andare fino a Roncisvalle. Tra Donibane-Garazi e Roncisvalle : 25 miserabili chilometri e non sono nemmeno riuscito a farli. Un fallimento totale. Ho perso la battaglia di Roncisvalle. Non sono il più prode dei pellegrini. Eppure, Gano non mi ha teso un’imboscata.  Come Orlando, non  ho suonato il corno Olifante, ma, io contrariamente a Orlando,  ci ho perso l’onore.  Non mi sono battuto valorosamente.  Meno male, cosi non sono stato colpito a morte  e non ho dovuto spezzare la spada Durandal prima di morire. Credetemi, ho provato a resistere ma sono crollato subito.

Diciamo la verità, non sono riuscito a raggiungere Roncisvalle, sconfitto da una maledetta Benta spagnola, una sordida e brutta zona commerciale, ai piedi del colle. Una trappola subdolamente sistemata dai perfidi spagnoli che attira i francesi come le mosche. Una zona commerciale dove gli spagnoli ci vendono ogni tipo di prodotti detassati  : abbigliamento, accessori moda…ma soprattuto : benzina, cigarette e alcool. Prodotti detassati ? dovrei piuttosto dire : “roba”. Sono veramente un tossicodipendente.  Ci sono ancora tante cose da fare, da vedere ! ma  cosa facciamo qui ? Dovevamo andare a Roncisvalle ! e mi ritrovo con una cisterna di Martini e delle stecche di cigarette nel bagagliaio della macchina…Ovviamente, ho  trovato delle scuse : sono già le 6, dobbiamo tornare a Bordeaux ; lavoro domani !  la prossima volta….

Inutile parlare spagnolo, la clientela è esclusivamente francese. Gli spagnoli fanno la spesa in Francia !

Incredibile ! i  pullman, che portano  i pensionati,  traboccano di cigarette, alcool e viagra ! Immagino il sabato sera alla casa dei pensionati. Gli italiani dicono : casa di riposo….in Francia sarebbe piuttosto….

Roncisvalle, la prossima volta ti vincerò !

Il pellegrinaggio di Alex : Donibane-Garazi

Finalmente, siamo arrivati a Saint Jean Pied de Port (Donibane-Garazi in euskara). Mancano ancora 25 km per arrivare a Roncisvalle. Eccomi Orlando ! La primavera è la stagione ideale, non c’è ancora troppa gente. Non venite d’estate, circolare è quasi impossibile, il cammino diventa un’autostrada per pellegrini. Il paese assomiglia alla Mecca !

Saint Jean Pied de Port (cliccate per ingrandire) :

C’è scritto casa di Pierre Delagrange e Marie Dufour, sposati il 9 maggio 1720.

Il ponte (Zubia in basco)

Il fiume Nive

Jondoni jakobe atea (la porta san Giacomo)

Il rifugio, sopra una camera affittata da parte dell’abitante (non è lo stesso prezzo !). Il rifugio costa 3 euro e si dorme solitamente in degli stanzoni attrezzati con letti a castello ovviamente senza lenzuola quindi non dimenticate il sacco a pelo ! I rifugi per i pellegrini  si trovano a non più di 20-25 chilometri uno dall’altro comunque sia alle 9 di mattina vi cacciano via.

L’attrezzatura !

I pellegrini hanno un documento chiamato credential attestando il loro stato di pellegrino. Sulla credential devono fare apporre i timbri “sellos”. E un obligo : due timbri al giorno, ogni giorno. Non sono ancora a letto !

Ho incontrato una coppia coreana. Non hanno trovato posto  al rifugio e  stavano cercando un’altra soluzione. Il marito parla inglese e conosce anche un po’ di lingua basca ! Strano. Come se avessi studiato il gaelico prima di viaggiare in Irlanda. Meglio sapere un po’ di inglese prima !

zitadela (la cittadella)

Non mancate l’ultima puntata  : Roncisvalle….Il tracollo di Alex.

Cliccate qui per l’ultima parte

Il pellegrinaggio di Alex : Il rancio del pellegrino…

Cari amici, l’ultima volta, ci siamo lasciati davanti al ristorante. Bene, allora accomodiamoci ad un tavolo…Dietro di me, ci sono i tifosi di una squadra di rugby, festeggiano la fine della stagione….avanti ! a tavola ! mi gridano.

Dal ristorante, la vista sulla montagna

Velouté de chou fleur (cavolfiore), mettono dentro un prosciutto affumicato…

Uovo cocotte con gamberetti …

I cannelloni vengono farciti con un ripieno di xamango. Lo xamango è il resto del prosciutto, quando non si puo più tagliare delle fette. Il prosciutto è cotto per ore in un brodo aromatizzato. Poi, mescolato con della piperade, una salsa tipicamente basca :  peperoni, peperoncini di Espelette, peperoncini verdi, pomodori, aglio, timo, alloro…

Il dessert.

Bene. Adesso, il pellegrino è pronto ad affrontare la montagna dirupata, attraversare la foresta d’Iraty (più grande foresta di faggi d’europa), varcare  torrenti, precipizi e il valico di  Bagargui (1327 m) per raggiungere Saint Jean Pied de Port…

Il valico di Bagargui :


Ovunque, sulla strada ci sono degli animali : mucche, pecore, cavalli….e ciclisti. Ma guardi, il povero uomo ! dice compassionevole la mia amica ogni volta che vede un ciclista. E vero ! sembra l’Alpe d’Huez. Certi stanno agonizzando sul bordo della strada ; altri, hanno buttato la bici nel baratro ; questo, fissa inebetito un cartello….Qualcuno, un sadico  sicuramente, ha messo una specie di segnaletica infernale …i cartelli dicono quanto Km mancano alla vetta, la percentuale della salita….

Fine seconda puntata. Nella prossima puntata : Saint Jean pied de port, i pellegrini coreani…

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