Quando Baudelaire maltrattava il suo gatto

La prima edizione dei Fiori del male di Baudelaire risale al giugno 1857. E’ messa in vendita in circa 1100 esemplari. Attaccata da “Le Figaro”, l’opera sarà sottoposta a sequestro e l’autore e gli editori, nell’agosto del 1857, saranno condannati per oltraggio alla pubblica morale e al buon costume.

La poesia sopra non è tratta dalla prima edizione dei Fiori del male, ma di qualcosa di ancora più raro : l’ultima bozza di stampa. Le note a margine sono di Baudelaire. Le bozze dei Fiori del male pullulano di annotazioni, spesso Baudelaire si arrabbia contro i suoi editori : la scelta dei caratteri tipografici, i refusi….nella poesia sopra, due aggettivi “fort,doux” sono stati invertiti. Notate anche i numerosi  errori di punteggiatura, forse non si tratta di errori, ma rileggendo le bozze, Baudelaire ha semplicemente deciso di cambiare la punteggiatura. D’altronde Baudelaire si interroga : ci vuole una virgola ? (faut-il une virgule ?). Baudelaire corregge anche gli errori ortografici : apaise invece di appaise, le confusioni : perle invece di parle….Baudelaire può anche cambiare un avverbio all’ultimo momento, qui, Baudelaire preferisce royalement a profondément….ecc….

Se volete leggere le bozze di stampa dei fiori del male oppure l’edizione originale del 1857 senza spendere un milione di dollari in un’edizione originale, cliccate qui

Ungaretti e Moammed Sceab

IN  MEMORIA

Si chiamava

Moammed Sceab

Discendente

Di emiri di nomadi

Suicida

Perché non aveva più

Patria

Amò la Francia

E mutò nome

Fu Marcel

Ma non era Francese

E non sapeva più

Vivere

Nella tenda dei suoi

Dove si ascoltava la cantilena

Del Corano

Gustando un caffè

E non sapeva

Sciogliere

Il canto

Del suo abbandono

L’ho accompagnato

Insieme alla padrona dell’albergo

Dove abitavamo

A Parigi

Dal numero 5 della rue des Carmes

Appassito vicolo in discesa

Riposa

Nel camposanto d’Ivry

Sobborgo che pare

Sempre

In una giornata

Di una

Decomposta fiera

E forse io solo

So ancora

Che visse

Parigi 1913, le sordide catapecchie della rue des Carmes

Il camposanto d’Ivry

Mohammed Sceab era un amico egiziano di Ungaretti, ritrovato a Parigi. Entrambi, abitavano lo stesso piccolo albergo  nel quartiere latino : L’hotel d’Orléans, 5 rue des Carmes, tra la rue des écoles  e  il  boulevard Saint-Germain. Mohammed Sceab,  lettore diligente di Baudelaire e  Nietzche si darà la morte durante l’estate 1913 all’età di 26 anni. Ungaretti e Sceab, due sradicati  alla ricerca di una patria….però, contrariamente al suo caro amico, Ungaretti  ha scoperto sul carso un popolo fratello, la poesia gli ha dato un’identità…Finalmente, solo Ungaretti è riuscito a salvarsi….