Bordeaux : un 31 ottobre di tanti anni fa

Al verso della cartolina un soldato americano ha scritto : ” Oct 31, 1918. I have seen the statue on the other side. It is beautiful up close to it. It is similar to the statue of Liberty in New York harbour”.

Chi saprà mai perché la cartolina non è stata spedita ? Non è molto cambiata la piazza dei Quinconces in quasi 100 anni. Era solo un po’ più giovane. La foto è stata scattata da una nave ormeggiata sul fiume. Non c’erano ancora i moli verticali e si poteva facilmente scendere in riva al fiume. In inverno, le esondazioni della Garonna erano abbastanza frequenti. A sinistra, un tram come quelli di San Francisco vanta le minestre industriali “Maggi”. E ce n’erano bisogno di queste minestre ! perché il tram era aperto ai quattro venti, senza riscaldamento, e diciamolo il clima di Bordeaux in ottobre non è esattamente quello della California !

Forse, su questo tram, c’è una ragazza che torna dal lavoro o va a fare una visita alla mamma. La ragazza ha perso suo padre all’inizio della guerra, un capitano di marina affondato insieme alla sua nave dalla marina tedesca. Evidentemente, lei non lo sa ancora, ma in qualche giorno, suo fratello di appena vent’anni sarà ucciso poco prima la firma dell’armistizio. Per il momento, la ragazza è felice, si è innamorata perdutamente di un soldato americano incontrato ad un ballo. Ormai, i due innamorati si frequentano da mesi. I genitori del tizio hanno anche scritto alla mamma per chiedere la mano della ragazza. Secondo la lettera, la famiglia è benestante e hanno un’azienda nei dintorni di New York.

Tutto sembra idilliaco ! Ovviamente, non è il caso perché la madre della ragazza non vuole sentire parlare di un fidanzato americano e le liti con la figlia sono continue. Le cose stanno peggiorando dopo la morte del figlio, la mamma non vuole perdere la figlia e si oppone ferocemente al matrimonio. Ma pensate come una ragazza maggiorenne  se ne frega dei discorsi della mamma !  È una storia davvero triste. La coppia ” fuggirà” negli USA e la mamma non vorrà mai più avere notizie della figlia. La ragazza scriveva ad una zia per raccontare la sua vita a New York e quando la zia portava le lettere alla sorella, costei si metteva ad urlare…

Adesso siamo nel 1945 e gli americani sono di ritorno. Ogni mattina, la vecchia mamma lascia il suo palazzo signorile per bazzicare i moli alla ricerca di un eventuale nipote sbarcato con l’esercito americano. Ha saputo dalla sorella che la ragazza ha avuto un figlio che dovrebbe avere 25 anni. Lei è convinta che questo nipote è soldato, si trova a Bordeaux, e potrebbe bussare alla sua porta ad ogni minuto. Ma è troppo tardi, ci sono ferite che non si possono guarire. Durante quasi 13 anni, ad ogni arrivo di una nave americana, la vecchia mamma scenderà sui moli sperando trovare la figlia e il nipote….

Mentre sono andato a spolverare la vecchia casa dei nonni come faccio ogni 31 ottobre, ho trovato la foto della ragazza in soffitta, una bellissima ragazza, la prozia di mia nonna….e mi è tornato in mente questa storia.

Whisky and Jazz

“On s’en jette  un derrière la cravate” dicono i francesi ; ci facciamo un bicchiere dicono gli italiani…Cari lettori, avete già guardato la serie televisiva statunitense Mad Men ? Davvero incredibile questa serie ! I personaggi sono tutti bevitori incalliti e passano il loro tempo a scolarsi bicchieri di Whisky come se  fossero acqua minerale. Tutte le occasioni sono buone per farsi un bicchiere : in ufficio, a casa, dopo l’amore…ecc…un sito americano ha compilato le cinque stagioni in cui i protagonisti si inumidiscono la gola. Risultato : un video di 5 minuti che vi lascia boccheggiante su fondo di Jazz. Non siete sazi ? Lo stesso video esiste anche per le sigarette !

Filles de New York

FILLES DE NEW YORK

Les filles dans les rues

Ondulent et se plient.

Chacune est violon

Leurs gestes – mélodie.

Dans la beauté du soir

Où que ton pas se risque,

Tu vois les violons

Tu n’entends que musique

Ô violons aimés

Dans la ville si vaste,

Dès lors où que tu sois

Tu es dans un orchestre

(Avrom Reisen, 1914)

Let’s the good times roll

Ogni volta che c’è un uragano negli Stati Uniti, seguo lo spettacolo davanti  alla T.V americana. Mi fa sempre crepare dal ridere, l’inviato speciale mandato sul posto per raccontare l’uragano. Allora, chiede il presentatore in studio, c’è del vento ?  Forse, il tizio per fare questa domanda, è l’unico al mondo a non vedere i tetti scoperchiati e gli alberi volare sopra la testa dell’inviato speciale ! Ma la pioggia, continua impertubabile il presentatore in studio, piove veramente ? Ma è possibile che in studio non vedono che sta piovendo a dirotto ? il povero tizio è bagnato fradicio ! Ovviamente, in mezzo agli elementi scatenati, non sentiamo cosa vorrebbe dirci. Forse vorrebbe fare una domanda : perché mi avete posto sulla diga ? ma conosciamo tutti la risposta, basta guardare le onde mostruose che stanno arrivando dietro di lui. Anche il presentatore in studio ha ritrovato un po’ di speranza.

I cajun della Louisiana per tradurre l’espressione : let’s the good times roll, dicono : laissez les bons temps rouler o ancora laissez le bon ton roulet….l’espressione è diventato il motto della città di New Orleans e anche una canzone, quasi l’inno ufficiale della Louisiana…allora laissez le bon ton roulet e cliccate sulla mappa !

Dark was the night…

Siamo tutti americani….quante volte l’abbiamo sentita questa frase dieci anni fa. Anche l’altro giorno alle commemorazioni dell’11 settembre all’ambasciata americana, Sarkozy ha ripetuto ad nauseam : “siamo tutti americani…ci siamo sentiti tutti americani…ecc…Caro presidente, io non mi sento affatto americano, non adoro gli Stati Uniti…anzi considero che tavolta gli Stati Uniti sono un paese di merda per parafrasare un italiano famoso. Non posso avere rispetto per un paese che usa ancora la pena di morte per fare regnare “la giustizia”….Ieri sera, Troy Davis, condannato alla pena capitale nel 1991 per aver ucciso nel 1989 un poliziotto di Savannah,  è stato assassinato dallo stato di Georgia. Martedi, il comitato per la grazia di Georgia ha negato la clemenza a Troy Davis. Per tre volte la sua sentenza di morte è stata rinviata due ore prima che il boia entrasse in azione. Per tre volte, Troy Davis è andato alla fine del cerimoniale ascoltando il modo in cui verrà  “giustiziato”. Ancora ieri sera, prima di essere ucciso, Troy Davis  ha dovuto aspettare quattro ore un’ipotetica chiamata…Ma chi ha inventato questo supplizio di un sadismo inaudito ? Troy Davis ha sempre gridato la sua innocenza fino alla fine.  L’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Niente impronte. Niente prove del DNA. Sette dei novi testimoni chiave hanno ritrattato la loro testimonianza dichiarando di avere  accusato Davis su pressione della polizia. Un accusatore di Troy è addirittura sospettato, in realtà, di essere il vero killer…Allora no, non mi sento americano. Sono contento di essere europeo.

New York

Pour une surprise, c’en fut une. À travers la brume, c’était tellement étonnant ce qu’on découvrait soudain que nous nous refusâmes d’abord à y croire et puis tout de même quand nous fûmes en plein devant les choses, tout galérien qu’on était on s’est mis à bien rigoler, en voyant ça, droit devant nous…

Come sorpresa, non era male. Attraverso la bruma, era così stupefacente quello che si scopriva all’improvviso che noi all’inizio rifiutammo di crederci e poi comunque quando fummo in pieno davanti alle cose, ognuno dei galeotti che eravamo s’è messo proprio a ridere, vedendo quello, dritto davanti a noi…

Figurez-vous qu’elle était debout leur ville, absolument droite. New York c’est une ville debout. On en avait déjà vu nous des villes bien sûr, et des belles encore, et des ports et des fameux mêmes. Mais chez nous, n’est-ce pas, elles sont couchées les villes, au bord de la mer ou sur les fleuves, elles s’allongent sur le paysage, elles attendent le voyageur, tandis que celle-là l’Américaine, elle ne se pâmait pas, non, elle se tenait bien raide, là, pas baisante du tout, raide à faire peur.

Figuratevi che era in piedi la loro città, assolutamente dritta. New York è una città in piedi. Ne avevamo già viste noi di città, sicuro, e anche belle, e di porti e di quelli anche famosi. Ma da noi, si sa, sono sdraiate le città, in riva al mare o sui fiumi, si allungano sul paesaggio, attendono il viaggatore, mentre quella, l’americana, lei non sveniva, no, lei si teneva bella rigida, là, per niente stravaccata, rigida da far paura

On en a donc rigolé comme des cornichons. Ça fait drôle forcément, une ville bâtie en raideur. Mais on n’en pouvait rigoler nous du spectacle qu’à partir du cou, à cause du froid qui venait du large pendant ce temps-là à travers une grosse brume grise et rose. et rapide et piquante à l’assaut de nos pantalons et des crevasses de cette muraille, les rues de la ville, où les nuages s’engouffraient aussi à la charge du vent. Notre galère tenait son mince sillon juste au ras des jetées, là où venait finir une eau caca, toute barbotante d’une kyrielle de petits bachots et remorqueurs avides et cornards.

Ne abbiamo riso come dei balenghi. Fa strano per forza una città costruita per diritto. Ma non potevamo godercelo noi, lo spettacolo, che dal collo in su, per il freddo che veniva in quel momento dal largo, attraverso una grossa bruma grigia e rosa, e rapida e pungente all’assalto dei nostri pantaloni e dei crepacci di quella muraglia, le strade della città, dove anche le nuvole s’ingolfano sotto la spinta del vento. La nostra galera apriva il suo magro solco giusto all’altezza dei moli, là dove veniva a morire un’acqua color caca tutta gorgogliante d’una sequela di piccoli traghetti e di rimorchiatori avidi e asmatici.

Pour un miteux, il n’est jamais bien commode de débarquer de nulle part mais pour un galérien c’est encore bien pire, surtout que les gens d’Amérique n’aiment pas du tout les galériens qui viennent d’Europe. C’est tous des anarchistes » qu’ils disent. Ils ne veulent recevoir chez eux en somme que les curieux qui leur apportent du pognon, parce que tous les argents d’Europe, c’est des fils à Dollar.

Per uno che  è messo male, non è mai comodo sbarcare da nessuna parte ma per un galeotto è anche peggio, specialmente perché la gente d’America non ama affatto i galeotti che vengono dall’Europa. “Son tutti anarchici” dicono loro. Vogliono insomma ospitare in casa loro solo dei curiosi che gli portano della grana, perché tutti i soldi d’Europa, sono figli di Dollaro.

J’aurais peut-être pu essayer, comme d’autres l’avait déjà réussi, de traverser le port à la nage et de me mettre à crier : « Vive Dollar ! Vive Dollar ! » C’est un truc. Y a bien des gens qui sont débarqués de cette façon-là et qui après ça on fait des fortunes. C’est pas sûr, ça se raconte seulement. Il en arrive dans les rêves des biens pires encore. Moi j’avais une autre combinaison en tête, en même temps que la fièvre….

Avrei forse potuto provare come  altri che c’erano già riusciti a traversare il porto a nuoto e poi una volta sulla banchina mettermi a gridare : “Viva Dollaro ! Viva Dollaro !” è un trucco. C’è molta gente che è sbarcata a quel modo e dopo ha fatto fortuna. Non è sicuro, sono cose che si raccontano solo. Ne capitano nei sogni di molto peggio. Io, avevo un’altra combinazione in testa insieme alla febbre….(Celine : viaggio al termine della notte)